Le tre regole per diventare un buon trader

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Le tre regole per diventare un buon trader

Diventare un buon trader nelle opzioni binarie è un obiettivo che può essere raggiunto non solo dopo aver raggiunto una elevata esperienza nel settore, ma anche attraverso alcune regole da dover sempre considerare anche nelle prime operazioni.

Le opzioni, infatti, a differenza di altre attività finanziarie presentano dei funzionamenti semplici da poter capire anche con una prima formazione di base e investimenti minimi sul mercato. Tre sono inoltre le principali regole per diventare un buon trader: gestione del capitale, formazione, analisi fondamentale su un buon broker.

Gestione del capitale per diventare un buon trader

La gestione del capitale o money management è una prima regola da seguire per diventare un buon trader nelle opzioni binarie e consiste nel fissare fin dalle prime operazioni quanto e come investire. Vale a dire che un trader alle prime armi, prima di concentrarsi su una operatività in senso stretto, deve avere le idee chiare su quelle che sono le proprie disponibilità economiche e di quella parte del capitale da voler utilizzare per gli investimenti.

E’ inoltre importante differenziare gli investimenti in più operazioni, anche se di piccoli importi e ricercare momenti della giornata in cui è possibile ottenere maggiori profitti in operazioni dal basso profilo di rischio, proteggendo il capitale nel tempo. In questi casi, la scelta di broker dai depositi più bassi per l’apertura di un conto, sono elementi da ricercare assolutamente per cominciare con il piede giusto i primi investimenti.

Tra le offerte del momento con i depositi più bassi di 100 euro, vi segnaliamo TopOption, con la possibilità utilizzando il seguente collegamento: apri conto con TopOption, di aprire un nuovo conto in pochi e semplici passaggi.

Formazione completa per diventare un buon trader

La formazione è una seconda regola da seguire per diventare un buon trader nelle opzioni binarie e per cominciare ad acquisire prime competenze su tipologie da poter utilizzare, sulle principali scadenze o sulle migliori strategie di base.

Tra l’altro i migliori broker del settore, puntano tantissimo su tale componente, con offerte competitive e soprattutto gratuite, indirizzate soprattutto verso i trader alle prime armi per migliorare di livello in livello e con strumenti anche diversi, le relative competenze sulle opzioni.

In questi casi, la scelta di broker con la migliore formazione è un elemento che non deve mancare tra le scelte del trader. Tra le offerte del momento con una delle più complete sezioni formative, e disponibile al seguente collegamento: education center, vi è quella del broker 24Option.

Analisi fondamentale per diventare un buon trader

L’analisi fondamentale su un buon broker, è una terza regola da seguire per diventare un buon trader nelle opzioni binarie e per individuare quei momenti in cui è opportuno investire per puntare al massimo guadagno.

L’analisi fondamentale con le opzioni, è inoltre di facile applicazione e permette con una consultazione di un buon calendario economico e dei segnali di trading, di aumentare le possibilità di previsioni circa possibili segnali di rialzo o di ribasso dei prezzi di un asset.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Tra le migliori offerte in questa direzione vi segnaliamo TopOption, con un’interessante promozione, per ricevere dei segnali gratuiti direttamente nella propria posta elettronica, utilizzando il seguente collegamento: iscrizione TopOption.

Tre regole fondamentali per diventare un trader di successo

Non importa se vuoi fare trading nel tempo libero o in maniera professionale: per affrontare la dinamicità dei mercati finanziari ti invitiamo a seguire la guida che Arduino Schenato ha curato per IG.

Metti in pratica la tua strategia di trading

Apri un conto reale o prova la demo per esercitarti con la guida di Arduino Schenato.

Le regole fondamentali per diventare un trader di successo

Una delle cose che mi viene spesso chiesta dalle persone che mi seguono è come fare per diventare un trader professionista o, in generale, un trader che riesca a essere costantemente profittevole sui mercati. La figura del trader professionista è spesso vista in maniera sbagliata ovvero come quel tipo di persona eccentrica in auto di lusso che viaggia da qualche bel paradiso terrestre all’altro, quasi come se fosse facile guadagnare molti soldi con questa attività. In realtà il trader può guadagnare molti soldi… ma non è sicuramente immediato o facile ed è una figura più “tranquilla” di quella spesso che ci viene proposta, che vive facendo il trading ma che ha il tempo per fare o investire anche in altre attività.

Cosa studiare per diventare un trader professionista quindi? Il percorso del trader non è per tutti uguale ma sicuramente necessita di studio e tempo perché si possa avere dei risultati tangibili e duraturi. Per quanto mi riguarda, da trader/formatore, ho creato un percorso formativo che dura qualche mese e che al suo interno ha tutta la teoria legata alla price action naked ovvero il mio approccio ai mercati e la mia metodologia operativa. Non c’è quindi una via univoca per diventare trader, ogni persona, in base al suo carattere, può decidere che tipo di trader vuole diventare e quindi studiare e fare esperienza in quella direzione. Il mio trading quindi è principalmente “end of day” con operatività che dura qualche giorno quindi un trading più rilassato che mi lasci il tempo per poter fare anche altro senza avere l’ossessione delle operazioni che ho a mercato.

Diventare trader professionista: da dove iniziare?

Se sei un trader neofita, è facile che tu venga bombardato da una miriade di informazioni sui mercati, le strategie operative, e soprattutto su come guadagnare in Borsa. È di vitale importanza che tu scelga una strategia adatta alle tue esigenze, i tuoi obiettivi e il tuo livello di propensione al rischio.

Tuttavia, esistono dei semplici step basilari consigliati a tutti i traders che vorrebbero consolidare le basi del trading sui mercati finanziari.

Diventare trader indipendente deve essere visto da chi inizia come qualsiasi altra attività professionale e imprenditoriale e quindi necessita di studio e sacrifici. Innanzitutto per capire come diventare un trader online si deve capire che tipo di mercati finanziari si vuole tradare.

Step 1: analisi dei mercati finanziari

Acquisisci una conoscenza solida dei mercati e degli strumenti finanziari, assicurandoti di aver compreso le differenze principali. Questo ti aiuterà a determinare il livello di rischio e a scegliere la strategia necessaria.

Con IG puoi operare su una vasta gamma di asset:

  • Il trading sulle azioni è infatti la modalità di negoziazione sui mercati finanziari più tradizionale (oltre che la più conosciuta), anche se comporta rischi abbastanza alti per l’elevata volatilità dei titoli azionari. Potrai fare trading entro gli orari di negoziazione, a condizione che il mercato selezionato non preveda anche degli orari di negoziazione estesi.
  • Il trading sugli indici potrebbe essere adatto a te se vuoi investire sul rendimento di un gruppo di azioni, invece che su quello di una sola azienda. Il mercato degli indici è più sensibile alla volatilità rispetto alle singole azioni, poiché gli indici sono solo indicatori dei movimenti collettivi di un gruppo di attività.
  • Il mercato del forex è quello con più scambi e più liquidità al mondo. Per esempio, è uno dei pochi mercati aperti 24 ore su 24, attivo anche nelle ore notturne.
  • Il mercato delle materie prime è molto conosciuto perché offre una vasta gamma di opportunità, ma allo stesso tempo comporta un rischio elevato per la grande volatilità di questi mercati. Il prezzo delle materie prime può oscillare costantemente in base alla domanda (produzione) e all’offerta (consumo).
  • Le criptovalute offrono la possibilità di investire sul prezzo come nel caso delle valute fisiche, ma il loro valore non viene determinato dai fattori di mercato tradizionali, piuttosto dalla conoscenza che i trader devono acquisire sulla blockchain e sulla scalabilità.

Step 2: come creare una strategia di trading

Per diventare un bravo trader si deve acquisire nel tempo un buon approccio ai mercati e una buona strategia di trading che abbia dei vantaggi e possa aiuta a ottenere profitto sul mercato scelto e a identificare i punti di entrata e di uscita delle tue operazioni. Una strategia di trading è la forza motrice del tuo piano di trading. Ti aiuterà a individuare gli obiettivi e a prendere decisioni coerenti e non basate sull’emotività.

Stili di trading

Esistono diversi modi di fare trading. I quattro stili più comuni sono:

  • Il day trading prevede l’apertura e la chiusura di un numero ridotto di operazioni nell’arco della stessa giornata in modo da sfruttare anche i più piccoli movimenti del prezzo. Le posizioni vengono spesso aperte e mantenute per poche ore e chiuse all’interno della giornata.
  • Lo scalping è una modalità di trading di brevissimo termine che prevede l’esecuzione di un numero elevato di operazioni al giorno. La durata media di ogni operazione può variare da pochi secondi ad alcuni minuti.
  • Lo swing trading prevede il mantenimento delle posizioni per più giorni nel tentativo di sfruttare le variazioni del mercato nel breve/medio termine, ovvero da due giorni a qualche settimana. Questo è lo stile che io preferisco e che uso di maggiormanente. La price action usa infatti i time frames daily e weekly come grafici di analisi.
  • Il trading di posizione prevede il mantenimento delle posizioni per settimane, mesi o addirittura anni con l’aspettativa che diventino redditizie nel lungo termine. Si dice “cassettista” chi mantiene le posizioni in questa modalità.

Ciò che accumuna questi diversi stili di trading che hanno tutti un unico obiettivo: trarre profitto dalle variazioni di prezzo degli asset, e si distinguono soltanto nella frequenza e nella durata della negoziazione. Ogni scelta è individuale e dipende dalle tue esigenze, dalla tua personalità e dalla quantità di tempo che vuoi dedicare all’attività di trading. Una volta deciso il tuo stile di trading, puoi passare all’elaborazione del tuo piano di trading.

Quest’ultimo dovrebbe includere le tue motivazioni, gli obiettivi e la quantità di capitale che sei disposto investire.

Analisi di mercato

La chiave per una strategia di trading è l’analisi di mercato che sfrutta le informazioni disponibili per prevedere l’andamento dei mercati e per creare una metodologia sui livelli di entrata e di uscita.

L’analisi di mercato si suddivide in due categorie:

  • L’analisi tecnica si basa sulla ripetitività degli eventi passati, cioè sulla premessa che quello che è avvenuto nel passato possa essere utilizzato per prevedere i futuri movimenti di prezzo. I trader possono analizzare i grafici e utilizzare indicatori di prezzo per costruire la loro strategia operativa sulla base di trend e lo storico dei pattern di prezzo. La price action che uso è una forma di analisi tecnica che si basa solo sulle dinamiche dei prezzi per fare trading.
  • L’analisi fondamentale si basa sul principio che ogni asset ha un effettivo valore reale o fair value. I trader utilizzano i dati macro, il PIL o le statistiche sull’occupazione, insieme alle notizie politiche di prima pagina per individuare le nuove opportunità o gli asset sotto o sopravvalutati, per sfruttare le correzioni di mercato future. È opportuno ricordare che i mercati finanziari possono essere estremamente volatili, pertanto è impossibile prevedere del tutto i suoi movimenti, ma una buona strategia di trading può prepararti a tutto. Gestione del rischio Nel trading, il termine “rischio” si riferisce al fatto che le tue decisioni non portano sempre al risultato atteso e possono sempre creare una perdita.

Perdere è in effetti una parte inevitabile del trading, a cui tutti i trader devono essere preparati. Una buona strategia di gestione del rischio ti permette di salvaguardare i tuoi profitti e ridurre le perdite.

Nel mio approccio al trading le perdite preferisco chiamarle “costi dell’attività”, cercando di avere un approccio il più possibile imprenditoriale al trading. Un trader di successo, per la mia esperienza, dovrebbe sempre affrontare il trading in questo modo. Nel lungo termine si deve cercare di essere profittevoli e questo, in linea di massima, equivale ad avere profitti più alti dei costi ( vedi stop loss ) quindi un buon rapporto tra rischio e rendimento e non per forza un numero di operazioni a profitto più alte del numero di posizioni a costo.

Step 3: acquisisci esperienza nel trading

Lo step finale è quello di iniziare a fare trading. Non è però la destinazione finale dal momento che è sempre importante continuare ad approfondire le tue conoscenze sui mercati cercando di crescere e fare proprie tutte le esperienze per migliorare l’attività futura.

Acquisire esperienza è una delle parti necessarie che servono ad un trader per fare il salto di qualità e diventare un grande trader.

Regola #1: creare un piano di trading

Una delle cose che non trovo quasi mai quando conosco dei nuovi traders o chi inizia a fare trading e quindi discuto con loro è una cosa: NON SI PIANIFICA MAI IL PROPRIO TRADING. Tutti sono sempre molto curiosi nella ricerca di nuove tecniche di trading e in pochi si focalizzano sul pianificare la propria “azienda” trading. Come si può ben capire reputo fondamentale la stesura di un piano di trading nella riuscita dell’attività e soprattutto nel mantenimento nel tempo dei propri risultati. Il mio piano di trading è frutto di 15 anni di trading. Nel tempo è stato modificato perché l’esperienza nel trading si fa sul mercato ogni giorno e ogni trader deve lavorare su questo per creare il suo piano di trading.

Un piano di trading deve avere al suo interno la lista principale delle cose da fare ovviamente riferite alla propria strategia di trading al proprio money management, alla gestione della posizione, e tutto ciò che c’è all’interno di questi macro topics.

Il nostro piano di trading deve essere come un filtro per la nostra attività, deve darci ciò che vogliamo fare nella nostra “azienda” di trading, così da mantenere nel tempo più disciplina al metodo e pianificazione e serietà nell’operatività: sicuramente dovrebbe aiutare a non fare “stupidi” trades o usare troppo rischio nelle operazioni questo però se, e solo se, ovviamente, lo seguiamo con costanza.

Bisogna anche però sottolineare che anche se il trading plan va seguito non si deve essere come dei “robot” anzi, voi sapete che per fare trading, come dico sempre, si deve ragionare su ciò che sta accadendo senza generalizzare le situazioni. Quindi seppur il piano di trading ci indica la via si deve sempre applicare una modalità discrezionale nel suo utilizzo. Significa che in alcuni casi ci sono situazioni dove è corretto uscire dalle regole. Diciamo che il piano di trading non è un come un sistema automatico di trading dove tutto è nero o bianco, anzi, deve essere un aiuto per non fare errori banali, usare un rischio fuori controllo e darsi una “linea” da seguire.

Il mio piano di trading comprende:

  • Watch list di strumenti da analizzare ( solitamente i maggiori mercati valutari, i mggiori indici di borsa e le maggiori materie prime )
  • Time frames di analisi ( daily, weekly, monthly )
  • Time frames operativi ( daily, weekly )
  • Strumenti a supporto per l’analisi ( livelli, trend, volatilità )
  • Apertura posizioni: risk managem ent & rapporto R:R
  • Gestione della posizione e orari di analisi ( end of day trading )
  • Segnali di price action utilizzati
  • Divisione per singolo segnale di price action mostrando con immagine allegata come voglio vedere l’impostazione dello strumento per fare quella determinata operazione.

Diciamo che in linea di massima questo è ciò che deve avere un piano di trading da seguire, in pratica, non manca nulla. Per poi creare consapevolezza al proprio operato è importante crearsi un “trading diary” dove vengono registrate tutte le operazioni fatte con il rischio preso il tipo di operazione e la sua riuscita o meno sia in termini percentuali che in punto monetario. Di questo argomento ne parleremo in un articolo specifico.

Regola #2: gestire il rischio del trading

Per fare un buon trading, consapevole e pianificato per fare profitti nel tempo si deve essere chiaramente dei così detti “gestori del rischio” ovvero si devono conoscere le caratteristiche degli strumenti finanziari che utilizziamo per non rischiare di avere operazioni non adeguato al nostro profilo di trader. E’ importante sapere che tipo di leva stiamo utilizzando in una determinata operazione di trading cercando di rimanere in una singola operazione con leve non superiori a 1:10. Il risk management è la sfera riguardante la gestione del rischio del nostro conto di trading e delle singole operazioni a mercato. Devo quindi stabilire: – Quanto posso rischiare su ogni singolo “deal” in base al mio conto e alla mia propensione al rischio – Quanto rischio massimo totale posso permettermi se dovessi avere più operazioni in contemporanea – Quante operazioni in contemporanea posso avere – Rischio massimo settimanale totale Questi sono i punti che io utilizzo per una corretta gestione del rischio. Il primo riguarda il singolo trade, molto importante. Tendo qui però a fare una precisazione perché dipende tutto dal tipo di operatività che si va a fare: se operiamo su grafici con basso time frame (5-15 minuti ) e facciamo dalle 3 alle 15 operazioni al giorno non si può utilizzare la gestione del rischio che vado a proporre qui visto che in questa sezione stiamo parlando di price action e quindi di fare trading su time frames alti quali il daily o il weekly. Operando quindi in questo modo si fanno meno operazioni che vanno solitamente da 2 a 4 a settimana. Per il mio tipo di operatività ritengo che rischiare da 0.50% fino ad un massimo di un 3 % sul singolo trade permetta di avere una buona tutela del proprio capitale ma con la possibilità di vedere risultati interessanti.

Facendo un esempio chiarificante:

Conto di trading da 10.000 euro

Rischio sul singolo trade = 200 euro ( 2% del capitale disponibile sul conto )

Solitamente lavorando su time frames come il daily riusciamo ad avere stop loss che vanno dai 50 ai 150 pips e che quindi per il rischio preso ( in questo caso 200 euro su 10.000 euro ) non si va mai ad utilizzare una leva troppo alta: 50 pips per i 200 euro di rischio su EUR/USD significa avere un’operazione con una siza di circa 4 mini contratti ovvero circa 40.000 euro, che su 10.000 sta a significare usare leva 4.

Il secondo punto invece riguarda quanto rischio massimo totale posso permettermi se dovessi avere più operazioni in contemporanea e qui io non supererei mai un 10 % calcolando che solitamente se dovessi avere più operazioni queste non siano solitamente tutte estremamente correlate perché altrimenti non avrebbe alcun senso.

Il terzo punto, in collegamento con quello precedente, mi deve far pianificare quante operazioni in contemporanea io posso avere in piattaforma e quindi qui sta tutto nel rischio preso sul singolo trade ma in generale posso dire che non amo avere più di 3 operazioni aperte in contemporanea , solitamente mi tengo addirittura al massimo con 2.

Per ultimo, nella settimana totale cerco di non rischiare mai più del 6% del mio capitale disponibile per il trading.

In un mese quindi avrò un media di 8/15 operazioni di trading con un rischio calcolato come descritto sopra. È chiaro quindi che nel proprio piano di trading è fondamentale avere sempre delle regole rigide di questa parte fondamentale del trading che serve per essere traders di successo.

Conclusione: come diventare un trader di successo

Il fattore più importante da sviluppare nel trading è la nostra emotività. Un buon trading è fatto se si ha un piano che al suo interno abbia un metodo di lavoro che cerca di mantenere il proprio operato sicuro e consapevole nelle varie settimane di operatività senza cadere nell’euforia o nel panico. Avendo tranquillità operativa si riesce a mantenere la calma necessaria per fare un trading più profittevole.

Quali sono i fattori che possono quindi migliorare il mio approccio al trading?

  1. Utilizzo di time frames alti come il daily e il weekly
  2. Avere un piano di rischio per operazione che ci permetta di essere tranquilli nel momento che siamo a mercato con una operazione
  3. Non passare da una strategia ad un’altra ma rimanere fedeli al proprio piano
  4. Avere una daily routine per analisi e inserimento ordini
  5. Darsi degli obbiettivi settimanali e mensili
  6. Conoscere i mercati su cui si opera, avere quindi una watchlist con i mercati principali ( facendo operatività su daily potremmo inserire le maggiori valute, i maggiori indici, le maggiori materie prime e criptovalute )

Questi possono essere i punti principali per far si che nel nostro operato non andiamo ad intaccare troppo la parte emotiva che quindi ci fa fare scelte sbagliate.

  1. Il time frame è importante, io uso principalmente il grafico daily per fare le mie scelte e questo mi porta a togliere quasi del tutto sentimenti negativi come la vendetta, la rabbia, lo stress che invece può provocare il trading su time frames molto bassi: infatti io guardo il mercato la sera ricercando l’idea di trading per il giorno successivo e il giorno successivo, la mattina, vado ad inserire gli ordini. Andrò a rivedere il mercato in serata ( filosofia setta e dimentica ) cosi da lasciare che il mercato faccia il suo movimento e da li deciderò se modificare qualcosa nella operazione che ho in atto. Se noto durante la sera che il mio trade ha colpito il mio stop loss facilmente non avrò quel desiderio vivido di vendetta di fare altri trades per recuperare ( come succede per chi fa trading intraday ) ma, invece, cercherò sempre sul time frame daily una nuova opportunità che all’indomani ricontrollerò e forse utilizzerò per un trade. Tutto ciò diventa molto pianificato e chiaro: ogni fine settimana faccio un’analisi operativa su grafico settimanale nella quale mi scrivo le idee più interessanti per la settimana successiva così durante la settimana so già cosa potrei cercare e su quali mercati focalizzarmi.
  2. Molto importante è poi la gestione del rischio: lavorando su time frame daily il mio rischio è sempre ben calcolato e quindi nel momento che sono dentro ad un’operazione so esattamente qual è la mia perdita massima. Non ho avuto fretta nell’inserimento dell’operazione, l’ho analizzata e con calma, a bocce ferme su grafico daily ho inserito l’ordine utilizzando una piccola percentuale del mio capitale a disposizione nel trading. Questo è importantissimo visto che spesso l’utilizzo di size troppo grandibporta alla paura che, inevitabilmente, porta a risultati mediocri o scarsi.
  3. Altra cosa fondamentale è non passare da una strategia di trading ad un’altra appena ci si scontra con delle difficoltà: il trading è caratteriale e dobbiamo sentirci a nostro agio nella nostra attività di trading e quindi con il nostro metodo di lavoro.
  4. Avere una routine è importante: come per l’uso del time frame, non passando quindi da un time frame all’altro finché non si trova “qualcosa da fare” ma stando ligi al time frame daily anche le nostre abitudini devono essere le stesse ogni giorno : io impiego circa un’ora e mezza ogni fine settimana e un’ora ogni giorno per le analisi e l’inserimento di possibili ordini. Ogni sera tra le 21 e le 22 analizzo i grafici “end of day” e mi scrivo le cose più interessanti per il giorno successivo. Il giorno successivo rianalizzo tutti i mercati ma in primis quelli dove la sera prima ho trovato possibili opportunità e inserisco, se c’è, un ordine. Il fine settimana dedico sempre più tempo all’analisi, controllo i livelli e i trend maggiori sui grafici settimanali e mensili oltre che daily e mi creo un’idea per la settimana successiva. Questa routine porta ad essere più disciplinati nelle varie giornate e a rispettare il proprio piano senza farsi prendere da fattori emotivi negativi.
  5. Altra cosa importante per mantenersi tranquilli nell’operatività è darsi obbiettivi raggiungibili: ogni settimana darsi dei target di arrivo medio piccoli. Per esempio: se il mio target questo mese è di fare un profitto di 2.000 euro dovrò dividere questi 2.000 euro in 4 settimane da 500 euro. Dovrò quindi avere chiaro quanto rischio prendere per operazione per poter arrivare a questi ipotetici 500 euro, concentrandomi sul fare poche operazioni ma di qualità per arrivare all’obbiettivo. Da qui, utilizzare il grafico daily e fare magari 3 massimo 4 operazioni durante la settimana dove rischio 150/200 euro. Tutto questo porta a non reagire di emotività negativa ma invece di rimanere focalizzati anche se non si riuscirà sempre a raggiungere l’obbiettivo e certe settimane si chiuderanno con una perdita.
  6. La watchlist non deve contenere troppi mercati perché, a mio avviso, fa fare più confusione. Una lista dei mercati principali, in generale, va benissimo per fare trading diversificato ma anche conoscendo bene dove si opera visto che il mio consiglio è quello di fare un’analisi ogni fine settimana e una analisi ogni giorno. Questa la watchlist che contiene i mercati principali:

Questi sono tra i punti principali che, nella mia esperienza, possono migliorare l’approccio mentale e psicologico al trading. Non esiste quindi un manuale per diventare trader ma esistono delle caratteristiche basilari di cui ho parlato in questo articolo e a cui dobbiamo dare la giusta attenzione se si vuole diventare un trader indipendente.

Tre regole fondamentali per diventare un trader di successo

Non importa se vuoi fare trading nel tempo libero o in maniera professionale: per affrontare la dinamicità dei mercati finanziari ti invitiamo a seguire la guida che Arduino Schenato ha curato per IG.

Metti in pratica la tua strategia di trading

Apri un conto reale o prova la demo per esercitarti con la guida di Arduino Schenato.

Le regole fondamentali per diventare un trader di successo

Una delle cose che mi viene spesso chiesta dalle persone che mi seguono è come fare per diventare un trader professionista o, in generale, un trader che riesca a essere costantemente profittevole sui mercati. La figura del trader professionista è spesso vista in maniera sbagliata ovvero come quel tipo di persona eccentrica in auto di lusso che viaggia da qualche bel paradiso terrestre all’altro, quasi come se fosse facile guadagnare molti soldi con questa attività. In realtà il trader può guadagnare molti soldi… ma non è sicuramente immediato o facile ed è una figura più “tranquilla” di quella spesso che ci viene proposta, che vive facendo il trading ma che ha il tempo per fare o investire anche in altre attività.

Cosa studiare per diventare un trader professionista quindi? Il percorso del trader non è per tutti uguale ma sicuramente necessita di studio e tempo perché si possa avere dei risultati tangibili e duraturi. Per quanto mi riguarda, da trader/formatore, ho creato un percorso formativo che dura qualche mese e che al suo interno ha tutta la teoria legata alla price action naked ovvero il mio approccio ai mercati e la mia metodologia operativa. Non c’è quindi una via univoca per diventare trader, ogni persona, in base al suo carattere, può decidere che tipo di trader vuole diventare e quindi studiare e fare esperienza in quella direzione. Il mio trading quindi è principalmente “end of day” con operatività che dura qualche giorno quindi un trading più rilassato che mi lasci il tempo per poter fare anche altro senza avere l’ossessione delle operazioni che ho a mercato.

Diventare trader professionista: da dove iniziare?

Se sei un trader neofita, è facile che tu venga bombardato da una miriade di informazioni sui mercati, le strategie operative, e soprattutto su come guadagnare in Borsa. È di vitale importanza che tu scelga una strategia adatta alle tue esigenze, i tuoi obiettivi e il tuo livello di propensione al rischio.

Tuttavia, esistono dei semplici step basilari consigliati a tutti i traders che vorrebbero consolidare le basi del trading sui mercati finanziari.

Diventare trader indipendente deve essere visto da chi inizia come qualsiasi altra attività professionale e imprenditoriale e quindi necessita di studio e sacrifici. Innanzitutto per capire come diventare un trader online si deve capire che tipo di mercati finanziari si vuole tradare.

Step 1: analisi dei mercati finanziari

Acquisisci una conoscenza solida dei mercati e degli strumenti finanziari, assicurandoti di aver compreso le differenze principali. Questo ti aiuterà a determinare il livello di rischio e a scegliere la strategia necessaria.

Con IG puoi operare su una vasta gamma di asset:

  • Il trading sulle azioni è infatti la modalità di negoziazione sui mercati finanziari più tradizionale (oltre che la più conosciuta), anche se comporta rischi abbastanza alti per l’elevata volatilità dei titoli azionari. Potrai fare trading entro gli orari di negoziazione, a condizione che il mercato selezionato non preveda anche degli orari di negoziazione estesi.
  • Il trading sugli indici potrebbe essere adatto a te se vuoi investire sul rendimento di un gruppo di azioni, invece che su quello di una sola azienda. Il mercato degli indici è più sensibile alla volatilità rispetto alle singole azioni, poiché gli indici sono solo indicatori dei movimenti collettivi di un gruppo di attività.
  • Il mercato del forex è quello con più scambi e più liquidità al mondo. Per esempio, è uno dei pochi mercati aperti 24 ore su 24, attivo anche nelle ore notturne.
  • Il mercato delle materie prime è molto conosciuto perché offre una vasta gamma di opportunità, ma allo stesso tempo comporta un rischio elevato per la grande volatilità di questi mercati. Il prezzo delle materie prime può oscillare costantemente in base alla domanda (produzione) e all’offerta (consumo).
  • Le criptovalute offrono la possibilità di investire sul prezzo come nel caso delle valute fisiche, ma il loro valore non viene determinato dai fattori di mercato tradizionali, piuttosto dalla conoscenza che i trader devono acquisire sulla blockchain e sulla scalabilità.

Step 2: come creare una strategia di trading

Per diventare un bravo trader si deve acquisire nel tempo un buon approccio ai mercati e una buona strategia di trading che abbia dei vantaggi e possa aiuta a ottenere profitto sul mercato scelto e a identificare i punti di entrata e di uscita delle tue operazioni. Una strategia di trading è la forza motrice del tuo piano di trading. Ti aiuterà a individuare gli obiettivi e a prendere decisioni coerenti e non basate sull’emotività.

Stili di trading

Esistono diversi modi di fare trading. I quattro stili più comuni sono:

  • Il day trading prevede l’apertura e la chiusura di un numero ridotto di operazioni nell’arco della stessa giornata in modo da sfruttare anche i più piccoli movimenti del prezzo. Le posizioni vengono spesso aperte e mantenute per poche ore e chiuse all’interno della giornata.
  • Lo scalping è una modalità di trading di brevissimo termine che prevede l’esecuzione di un numero elevato di operazioni al giorno. La durata media di ogni operazione può variare da pochi secondi ad alcuni minuti.
  • Lo swing trading prevede il mantenimento delle posizioni per più giorni nel tentativo di sfruttare le variazioni del mercato nel breve/medio termine, ovvero da due giorni a qualche settimana. Questo è lo stile che io preferisco e che uso di maggiormanente. La price action usa infatti i time frames daily e weekly come grafici di analisi.
  • Il trading di posizione prevede il mantenimento delle posizioni per settimane, mesi o addirittura anni con l’aspettativa che diventino redditizie nel lungo termine. Si dice “cassettista” chi mantiene le posizioni in questa modalità.

Ciò che accumuna questi diversi stili di trading che hanno tutti un unico obiettivo: trarre profitto dalle variazioni di prezzo degli asset, e si distinguono soltanto nella frequenza e nella durata della negoziazione. Ogni scelta è individuale e dipende dalle tue esigenze, dalla tua personalità e dalla quantità di tempo che vuoi dedicare all’attività di trading. Una volta deciso il tuo stile di trading, puoi passare all’elaborazione del tuo piano di trading.

Quest’ultimo dovrebbe includere le tue motivazioni, gli obiettivi e la quantità di capitale che sei disposto investire.

Analisi di mercato

La chiave per una strategia di trading è l’analisi di mercato che sfrutta le informazioni disponibili per prevedere l’andamento dei mercati e per creare una metodologia sui livelli di entrata e di uscita.

L’analisi di mercato si suddivide in due categorie:

  • L’analisi tecnica si basa sulla ripetitività degli eventi passati, cioè sulla premessa che quello che è avvenuto nel passato possa essere utilizzato per prevedere i futuri movimenti di prezzo. I trader possono analizzare i grafici e utilizzare indicatori di prezzo per costruire la loro strategia operativa sulla base di trend e lo storico dei pattern di prezzo. La price action che uso è una forma di analisi tecnica che si basa solo sulle dinamiche dei prezzi per fare trading.
  • L’analisi fondamentale si basa sul principio che ogni asset ha un effettivo valore reale o fair value. I trader utilizzano i dati macro, il PIL o le statistiche sull’occupazione, insieme alle notizie politiche di prima pagina per individuare le nuove opportunità o gli asset sotto o sopravvalutati, per sfruttare le correzioni di mercato future. È opportuno ricordare che i mercati finanziari possono essere estremamente volatili, pertanto è impossibile prevedere del tutto i suoi movimenti, ma una buona strategia di trading può prepararti a tutto. Gestione del rischio Nel trading, il termine “rischio” si riferisce al fatto che le tue decisioni non portano sempre al risultato atteso e possono sempre creare una perdita.

Perdere è in effetti una parte inevitabile del trading, a cui tutti i trader devono essere preparati. Una buona strategia di gestione del rischio ti permette di salvaguardare i tuoi profitti e ridurre le perdite.

Nel mio approccio al trading le perdite preferisco chiamarle “costi dell’attività”, cercando di avere un approccio il più possibile imprenditoriale al trading. Un trader di successo, per la mia esperienza, dovrebbe sempre affrontare il trading in questo modo. Nel lungo termine si deve cercare di essere profittevoli e questo, in linea di massima, equivale ad avere profitti più alti dei costi ( vedi stop loss ) quindi un buon rapporto tra rischio e rendimento e non per forza un numero di operazioni a profitto più alte del numero di posizioni a costo.

Step 3: acquisisci esperienza nel trading

Lo step finale è quello di iniziare a fare trading. Non è però la destinazione finale dal momento che è sempre importante continuare ad approfondire le tue conoscenze sui mercati cercando di crescere e fare proprie tutte le esperienze per migliorare l’attività futura.

Acquisire esperienza è una delle parti necessarie che servono ad un trader per fare il salto di qualità e diventare un grande trader.

Regola #1: creare un piano di trading

Una delle cose che non trovo quasi mai quando conosco dei nuovi traders o chi inizia a fare trading e quindi discuto con loro è una cosa: NON SI PIANIFICA MAI IL PROPRIO TRADING. Tutti sono sempre molto curiosi nella ricerca di nuove tecniche di trading e in pochi si focalizzano sul pianificare la propria “azienda” trading. Come si può ben capire reputo fondamentale la stesura di un piano di trading nella riuscita dell’attività e soprattutto nel mantenimento nel tempo dei propri risultati. Il mio piano di trading è frutto di 15 anni di trading. Nel tempo è stato modificato perché l’esperienza nel trading si fa sul mercato ogni giorno e ogni trader deve lavorare su questo per creare il suo piano di trading.

Un piano di trading deve avere al suo interno la lista principale delle cose da fare ovviamente riferite alla propria strategia di trading al proprio money management, alla gestione della posizione, e tutto ciò che c’è all’interno di questi macro topics.

Il nostro piano di trading deve essere come un filtro per la nostra attività, deve darci ciò che vogliamo fare nella nostra “azienda” di trading, così da mantenere nel tempo più disciplina al metodo e pianificazione e serietà nell’operatività: sicuramente dovrebbe aiutare a non fare “stupidi” trades o usare troppo rischio nelle operazioni questo però se, e solo se, ovviamente, lo seguiamo con costanza.

Bisogna anche però sottolineare che anche se il trading plan va seguito non si deve essere come dei “robot” anzi, voi sapete che per fare trading, come dico sempre, si deve ragionare su ciò che sta accadendo senza generalizzare le situazioni. Quindi seppur il piano di trading ci indica la via si deve sempre applicare una modalità discrezionale nel suo utilizzo. Significa che in alcuni casi ci sono situazioni dove è corretto uscire dalle regole. Diciamo che il piano di trading non è un come un sistema automatico di trading dove tutto è nero o bianco, anzi, deve essere un aiuto per non fare errori banali, usare un rischio fuori controllo e darsi una “linea” da seguire.

Il mio piano di trading comprende:

  • Watch list di strumenti da analizzare ( solitamente i maggiori mercati valutari, i mggiori indici di borsa e le maggiori materie prime )
  • Time frames di analisi ( daily, weekly, monthly )
  • Time frames operativi ( daily, weekly )
  • Strumenti a supporto per l’analisi ( livelli, trend, volatilità )
  • Apertura posizioni: risk managem ent & rapporto R:R
  • Gestione della posizione e orari di analisi ( end of day trading )
  • Segnali di price action utilizzati
  • Divisione per singolo segnale di price action mostrando con immagine allegata come voglio vedere l’impostazione dello strumento per fare quella determinata operazione.

Diciamo che in linea di massima questo è ciò che deve avere un piano di trading da seguire, in pratica, non manca nulla. Per poi creare consapevolezza al proprio operato è importante crearsi un “trading diary” dove vengono registrate tutte le operazioni fatte con il rischio preso il tipo di operazione e la sua riuscita o meno sia in termini percentuali che in punto monetario. Di questo argomento ne parleremo in un articolo specifico.

Regola #2: gestire il rischio del trading

Per fare un buon trading, consapevole e pianificato per fare profitti nel tempo si deve essere chiaramente dei così detti “gestori del rischio” ovvero si devono conoscere le caratteristiche degli strumenti finanziari che utilizziamo per non rischiare di avere operazioni non adeguato al nostro profilo di trader. E’ importante sapere che tipo di leva stiamo utilizzando in una determinata operazione di trading cercando di rimanere in una singola operazione con leve non superiori a 1:10. Il risk management è la sfera riguardante la gestione del rischio del nostro conto di trading e delle singole operazioni a mercato. Devo quindi stabilire: – Quanto posso rischiare su ogni singolo “deal” in base al mio conto e alla mia propensione al rischio – Quanto rischio massimo totale posso permettermi se dovessi avere più operazioni in contemporanea – Quante operazioni in contemporanea posso avere – Rischio massimo settimanale totale Questi sono i punti che io utilizzo per una corretta gestione del rischio. Il primo riguarda il singolo trade, molto importante. Tendo qui però a fare una precisazione perché dipende tutto dal tipo di operatività che si va a fare: se operiamo su grafici con basso time frame (5-15 minuti ) e facciamo dalle 3 alle 15 operazioni al giorno non si può utilizzare la gestione del rischio che vado a proporre qui visto che in questa sezione stiamo parlando di price action e quindi di fare trading su time frames alti quali il daily o il weekly. Operando quindi in questo modo si fanno meno operazioni che vanno solitamente da 2 a 4 a settimana. Per il mio tipo di operatività ritengo che rischiare da 0.50% fino ad un massimo di un 3 % sul singolo trade permetta di avere una buona tutela del proprio capitale ma con la possibilità di vedere risultati interessanti.

Facendo un esempio chiarificante:

Conto di trading da 10.000 euro

Rischio sul singolo trade = 200 euro ( 2% del capitale disponibile sul conto )

Solitamente lavorando su time frames come il daily riusciamo ad avere stop loss che vanno dai 50 ai 150 pips e che quindi per il rischio preso ( in questo caso 200 euro su 10.000 euro ) non si va mai ad utilizzare una leva troppo alta: 50 pips per i 200 euro di rischio su EUR/USD significa avere un’operazione con una siza di circa 4 mini contratti ovvero circa 40.000 euro, che su 10.000 sta a significare usare leva 4.

Il secondo punto invece riguarda quanto rischio massimo totale posso permettermi se dovessi avere più operazioni in contemporanea e qui io non supererei mai un 10 % calcolando che solitamente se dovessi avere più operazioni queste non siano solitamente tutte estremamente correlate perché altrimenti non avrebbe alcun senso.

Il terzo punto, in collegamento con quello precedente, mi deve far pianificare quante operazioni in contemporanea io posso avere in piattaforma e quindi qui sta tutto nel rischio preso sul singolo trade ma in generale posso dire che non amo avere più di 3 operazioni aperte in contemporanea , solitamente mi tengo addirittura al massimo con 2.

Per ultimo, nella settimana totale cerco di non rischiare mai più del 6% del mio capitale disponibile per il trading.

In un mese quindi avrò un media di 8/15 operazioni di trading con un rischio calcolato come descritto sopra. È chiaro quindi che nel proprio piano di trading è fondamentale avere sempre delle regole rigide di questa parte fondamentale del trading che serve per essere traders di successo.

Conclusione: come diventare un trader di successo

Il fattore più importante da sviluppare nel trading è la nostra emotività. Un buon trading è fatto se si ha un piano che al suo interno abbia un metodo di lavoro che cerca di mantenere il proprio operato sicuro e consapevole nelle varie settimane di operatività senza cadere nell’euforia o nel panico. Avendo tranquillità operativa si riesce a mantenere la calma necessaria per fare un trading più profittevole.

Quali sono i fattori che possono quindi migliorare il mio approccio al trading?

  1. Utilizzo di time frames alti come il daily e il weekly
  2. Avere un piano di rischio per operazione che ci permetta di essere tranquilli nel momento che siamo a mercato con una operazione
  3. Non passare da una strategia ad un’altra ma rimanere fedeli al proprio piano
  4. Avere una daily routine per analisi e inserimento ordini
  5. Darsi degli obbiettivi settimanali e mensili
  6. Conoscere i mercati su cui si opera, avere quindi una watchlist con i mercati principali ( facendo operatività su daily potremmo inserire le maggiori valute, i maggiori indici, le maggiori materie prime e criptovalute )

Questi possono essere i punti principali per far si che nel nostro operato non andiamo ad intaccare troppo la parte emotiva che quindi ci fa fare scelte sbagliate.

  1. Il time frame è importante, io uso principalmente il grafico daily per fare le mie scelte e questo mi porta a togliere quasi del tutto sentimenti negativi come la vendetta, la rabbia, lo stress che invece può provocare il trading su time frames molto bassi: infatti io guardo il mercato la sera ricercando l’idea di trading per il giorno successivo e il giorno successivo, la mattina, vado ad inserire gli ordini. Andrò a rivedere il mercato in serata ( filosofia setta e dimentica ) cosi da lasciare che il mercato faccia il suo movimento e da li deciderò se modificare qualcosa nella operazione che ho in atto. Se noto durante la sera che il mio trade ha colpito il mio stop loss facilmente non avrò quel desiderio vivido di vendetta di fare altri trades per recuperare ( come succede per chi fa trading intraday ) ma, invece, cercherò sempre sul time frame daily una nuova opportunità che all’indomani ricontrollerò e forse utilizzerò per un trade. Tutto ciò diventa molto pianificato e chiaro: ogni fine settimana faccio un’analisi operativa su grafico settimanale nella quale mi scrivo le idee più interessanti per la settimana successiva così durante la settimana so già cosa potrei cercare e su quali mercati focalizzarmi.
  2. Molto importante è poi la gestione del rischio: lavorando su time frame daily il mio rischio è sempre ben calcolato e quindi nel momento che sono dentro ad un’operazione so esattamente qual è la mia perdita massima. Non ho avuto fretta nell’inserimento dell’operazione, l’ho analizzata e con calma, a bocce ferme su grafico daily ho inserito l’ordine utilizzando una piccola percentuale del mio capitale a disposizione nel trading. Questo è importantissimo visto che spesso l’utilizzo di size troppo grandibporta alla paura che, inevitabilmente, porta a risultati mediocri o scarsi.
  3. Altra cosa fondamentale è non passare da una strategia di trading ad un’altra appena ci si scontra con delle difficoltà: il trading è caratteriale e dobbiamo sentirci a nostro agio nella nostra attività di trading e quindi con il nostro metodo di lavoro.
  4. Avere una routine è importante: come per l’uso del time frame, non passando quindi da un time frame all’altro finché non si trova “qualcosa da fare” ma stando ligi al time frame daily anche le nostre abitudini devono essere le stesse ogni giorno : io impiego circa un’ora e mezza ogni fine settimana e un’ora ogni giorno per le analisi e l’inserimento di possibili ordini. Ogni sera tra le 21 e le 22 analizzo i grafici “end of day” e mi scrivo le cose più interessanti per il giorno successivo. Il giorno successivo rianalizzo tutti i mercati ma in primis quelli dove la sera prima ho trovato possibili opportunità e inserisco, se c’è, un ordine. Il fine settimana dedico sempre più tempo all’analisi, controllo i livelli e i trend maggiori sui grafici settimanali e mensili oltre che daily e mi creo un’idea per la settimana successiva. Questa routine porta ad essere più disciplinati nelle varie giornate e a rispettare il proprio piano senza farsi prendere da fattori emotivi negativi.
  5. Altra cosa importante per mantenersi tranquilli nell’operatività è darsi obbiettivi raggiungibili: ogni settimana darsi dei target di arrivo medio piccoli. Per esempio: se il mio target questo mese è di fare un profitto di 2.000 euro dovrò dividere questi 2.000 euro in 4 settimane da 500 euro. Dovrò quindi avere chiaro quanto rischio prendere per operazione per poter arrivare a questi ipotetici 500 euro, concentrandomi sul fare poche operazioni ma di qualità per arrivare all’obbiettivo. Da qui, utilizzare il grafico daily e fare magari 3 massimo 4 operazioni durante la settimana dove rischio 150/200 euro. Tutto questo porta a non reagire di emotività negativa ma invece di rimanere focalizzati anche se non si riuscirà sempre a raggiungere l’obbiettivo e certe settimane si chiuderanno con una perdita.
  6. La watchlist non deve contenere troppi mercati perché, a mio avviso, fa fare più confusione. Una lista dei mercati principali, in generale, va benissimo per fare trading diversificato ma anche conoscendo bene dove si opera visto che il mio consiglio è quello di fare un’analisi ogni fine settimana e una analisi ogni giorno. Questa la watchlist che contiene i mercati principali:

Questi sono tra i punti principali che, nella mia esperienza, possono migliorare l’approccio mentale e psicologico al trading. Non esiste quindi un manuale per diventare trader ma esistono delle caratteristiche basilari di cui ho parlato in questo articolo e a cui dobbiamo dare la giusta attenzione se si vuole diventare un trader indipendente.

Scopri com’è la giornata tipo di chi fa trading di professione.

L’autore della guida: Arduino Schenato

Trader privato e formatore per HereForex.com

Dopo aver affrontato esperienze lavorative all’estero negli USA, subito dopo il diploma di ragioneria, si è avvicinato ai mercati finanziari soprattutto quelli valutari, materie prime e dei CFD usando i maggiori indici di borsa mondiali.

Autodidatta, ha approfondito le dinamiche di prezzo e creato un metodo di lavoro chiamato Price Action Naked oltre ad una strategia di sua invenzione chiamata Follow The Winner Strategy, sempre basata sulle dinamiche “nude” dei prezzi e regole rigide da seguire. Tra i mercati su cui lavora di più e si concentra troviamo il mercato delle valute, forex, dove da molto tempo opera con le strategie di price action.

E’ stato il primo a portare la price action in Italia nel 2009 con il suo storico blog operativo.

Profondo studioso e amante dei movimenti ripetitivi dei mercati e ricercatore di strategie semplici ma efficaci. Ha scritto 4 libri elettronici (ebook), il primo uscito nel 2020 “Professional Trader”, il secondo nel 2020 “ Il Business Del Forex Trading”, il terzo nel 2020 “The 2R Strategy”, il quarto nel 2020 ” Price Action: La Guida Definitiva”. Scrittore anche di un romanzo finanziario uscito nel 2020 ” Follow The Winner ” dove mette in luce la vita di un trader e ciò che ogni giorno deve affrontare.

Gestisce una comunità di trading ( servizio platinum ) dove svolge attività di analisi operativa approfondita sui mercati valutari, delle materie prime principali, indici azionari ma anche singoli titoli.

E’ stato ed è tutt’ora relatore e formatore in importanti eventi di trading. Collabora come formatore con IG da svariati anni.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Opzioni binarie dalla A alla Z.
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: