Italia scende in discesa libera

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Tag: discesa libera

A Wengen la discesa libera la griffa Beat Feuz che precede un ottimo Dominik Paris

Oggi è stato il giorno di Beat Feuz che illumina la discesa libera, meravigliosa come ogni anno, di Wengen in Coppa del Mondo e dimostra ancora una volta che quando è in giornata è davvero tra i migliori discesisti presenti al mondo.

Feuz scende sicuro e determinato come non mai e torna al successo in competizione continentale dopo la vittoria di Beaver Creek del 7 dicembre piazzando il secondo trionfo stagionale. Feuz timbra così il gradino più alto del podio in questa località elvetica davanti al pubblico di casa per la terza volta in carriera dopo il 2020 e il 2020.

Finisce dietro il fuoriclasse svizzero un ottimo Dominik Paris che conferma il suo stato di forma eccellente e prosegue il testa a testa con Feuz e si piazza a 29 centesimi di distacco: Paris continua quindi a mancare il successo a Wengen località che non lo ha mai, ancora, visto trionfare.

Chiude il podio invece Thomas Dressen a 31 centesimi di distacco, e finiscono le prime cinque posizioni Matthias Mayer vincitore ieri nella combinata e Mauro Caviezel rispettivamente a 38 e 42 centesimi dalla vetta elvetica.

A Wengen domani sarà invece tempo di tecnico con lo slalom speciale con orario a partire dalle 10:15 salvo modifiche causa condizioni climatiche.

Giovanni Platania. Blogger sportivo, laureato in legge, appassionato di sport soprattutto invernali. Una frase su tutti, da inserire in questo “viaggio”:

“non leggete come fanno i bambini per divertirvi,o,come gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere.”

Dominik Paris pennella ancora la Stelvio in discesa, vince la gara, e porta al comando della classifica di Coppa del Mondo generale quasi 25 anni dopo Tomba

Quando Dominik Paris è in forma ed in giornata, non ce ne sta davvero per nessuno.

Dall’alto della sua classe e della sua infinita tecnica, l’atleta altoatesino vince ancora una volta sulla “Stelvio” in quel di Bormio e porta a casa la seconda discesa libera in due giorni aggiornando un palmares che nel circuito internazionale della Coppa del Mondo parla chiaramente del successo numero cinque a Bormio e il 18mo complessivo in carriera per un totale di 14 nella prova regina della velocità ma, sopratutto, dopo quasi 25 anni dall’ultima volta griffata Alberto Tomba, si porta al comando della classifica generale e anche in quella di specialità.

Nessuna possibilità di replica per gli avversari portati letteralmente a scuola da Dominik che interpreta al meglio la pista di casa e precede un grandissimo Urs Kryenbuehl battente bandiera elvetica sceso con il pettorale numero 25 di soli 8 centesimi, poi il solito Feuz ancora una volta sul podio ma che con il terzo posto va a perdere la leadership a vantaggio di Paris in classifica di specialità staccato di 26 centesimi in giornata odierna, e con gli altri favoriti Kilde e Mayer che chiudono i primi cinque rispettivamente staccati di 73 e 84 centesimi; gli altri italiani più arretrati dove occorre ancora pazientare affinché possano sbocciare i nostri talenti più giovani.

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Una giornata di per sé storica per lo sci italiano che ritorna a guidare la Coppa del Mondo di sci alpino generale e che lascia presagire ottime speranze in una annata che, orfana di Marcel Hirscher, non ha trovato ancora un vero e proprio dominatore a causa anche della scarsa continuità di risultati dei favoriti nel settore tecnico come Pinturault e Kristoffersen che alternano cose buone a prove opache.

Sarà molto importante la combinata alpina maschile di domani prevista per le ore 11 in prima manche e 13 sulla seconda per capire, ancora più di una volta, se i sogni finali di gloria possano essere ancora più leciti.

Giovanni Platania. Blogger sportivo, laureato in legge, appassionato di sport soprattutto invernali. Una frase su tutti, da inserire in questo “viaggio”:

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Dominik Paris vince ancora ed eguaglia Kristian Ghedina

Domme non si ferma più e continua la sua scalata all’interno della storia dello sci italiano e non solo.

A Kvitfjell centra in discesa libera una sontuosa quarta vittoria stagionale in Coppa del Mondo, la quinta considerando il Mondiale in super-g arpionato ad Are: l’atleta azzurro altoatesino con il successo odierno raggiunge quota 13 vittorie nel circuito intercontinentale in carriera andando ad eguagliare una icona dello sport italiano ed invernale come Kristian Ghedina a dimostrazione dell’enorme lavoro fatto in sede di preparazione che lo sta portando ai vertici dello sci mondiale facendo sbocciare definitivamente il suo talento.

La stagione dell’atleta di casa Italia dimostra ancora una volta il salto di qualità fatto da questo strepitoso fuoriclasse che è riuscito ad alzare l’asticella ponendosi oramai in pianta stabile tra i migliori velocisti in circolazione nello sci alpino; una certezza che ha regalato ai nostri colori mettendo basi importanti anche in prospettiva dove l’obiettivo magari per l’anno prossimo di portare a casa la sfera di cristallo di specialità è tutt’altro che utopia.

Paris scende con una determinazione pazzesca andando ad interpretare meglio di tutti i suoi avversari la pista made in Norvegia indovinando soprattutto la parte finale e sopravanzando Beat Feuz, pettorale rosso in specialità, di 25 centesimi relegandolo in seconda posizione mentre terzo arriva, a completare il podio, l’atleta di casa Austria Mattias Mayer staccato di 37 centesimi da Paris; quarto l’elvetico Mauro Caviezel con un gap di 0.62, mentre quinti a pari meritoe i due connazionali Vincent Kriechmayr a 0.64 ed Otmar Striedinger a 0.94.

Circa gli altri italiani Christof Innerhofer chiude con 1.46 di ritardo mentre più staccato Matteo Marsaglia, che accusa ben 2.02.

Situazione per le donne ancora estremamente confusa in quel di Sochi invece, con continue nevicate che non permettono alle ragazze di scendere in pista: salvo altri slittamenti il programma per domani prevede a Rosa Khutor il SuperG femminile alle ore 8.30, e a Kvitfjell SuperG maschile alle ore 11.00; il tutto come sempre in diretta su RaiSport+ ed Eurosport 1.

Giovanni Platania. Blogger sportivo, laureato in legge, appassionato di sport soprattutto invernali. Una frase su tutti, da inserire in questo “viaggio”:

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Sofia Goggia incanta la discesa di Crans Montana ed illumina il mondo dello sci

Quando la bellezza riesci ad esprimerla in qualsiasi gesto realizzi, soprattutto ogni qualvolta che intraprendi ciò che ami rendendo così orgogliosi ancora e ancora chi ti adora, arrivi in una dimensione dove l’essenza della medesima, raggiunge il grado più puro conseguentemente alla vittoria.

Sofia Goggia dá continuità alle belle prove cronometrate di questi giorni, e a Crans Montana centra il primo acuto stagionale a seguito di una delle discese libere più belle della sua carriera; la bella Sofi scende in una maniera regale mettendo in fila tutto il resto degli avversarie e assaporando nuovamente il gusto del gradino più alto del podio che aveva sfiorato ai Mondiali in super-g.

Per la campionessa olimpica si tratta della sesta vittoria in Coppa del Mondo, la quarta in discesa libera, per un totale di podi pari a 25; la seconda piazza la prende la Svizzera Joana Hahelen per la prima volta in carriera sul podio staccata di 49 centesimi, mentre la terza piazza la conquista la leader della classifica di specialità Nicole Schmidhofer staccata di 52 centesimi.

Gara fortemente condizionata anche da interruzioni; brutta caduta all’inizio per Ilka Stuhec che inisce contro le reti per un errore sul salto ma per fortuna niente di grave, mentre più grave la situazione di Tiffany Gauthier, che viene portata via in elicottero lasciando presagire, attraverso le sue lacrime, un infortunio piuttosto grave.

Buona prova per le altre italiane con Federica Brignone settima, Nadia Fanchini ottava e Nicole Delago al dodicesimo posto; più attardate Marta Bassino ventesima, Elena Cartoni venticinquesima, Nadia Delago al posto 35, mentre va out Francesca Marsaglia.

Appuntamento con lo sci alpino é per domani (considerando che oggi a Bansko tra gli uomini é stato cancellato il super-g causa forte nevicata) con il gigante maschile, 1a manche alle ore 9.30 e la seconda alle 12:30, mentre nuovamente a Crans Montana spazio alla combinata femminile, con la discesa alle ore 10.30 e lo slalom alle 16.45.

Più bella cosa non c’è davvero: Sofi, sei davvero unica.

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Discesa libera di Are femminile: Ilka Stuhec non sbaglia e si regala una doppietta mondiale

A 2 anni da Sankt Moritz dove Ilka Stuhec fece fermare il tempo regalandosi una sontuosa medaglia d’oro in discesa libera, oggi ad Are in Svezia la slovena dopo un calvario durato un anno torna sul luogo dell’iride e torna sul gradino più alto del podio sulla piattaforma mondiale andandosi a prendere un sontuoso oro.

In una discesa praticamente sprint con l’ennesima gara in questi mondiali con partenza abbassata per condizioni meteo avverse, la Stuhec interpreta al meglio il tracciato e fa la differenza a partire subito dal primo intermedio in una neve che andava affrontata più di fioretto che di sciabola cercando di lasciar correre il più possibile gli sci, e va ad anticipare una grandiosa Corinne Suter di soli 23 centesimi, che conferma un grandioso stato di forma ovviando ad un errore nella parte centrale attraverso una velocità super e relegando al terzo posto una stupenda Lindsey Vonn la quale, al pari di ieri con Aksel Svindal, si regala una medaglia mondiale, oggi di bronzo a differenza del norvegese che ha arpionato l’argento, andando a concludere una carriera inarrivabile a dimostrazione del fatto che al di là degli infortuni e della sfortuna, le Leggende tornano sempre a fare la differenza e francamente, salutare in questo modo lo sport, è una roba che ti fa venire dentro i brividi e fuori tante lacrime di commozione.

Giornata sfortunata purtroppo per le nostre azzurre che non trovano un feeling ottimale con questa pista tra l’altro abbassata, dove la migliore delle azzurre è Nicole Delago: la nostra gardenese chiude in sesta posizione a 62 centesimi (Classifica cortissima), mentre più arretrate le altre con Nadia Fanchini 14ma, Sofia Goggia 15ma, e più arretrata Francesca Marsaglia; qui la classifica definitiva: http://live.fis-ski.com/lv-al5109.htm#/short

Appuntamento con i Mondiali di Are a domani con la prova alle 11 di combinata alpina maschile.

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Mondiali Are: Kjetil Jansrud è Campione del Mondo di discesa libera davanti a Svindal

Dopo una serie interminabile di interruzioni dovute ad una grande incertezza sulle condizioni meteo ad Are, tra nebbia e nevicate varie, alle 13:15 finalmente si è potuti partire per la gara e il titolo mondiale di discesa libera maschile è andato a Kjetil Jansrud che si prende l’iride per la prima volta in carriera dopo aver preso 2 argenti in combinata a Vail/Beaver Creek nel 2020 e nel supergigante a Sankt Moritz 2020.

2 centesimi separano la vetta dalla prima posizione, ed è il modo migliore per salutare una sorta di divinità dello sport come Aksel Lund Svindal che lascia lo sci alpino andando a conquistare un sontuoso argento che gli consente di chiudere una carriera a dir poco inarrivabile con un podio che sa di leggenda per una giornata memorabile a dir poco per la nazionale norvegese; terzo a 33 centesimi l’austriaco Kriechmayr che conferma ancora una volta le sue grandi potenzialità, poi Feuz e Mayer a chiudere i primi cinque.

Non si ripete l’Italia oggi come nel super-g di qualche giorno fa: Paris parte bene al primo intertempo ma sbaglia qualcosina sulla parte ripida accumulando un distacco che poi non era più colmabile e chiude in quinta posizione a 74 centesimi da Jansrud; Innerhofer invece 11mo a 99 centesimi, per gli altri la classifica sul sito FIS: http://live.fis-ski.com/lv-al0128.htm#/short

Sperando in condizioni meteo migliori, domani appuntamento con la discesa libera femminile alle ore (Salvo rinvii) 12:30 con la diretta sia su RaiSport che su Eurosport.

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Sci alpino: Sofia Goggia ancora incantevole a Garmisch: altro secondo posto alle spalle di Venier

“Per quanto tempo è per sempre?
A volte, solo un secondo.”

A volte forse anche meno, bastano infatti nello sci una manciata di decimi , ma la magia rimane intatta, perché la concezione pura dell’eternità è racchiusa, in questo caso sportivamente parlando, nelle pieghe e nella velocità coadiuvate dalla tecnica di una straordinaria atleta che di nome e cognome fa Sofia Goggia.

Un’altra prestazione sublime da parte della nostra azzurra consente alla stessa di prendere il secondo podio di fila alla seconda gara stagionale in quel di Garmisch-Partenkirchen oggi in discesa libera dopo lo splendido podio di ieri in super-g: anche oggi deve arrendersi ad una austriaca, Stephanie Venier, solida e brillante, che precede la bergamasca di 25 centesimi; completa il podio la padrona di casa Kira Weidle con un gap di 54 centesimi dalla vetta. Mentre deludono le favorite nella velocità, per il resto quarta Suter e quinta Stuhec ma un grandissimo applauso a Nadia Fanchini che chiude sesta trovando un ottimo feeling con la Kandahar a quasi un secondo di distacco da Venier; 17ma Elena Curtoni, out purtroppo Delago e Brignone. Per gli altri risultati ecco il link della federazione con la graduatoria finale: http://live.fis-ski.com/lv-al5041.htm#/short

Ci hai fatto sussultare e mozzare il respiro in quel salto, per un attimo probabilmente anche il tempo si è congelato per la paura per poi, riprendere a girare come un battito cardiaco lungo il corso delle emozioni centimetro dopo centimetro, sciata dopo sciata, che ha aperto la breccia per arrivare nella piazza della gloria e degli onori prendendo un altro podio che meriti.

Sofia anche oggi ha dimostrato di esserci, che già è il tempo di raccogliere i primi frutti del duro, durissimo lavoro effettuato e che si può dire la proprio assieme al resto della pattuglia azzurra in ottica dei campionati del mondo, con estrema calma e con le giuste consapevolezze.

Il futuro, è già adesso.

Giovanni Platania. Blogger sportivo, laureato in legge, appassionato di sport soprattutto invernali. Una frase su tutti, da inserire in questo “viaggio”:

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Sci Alpino: a Garmisch Nicole Schmidhofer c’è, ma brilla la stella di Sofia Goggia

Per iniziare questo racconto di cronaca di gara in quel di Garmisch-Partenkirchen, dove, alla fine alle ore 11:30 italiane, si è svolta finalmente la prova di super-g femminile di Coppa del Mondo di sci alpino dopo vari rinvii causa meteo ballerino, è necessario utilizzare una bel pezzo di Eros Ramazzotti di 19 primavere orsono:

“Quando la festa comincerà, tu sarai regina… Tutta la gente si fermerà… A guardarti stupita…”

L’emozione di ritornare in pista, il coraggio di lanciarsi mollando tutti gli sci in velocità, la voglia di mettere subito tutti i fattori in chiaro… Son cose tali da mozzare il fiato a tutti coloro che oggi hanno osservato con trepidazione Sofia Goggia nel suo ritorno alle gare: oggi a salire sul gradino più alto del podio è Nicole Schmidhofer, ma a 23 centesimi di distacco c’è proprio questa Regina la quale, dopo aver posto in essere una prestazione sublime degna della sua grandezza mostrando al mondo intero, omaggiandolo tramite le sue qualità, al primo start in stagione piazza il primo podio concludendo seconda lasciandoci sognare e consolidandoci tutte le certezze in fatto di meraviglia e di specialità di questa ragazza unica, forte, e desiderosa di riprendere da dove aveva lasciato.

Non ci sono parole per descrivere le qualità di Sofia; c’è solo tanto orgoglio nell’avere una atleta di questo tipo capace subito di imprimere alla competizione il suo ritmo, ed una infinita gioia mista a commozione nel rivedere quello sguardo colmo di rabbia e di voglia tipico soltanto di quegli atleti capaci di ritrovarsi immediatamente lasciandosi alle spalle tanta sfortuna utilizzata poi come arma per aggredire gli obiettivi che si vuole tramutare da sogni in solidissime realtà; per l’atleta bergamasca si tratta del 23mo podio in quel della Coppa del Mondo.

Al terzo posto si piazza una ritrovata Lara Gut-Behrami a 0.45” dalla vetta occupata dalla forte austriaca, quarta l’altra nostra Federica Brignone che sfiora il podio trovando un ottimo feeling con la pista tedesca a 55 centesimi sfoderando una splendida prestazione in ambito veloce, mentre chiude i primi 5 la francese Miradoli a 75; ottima prova in generale per le altre italiane con Marta Bassino splendida nona, Francesca Marsaglia che chiude decima, e Nadia Fanchini undicesima; per il resto degli altri risultati ecco la classifica dal sito della FIS: http://live.fis-ski.com/lv-al5042.htm#/short

L’appuntamento con lo sci alpino femminile è previsto per domani con la discesa ovviamente sempre a Garmisch per la seconda prova veloce di fila in questo weekend straordinario di gare.

P.S. ultimo pezzo di strofa sempre di quella canzone:

“Quando la festa poi finirá, torneremo a terra, tutta la gente si ricorderà, d’aver visto una stella…”

Non c’è altro da dire in merito a questa strofa, alle volte basta chiudere gli occhi e pensare che quella stella, sì, finalmente è ritornata dove merita di stare, ossia in cima a quella vetta dove scorre il lungo viale delle emozioni e degli onori che lei ha reso ancora più lucente con il suo semplice esistere. Sofia è tornata, il resto dello sci alpino è avvisato.

Bentornata Sofi, il meglio deve ancora venire.

Giovanni Platania. Blogger sportivo, laureato in legge, appassionato di sport soprattutto invernali. Una frase su tutti, da inserire in questo “viaggio”:

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Italia: scende in discesa libera

Il governo Letta ha promesso che entro sei mesi ci sarà un ribasso di 50 punti del differenziale tra Bund e BTp. Una promessa che fino a poco tempo fa sembra addirittura impossibile da mantenere. Adesso che è cominciata la ripresa economica, invece, gli scenari ottimistici appaiono più realizzabili.

Il differenziale tra Bund e BTp, meglio conosciuto come spread, è sceso ai minimi livelli, fino a quota 240 punti, praticamente al di sotto della soglia registrata in un buon periodo, il luglio del 2020. Fino a quel momento, l’economia italiana, appariva solida e affidabile, poi le agenzie di rating e i problemi finanziari sul piano internazionale, hanno incrinato qualcosa e sul nostro paese è iniziata la pressione per la correzione del debito pubblico.

Intanto, l’economia del Vecchio Continente, continua ad essere sorretta dalla Germania che tramite l’incremento dell’occupazione è riuscita ad attutire gli effetti della crisi. In questo modo la Germania si è sorretta ed ora sulla sua solidità si regge l’equilibrio europeo.

Intanto, dall’altra parte del mondo, in Giappone, una nuova iniziativa del premier Abe, lascia i mercati sbalorditi. Il premier ha deciso di sostenere ancora il deprezzamento dello yen ed ha annunciato, nel futuro prossimo, di voler abbassare le tasse delle aziende per far ripartire l’economia.

Il Nikkei, con questa decisione e l’annuncio, ha guadagnato il 2,75 per cento in una sola seduta.

SportHistoria

La storia dello sport, dalle origini ad oggi, come non l’avete mai conosciuta

Tag: discesa libera femminile olimpiadi calgary 1988

MARINA KIEHL E LA DISCESA D’ORO DI CALGARY 1988

Marina Kiehl ha palmares importante in supergigante e gigante, quando si presenta ai nastri di partenza della discesa libera olimpica di Calgary nel 1988. Ma la prova regina della velocità non l’ha mai vista primeggiare in Coppa del Mondo, o nelle manifestazioni mondiali degli anni precedenti, pertanto all’atto di stilare l’elenco delle favorite all’oro olimpico il suo nome non appare certo in cima alla lista.

Walliser e Figini, elvetiche che da qualche stagione dominano in Coppa e fanno incetta di titoli, occupano i pronostici della vigilia, con Brigitte Oertli magari terza incomoda in casa Svizzera; l’Austria si affida a Sigrid Wolf e alla giovanissima Petra Kronberger; Graham, Percy e Lee guidano la pattuglia canadese che scivola sulle nevi di casa; Carole Merle è l’atleta di punta per la Francia e l’Italia, a corto di risultati, schiera Michaela Marzola, ad onor del vero con illusioni di medaglia praticamente uguali a zero. E poi c’è la Germania, con Regine Mösenlechner e… appunto Marina Kiehl, sette vittorie in carriera distribuite tra supergigante e gigante, un secondo posto ad inizio stagione in discesa a Val d’Isere e comunque un titolo mondiale juniores messo in bacheca al Sestriere nel 1983, nonché il quarto posto in discesa libera ai Mondiali seniores del 1987 a Crans Montana, anticipata di un soffio proprio dalla connazionale Regine Mösenlechner.

Originariamente in programma il 18 febbraio, la discesa libera femminile slitta di 24 ore per le avverse condizioni atmosferiche che impreversano su Nakiska, stazione atta agli sport invernali che accoglie le prove di sci alpino. Il cielo è nuvoloso e alle ore 10 Michaela Gerg è la prima a lanciarsi dai 2.179 metri del cancelletto di partenza: scende in 1’27″83 e la sensazione che si possa fare meglio, e pure di parecchio, è evidente. Sigrid Wolf subito dopo di lei è già un test probante ma l’asburgica, che qualche giorno dopo trionferà in supergigante, non conclude la prova, lasciando spazio a Chantal Bournissen che col pettorale numero tre balza provvisoriamente al comando, 1’27″46.

Tocca a Maria Walliser, campionessa del mondo in carica per il titolo conquistato l’anno prima a Crans Montana e favorita d’obbligo per la prova olimpica, che la vide già medaglia d’argento quattro anni addietro a Sarajevo. Il suo tempo è il migliore e vale il primo posto, 1’26″89, ma la svizzera ha commesso qualche imperfezione di troppo e a fine gara rimarrà clamorosamente ai piedi del podio. Già, perché dopo che Kronberger le termina di poco alle spalle, 14 centesimi di ritardo, la canadese Karen Percy, che proprio non ti aspetteresti a questi livelli, abbatte il limite di 27 centesimi, gaudagna la testa della graduatoria e lascia credere al colpaccio.

Pettorale numero otto, è la volta di Marina Kiehl. La tedesca schizza a testa bassa fuori dal gabbiotto di partenza, azzardando il tutto per tutto; rischia di deragliare a più riprese ma è perfetta in ogni settore di pista, come mai prima in discesa libera le era riuscito di fare, e quando al traguardo il tabellone elettronico illumina la giornata con l’evidenza di un fantastico 1’25″86 ecco che l’asticella che vale la vittoria a cinque cerchi è posta in alto, decisamente molto in alto. Figini scende subito dopo ma il ricordo del successo yugoslavo sbiadisce con un passivo tanto pesante da valere un anonimo nono posto, così come l’altra tedesca Mösenlechner è… Regine di nome ma assolutamente non di fatto, solo settima infine.

La Svizzera salva il bilancio nazionale con la sua terza freccia, Brigitte Oertli, che pennella le curve con destrezza e plana a valle col secondo miglior tempo, seppur distante 75 centesimi da Kiehl, ma di un niente davanti a Percy a cui strappa la medaglia d’argento. Un abisso, e quando anche l’ultima atleta di grido, la veterana canadese Laurie Graham, non va oltre la quinta piazza e lo “spauracchio” Merle conferma la scarsa confidenza con la discesa libera chiudendo solo dodicesima, ecco che Marina Kiehl può salire su quel podio olimpico che aveva inseguito a lungo ma mai aveva afferrato.

Ci riesce all’ultimo tuffo e nella disciplina meno adatta. Belle e sorprendenti le storie di Olimpia, non trovate?

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