Italia pronto il nuovo redditometro

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Economia

ROMA – Confronter� reddito e capacit� di spesa. Lasciando ben poco spazio agli evasori. Da marzo il nuovo redditometro completer�, come previsto, gli strumenti in mano al Fisco per stanare i furbi. Dopo una fase di messa a punto e rodaggio, ieri è arrivato il via libera con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del provvedimento. Si partirà dall’anno d’imposta 2009 con indagini approfondite e penetranti. Il nuovo sistema dell’Agenzia delle Entrate servirà a mettere sulla bilancia stili di vita e redditi sulla base di oltre 100 voci di spesa. Il redditometro potrà basarsi sia su «dati puntuali», cioè le dichiarazioni dei redditi o le bollette, sia sulle informazioni immagazzinate dall’anagrafe tributaria, anche grazie al lavoro di Serpico, il super computer che fornirà l’identikit patrimoniale e bancario di ogni contribuente.

Il Fisco verificherà anche le spese medie calcolate dall’Istat ed esaminate per aree geografiche. Le voci del nuovo strumento sono state aggiornate e spaziano su più fronti: dagli investimenti agli immobili alle auto ai caravan, fino alle imbarcazioni e agli aerei.

Sarà il contribuente a dover dimostrare che il finanziamento delle spese è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta, redditi esenti o comunque esclusi dalla base imponibile o perché c’è stato il contributo di altri soggetti. Inoltre il contribuente potrà contestare e dimostrare il differente ammontare delle spese che il Fisco gli attribuisce. L’amministrazione finanziaria tra febbraio e i primi giorni di marzo metterà poi a punto le liste selettive dei contribuenti a rischio evasione e da sottoporre ad accertamento.

Di fatto però è già possibile anticipare le mosse del Fisco con un auto-controllo. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è infatti disponibile il Redditest, che consente a ciascun contribuente di inserire i vari dati sulle spese e verificare se il reddito dichiarato è coerente con le spese affrontate. Il paniere delle voci di spesa che finirà sotto la lente del fisco è vastissimo e copre praticamente qualsiasi tipo di acquisto, dalla spesa per gli alimentari ai giocattoli, dalle scommesse online al cavallo, dall’assicurazione per l’auto alla retta per l’asilo nido, dai detersivi alle spese per taxi, passando per gioielli, pay-tv, bollette elettriche o il rimessaggio per la barca.

Le singole voci di spesa terranno conto poi delle cinque aree geografiche in cui è stata divisa l’Italia fiscale e delle 11 tipologie di famiglie, che abbracciano un pò tutte le situazioni, dai single alle famiglie numerose, dai nuclei monoparentali alle coppie di anziani soli. In ogni caso il redditometro non coprirà tutte le possibilità di accertamento perchè «resta ferma – si legge nel decreto – la facoltà dell’Agenzia delle Entrate di utilizzare anche elementi di capacità contributiva diversi» da quelli riportati nella tabella allegata al decreto dell’Economia. Ad essere prese in considerazione non saranno solo le spese del contribuente ma anche quelle del coniuge e di tutti i familiari a suo carico.

Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 19:27

Pronto il nuovo redditometro, doppio contraddittorio col contribuente

Arriva il nuovo redditometro: fari puntati sugli scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, ma solo se il gap è di almeno il 20 per cento. Nella selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, l’Amministrazione finanziaria prenderà in considerazione solo spese e dati certi (presenti in Anagrafe tributaria o nella dichiarazione dei redditi) e non terrà conto delle spese medie Istat, che, pertanto, non verranno prese in considerazione nel calcolo dello scostamento tra reddito dichiarato e reddito ricostruito.

Maggiore spazio al dialogo con un “doppio” contraddittorio tra fisco e contribuenti, che potranno fin dal primo incontro dimostrare che le spese sostenute sono state finanziate con redditi che l’Agenzia non conosce perché tassati alla fonte o esclusi dalla base imponibile. Se le indicazioni sono esaustive, l’attività di controllo si chiude in questa prima fase. In caso contrario, il contraddittorio prosegue e vengono valutate anche le spese per beni di uso corrente, calcolate sulla base delle medie Istat.

Sono solo alcuni dei punti cardine del nuovo accertamento sintetico, che la circolare n. 24/E di oggi illustra partendo dalle novità introdotte dal Dl n. 78/2020 che ha modificato l’art. 38 del Dpr n. 600/1973 e da quanto previsto dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2020.

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Il documento di prassi ricorda anche che il nuovo metodo di ricostruzione del reddito si applica agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati a partire dal 2009, mentre per quelli precedenti valgono le vecchie regole (come prevede l’art. 22, comma 1, del Dl n. 78/2020).

Nella circolare, inoltre, le Entrate evidenziano come il nuovo redditometro non applica coefficienti alle singole voci, ma la spesa vale per il suo ammontare.

Le posizioni a rischio. Un’attenta attività di analisi delle posizioni a rischio evasione è a fondamento del nuovo metodo accertativo. In particolare, saranno selezionate le posizioni di quei contribuenti per i quali è emerso un significativo scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute rientranti tra le “spese certe” (presenti nell’Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi) e le “spese per elementi certi” (le spese per mantenere i beni presenti in Anagrafe, quali l’abitazione o i mezzi di trasporto). Ciò permette di incentrare il contraddittorio su dati certi e situazioni di fatto oggettivamente riscontrabili, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’incidenza delle presunzioni.

Il nuovo accertamento sintetico. Nella fase istruttoria, il nuovo redditometro mette a confronto la spesa complessiva ed effettiva del contribuente con il reddito dichiarato. Per fare ciò, prende in considerazione:

  • le spese certe sostenute direttamente dal contribuente o dal familiare fiscalmente a carico risultanti dall’Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi;
  • le spese per elementi certi, ottenute applicando la valorizzazione ai dati certi (le spese per mantenere i beni presenti in Anagrafe: abitazione, mezzi di trasporto, ecc);
  • la quota relativa agli incrementi patrimoniali;
  • la quota del risparmio formatasi nell’anno.

Solo nel caso in cui il contribuente non fornisca le necessarie indicazioni in relazione alle spese sopra elencate, l’ufficio prenderà in considerazione anche le spese correnti, quantificabili in base alla media Istat, che concorreranno alla determinazione sintetica del reddito.

Il doppio contraddittorio. Il nuovo metodo accertativo “raddoppia” i momenti di confronto con il cittadino. Fin dal primo incontro con l’Amministrazione, infatti, il contribuente può fornire chiarimenti sugli elementi di spesa individuati e sul proprio reddito. Può provare, cioè, che le spese sostenute nell’anno sono state finanziate con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta oppure con redditi legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. Inoltre, può fornire elementi per la rettifica dei dati e per l’integrazione delle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria, dimostrare con prove dirette che le spese certe attribuite hanno un diverso ammontare o che sono state sostenute da terzi. Se le sue indicazioni sono esaustive, l’attività di controllo si chiude già in questa prima fase. In caso contrario, il contribuente riceve un nuovo invito al contraddittorio, con la quantificazione del maggior reddito accertabile e delle maggiori imposte e la proposta di adesione ai contenuti dell’invito. Solo se Amministrazione e contribuente non riescono a trovare l’accordo, l’ufficio emette l’avviso di accertamento.

Quando le prove chiudono la partita. In sintesi sono indicate le linee guida sul tipo di prova che il contribuente può fornire, graduata in relazione alla tipologia di spesa.

  • Situazioni e fatti certi: il contribuente può fornire le prove certe e dirette che le spese certe sono state finanziate, ad esempio, con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta;
  • Concreta disponibilità di un bene di cui l’Amministrazione possiede tutte le informazioni relative alle specifiche caratteristiche tecniche (ampiezza, categoria catastale, potenza, dimensioni, ecc.) a cui sono direttamente riconducibili le spese di mantenimento. Per questa tipologia di spesa, il contribuente, oltre a dimostrare l’eventuale inesattezza delle informazioni contenute nell’invito, potrà dare evidenza di fatti, situazioni e circostanze, da cui si possa riscontrare l’inesattezza relativa alla ricostruzione della spesa, o la diversa imputazione della stessa (ad esempio, nel caso di spese di utilizzo e manutenzione per un’automobile di proprietà, può provare il sequestro temporaneo del mezzo di trasporto).

Infine, per quanto riguarda le spese medie Istat, che assumono rilevanza solo se il contribuente non fornisce chiarimenti in relazione alle prime due tipologie di spesa, l’Amministrazione terrà in considerazione anche le argomentazioni logiche sostenute dal contribuente.

E’ pronto il nuovo Redditometro

E’ finalmente pronto il nuovo Redditometro, che ha fatto a lungo parlare di sé nei mesi scorsi e che non ha mancato di suscitare anche accese polemiche. Per le dispute in materia di applicazione dei controlli, tuttavia, adesso non c’è più tempo: l’ Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato sul suo sito una circolare contenente la versione definitiva delle modalità con cui saranno effettuati gli eventuali accertamenti.

La circolare emessa dall’ Agenzia delle Entrate riporta infatti le istruzioni operative che saranno applicate per il funzionamento del nuovo strumento di verifica fiscale e per gli accertamenti sui redditi dei contribuenti.

Ad essere interessati dall’ applicazione del nuovo Redditometro saranno i redditi dichiarati dagli italiani a partire dall’ anno 2009. Il sistema, nella sua versione definitiva, permette al massimo un limite di tolleranza del 20% rispetto al reddito effettivamente dichiarato.

Inoltre, almeno per quanto riguarda la prima fase di accertamento dei redditi, non saranno applicate le famigerate medie Istat, ma saranno presi in considerazione solo le spese e i dati certi. Per i contribuenti ci sarà, infine, anche la possibilità di un maggiore dialogo con l’ Agenzia, essendo prevista la possibilità di un doppio contenzioso.

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