Italia cresce ancora il rapporto debito-Pil

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Debito/Pil, il rapporto cresce ancora:
nel primo trimestre 2020 и al 135,4%

Il dato и uno dei peggiori dell’eurozona e registra un aumento del 2,7% rispetto al trimestre precedente. Intanto le vendite al dettaglio salgono a maggior dello 0,3%

di Marco Sabella

Il rapporto debito/pil dell’Italia torna a crescere nel primo trimestre 2020, raggiungendo il 135,4%, e segna uno degli aumenti maggiori, +2,7%, tra i Paesi Ue rispetto agli ultimi tre mesi del 2020, quando era al 132,7%. Lo comunica Eurostat. Rispetto al primo trimestre del 2020, invece, il valore и rimasto invariato. Il debito italiano si conferma poi il secondo piщ alto tra i 28 dopo la Grecia, al 176,3%, pari in valore assoluto a 2.228.741 milioni di euro.

Il rapporto deficit/Pil dell’eurozona nel primo trimestre 2020 и calato invece all’1,6% dal 2,3% dell’ultimo trimestre 2020. Lo comunica Eurostat. Nei 28 и sceso all’1,8% dal 2,3%. Le entrate dei governi nei primi tre mesi dell’anno nei 19 sono state pari al 46,3% del Pil, in calo rispetto al 46,7% dei tre precedenti, nei 28 al 44,9% contro il 45,3%. La spesa pubblica invece и scesa nell’eurozona al 48% del Pil dal 48,9%, nell’Ue nel suo complesso al 46,8% dal 47,6%. I dati individuali di molti Paesi, tra cui l’Italia, non sono disponibili.

Frattanto aumentano a maggio le vendite al dettaglio, che registrano un incremento congiunturale dello 0,3% in valore e dello 0,2% in volume. Lo comunica l’Istat, precisando che le vendite di prodotti alimentari aumentano dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume; quelle non alimentari crescono dello 0,3% sia in valore sia in volume. Rispetto a maggio 2020, le vendite diminuiscono complessivamente sia in valore (-1,3%), sia in volume (-1,8%). Il calo piu’ sostenuto si rileva per i prodotti alimentari: -1,8% in valore e -2,0% in volume. Nella media del trimestre marzo-maggio 2020, l’indice complessivo delle vendite al dettaglio in valore registra un calo congiunturale dello 0,3%. L’indice in volume diminuisce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Infine sale a 3,462 miliardi il surplus della bilancia commerciale italiana con i Paesi extra Ue a giugno, ampiamente superiore a quello dello stesso mese del 2020 (2,052 miliardi). L’Istat spiega che rispetto al mese precedente le esportazioni presentano un lieve incremento (+0,3%) mentre le importazioni risultano in diminuzione dello 0,5%. Il lieve incremento congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue и ascrivibile ai beni strumentali (+2,9%, in presenza di importanti vendite di mezzi di navigazione marittima) e, in misura minore, all’energia (+11,5%). Le vendite di beni intermedi (-3,5%) e di beni di consumo non durevoli (-1,0%) sono in calo.

Debito/Pil, il rapporto cresce ancora

Il rapporto debito/pil dell’Italia torna a crescere nel primo trimestre 2020, raggiungendo il 135,4%, e segna uno degli aumenti maggiori, +2,7%, tra i Paesi Ue rispetto agli ultimi tre mesi del 2020, quando era al 132,7%. Lo comunica Eurostat. Rispetto al primo trimestre del 2020, invece, il valore è rimasto invariato. Il debito italiano si conferma poi il secondo più alto tra i 28 dopo la Grecia, al 176,3%, pari in valore assoluto a 2.228.741 milioni di euro.

Il rapporto deficit/Pil dell’eurozona nel primo trimestre 2020 è calato invece all’1,6% dal 2,3% dell’ultimo trimestre 2020. Lo comunica Eurostat. Nei 28 è sceso all’1,8% dal 2,3%. Le entrate dei governi nei primi tre mesi dell’anno nei 19 sono state pari al 46,3% del Pil, in calo rispetto al 46,7% dei tre precedenti, nei 28 al 44,9% contro il 45,3%. La spesa pubblica invece è scesa nell’eurozona al 48% del Pil dal 48,9%, nell’Ue nel suo complesso al 46,8% dal 47,6%. I dati individuali di molti Paesi, tra cui l’Italia, non sono disponibili.

Frattanto aumentano a maggio le vendite al dettaglio, che registrano un incremento congiunturale dello 0,3% in valore e dello 0,2% in volume. Lo comunica l’Istat, precisando che le vendite di prodotti alimentari aumentano dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume; quelle non alimentari crescono dello 0,3% sia in valore sia in volume. Rispetto a maggio 2020, le vendite diminuiscono complessivamente sia in valore (-1,3%), sia in volume (-1,8%). Il calo piu’ sostenuto si rileva per i prodotti alimentari: -1,8% in valore e -2,0% in volume. Nella media del trimestre marzo-maggio 2020, l’indice complessivo delle vendite al dettaglio in valore registra un calo congiunturale dello 0,3%. L’indice in volume diminuisce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Infine sale a 3,462 miliardi il surplus della bilancia commerciale italiana con i Paesi extra Ue a giugno, ampiamente superiore a quello dello stesso mese del 2020 (2,052 miliardi). L’Istat spiega che rispetto al mese precedente le esportazioni presentano un lieve incremento (+0,3%) mentre le importazioni risultano in diminuzione dello 0,5%. Il lieve incremento congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è ascrivibile ai beni strumentali (+2,9%, in presenza di importanti vendite di mezzi di navigazione marittima) e, in misura minore, all’energia (+11,5%). Le vendite di beni intermedi (-3,5%) e di beni di consumo non durevoli (-1,0%) sono in calo.

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Istat: In Italia cresce PIL e debito

Nel 2020, il PIL dell’Italia in volume è cresciuto dello +0,9%, consolidando il processo di ripresa iniziato nel 2020. Non è l’unica cosa in crescita nel nostro Paese. Il debito pubblico è cresciuto di 45 miliardi di euro, pari a 0,6 punti in percentuale del PIL(dal 132% al 132,6%). Secondo le stime più recenti della Banca d’Italia, a fine 2020 il debito pubblico ha raggiunto i 2.218 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto Annuale 2020 pubblicato dall’Istat.

L’aumento del rapporto debito/PIL è ascrivibile alla spesa per il servizio del debito e all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro(aumentate di 4 decimi di punto di PIL, dal 2,2% al 2,6%), che hanno più che compensato l’avanzo primario di bilancio e i proventi delle privatizzazioni(un decimo di punto). La vita media residua del debito pubblico si è ulteriormente allungata, salendo da 7,1 anni di fine 2020 a 7,3 anni a fine 2020, livello massimo dalla metà del 2020. L’avanzo primario è aumentato di un decimo di punto rispetto al 2020, passando dall’1,4% all’1,5% del PIL(da 23,9 a 25,4 miliardi di euro), mentre la spesa per interessi si è ridotta di 1,8 miliardi, scendendo da 68 a poco più di 66 miliardi(dal 4,1% al 4,0% del PIL). Il lieve incremento dell’avanzo primario è derivato da un aumento delle entrate(+3,1 miliardi) superiore a quello della spesa primaria(+1,2 miliardi). Nel 2020 l’ammontare del sostegno a paesi appartenenti alla UEM è rimasto costante a 58,2 miliardi(3,5 punti percentuali di PIL). La pressione fiscale si è ridotta di quasi mezzo punto percentuale, passando dal 43,3% al 42,9%.

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