Italia allarme per la caduta del governo

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Italia: allarme per la caduta del governo

Il nostro paese, in questo momento, gode della fiducia degli investitori internazionali. Nonostante il processo Mediaset e le discussioni sull’IMU, infatti, il governo non è in pericolo e la Borsa dimostra di essere stabile. Eppure, la CGIA lancia l’allarme. La CGIA di Mestre spiega che la caduta del governo potrebbe non avere soltanto delle conseguenze politiche ma essere davvero incredibile per quanto riguarda la finanza del nostro paese. I cittadini, prima di tutti gli altri, ne pagherebbero le conseguenze.

La CGIA è l’associazione di artigiani di Mentre che di recente è intervenuta nel dibattito sull’attività di governo. Sembra infatti che entro la fine dell’estate, per fare in modo che l’Italia abbia una chance, sarà necessario regolare l’applicazione di tre imposte: sciogliere le riserve sull’IMU, decidere il da farsi sull’IVA, capire come far evolvere i pagamenti della TARES.

La conseguenze economiche di una caduta del governo, come anticipato, sarebbero sentite soprattutto dagli italiani che si troverebbero a pagare ancora 7 miliardi di tasse in più. Uno scenario di questo tipo accadrebbe nel caso in cui Letta si dimettesse da primo ministro.

Anche soltanto per scongiurare l’ipotesi di un rincaro delle imposte, i cittadini e la politica, stanno lavorando al consolidamento delle basi. Si tratta di un’impresa possibile?

Come cade il governo in Italia?

Negli ultimi tempi si è sentito parlare di crisi di Governo. Esistono varie ipotesi in cui un Governo “cade”: può essere il Parlamento a deciderlo, ma anche il popolo e, a seconda delle circostanze, potrebbe succedere di tornare alle urne.

Quando un Governo non fa il proprio dovere o non rispetta i principi della Costituzione diventa necessario “farlo cadere”, per consentire ad un nuovo esecutivo di migliorare le condizioni del nostro Paese. Negli ultimi settant’anni di storia le crisi di Governo sono state diverse: basti pensare agli ultimi tempi per rendersi conto di quanto siano frequenti le ipotesi in cui un Governo può fare dietro front. È bene sapere che esistono una serie di procedure per revocare il mandato all’esecutivo, in alcuni casi è il Parlamento ad averne il potere, mentre in altri può essere l’influenza del popolo che, a seguito di un referendum, dimostra la sfiducia nei confronti di Premier e dei suoi ministri.
Ma come cade il Governo in Italia e quali sono le principali crisi di Governo avvenute nella storia?

Quando cade il Governo in Italia

Prima di capire come cade il Governo in Italia è utile ricordare le principali crisi dell’esecutivo che si sono succedute dal 1946 (anno in cui al referendum istituzionale vinse la Repubblica) ad oggi. In totale sono state forse più di 80: alcune sono durate per pochi giorni, altre si sono dilungate per mesi. La più recente ha visto come protagonista un Governo mai nato, quello di Cottarelli che, ancor prima di nominare i ministri già sapeva di non godere della massima fiducia nel Parlamento. Stesso discorso per gli 88 giorni che si sono succeduti dalle elezioni del 4 marzo 2020 fino alla nomina del nuovo esecutivo agli inizi di giugno, a cui si aggiungono le dimissioni del Premier Renzi all’indomani del referendum popolare del 4 dicembre 2020.

Andando a ritroso è facile ricordare la crisi del Governo Monti, nel 2020, sorta in un periodo di forte turbamento dei mercati economici internazionali, ma anche quella di Berlusconi, nel 2020, che fece da apripista al successivo Governo tecnico.
Casi eclatanti furono le crisi dei due Governi Prodi, nel 2008 e nel 1998, entrambe dovute ad una mozione di sfiducia da parte del Parlamento, mentre la prima crisi in assoluto risale al 1946-1948 e ha coinvolto il Governo De Gasperi. In questo caso la crisi era dovuta all’esito del referendum popolare che vedeva la vittoria della Repubblica sulla Monarchia: il primo Governo De Gasperi fu nominato durante il Regno d’Italia, mentre subito dopo la II guerra mondiale il popolo italiano optò per la Repubblica Democratica.
Fra le varie crisi di Governo che arricchiscono la nostra storia, ne esistono alcune che sembrano strane, come il caso del Governo “fotocopia” di Giovanni Spadolini. Costui, dimessosi il 13 novembre 1982, fu nominato nuovamente Presidente del Consiglio l’1 dicembre 1982 e scelse come ministri la stessa squadra che aveva formato l’esecutivo fino a due settimane prima. Con tanto di fiducia ottenuta sia alla Camera che al Senato.
I dodici Presidenti della Repubblica che si sono succeduti fino ad oggi hanno assistito almeno ad una crisi di Governo, talvolta formale, tal’altra dovuta ai numerosi conflitti all’interno dell’esecutivo, ma alla fine ha sempre trionfato la democrazia.

Che cosa significa quando cade il Governo in Italia

Quando cade il Governo in Italia significa che l’esecutivo si trova in una situazione particolare, tale da non riuscire più a proseguire con il mandato ed è costretto a dimettersi. Se cade il Governo si apre una crisi, un periodo transitorio che va dalle dimissioni del Premier fino alla nomina del nuovo Presidente del Consiglio. In questo lasso di tempo, pur avendo dato le dimissioni, il Premier ed i suoi ministri proseguono con il lavoro svolgendo attività di ordinaria amministrazione: essi cercano di mandare avanti alcune iniziative politiche a carattere abituale.
La crisi di Governo è un termine che viene utilizzato anche quando, a seguito delle elezioni, manca una maggioranza che assicuri la fiducia del nuovo Governo. Questo accade se l’esito delle votazioni politiche non garantisce un numero di seggi che consente di ottenere la maggioranza assoluta nella Camera e nel Senato, e per tale ragione si reputa necessario procedere con le alleanze per raggiungere il quorum.
La crisi di Governo si ha anche quando scade il mandato delle Camere, a conclusione dei 5 anni di legislatura: si tratta di una prassi necessaria che si concluderà dopo le elezioni politiche.

Perché cade il Governo in Italia

In Italia cade il Governo per una serie di ragioni, a volte a carattere parlamentare, altre volte a carattere extraparlamentare. Vediamo insieme quando sorge una crisi a seguito della caduta del Governo italiano.

Crisi parlamentare

Un Governo può cadere a seguito della sfiducia che ottiene contemporaneamente dalla Camera dei Deputati e dal Senato. Queste, secondo la Costituzione [1] accordano o revocano la fiducia mediante una mozione motivata non appena il Presidente della Repubblica nominerà il Premier ed i Ministri. La fiducia viene altresì concessa quando il Governo necessita di emanare dei provvedimenti, ma se non ottiene l’approvazione da entrambe le Camere è costretto a dimettersi. Se la sfiducia è scritta si dice che è espressa.

Non è necessario che ci sia una mozione di sfiducia per far dimettere un Governo: basterebbero comportamenti che facciano presupporre una rottura tra esecutivo e Parlamento per far cadere Premier e Ministri.

Crisi extraparlamentare

Può capitare che ci siano situazioni che inducano alla dimissione del Governo. Queste circostanze possono essere strettamente legate alla vita del Presidente del Consiglio (morte improvvisa, malattia grave), oppure riguardare l’indirizzo politico, le decisioni assunte durante il mandato, l’opinione pubblica espressa mediante i mezzi stampa, le sentenze di illegittimità della Consulta in riferimento a decreti legge o decreti legislativi, ma anche il rapporto con il Presidente della Repubblica. Esistono però diversi casi in cui cade il Governo italiano per una crisi extraparlamentare. Ad esempio:

  • in riferimento ai risultati ottenuti con le elezioni amministrative. È successo nel 2000 con le dimissioni di D’Alema presentate dopo la sconfitta alle elezioni regionali, ma anche al Governo Berlusconi con le amministrative del 2005;
  • riguardo alla situazione economica in un dato momento storico. Le dimissioni di Berlusconi nel 2020 sembrano legate alla crisi dei mercati internazionali ed al livello di spread raggiunto in quel periodo. Anche se, sostanzialmente, pare ci siano stati conflitti interni tra i partiti che formavano la coalizione di centro – destra;
  • per questioni di pura formalità. Di solito, ogni qualvolta viene nominato un nuovo Presidente della Repubblica, il Premier in carica avanza le proprie dimissioni, prontamente respinte dal PdR. Si tratta di un retaggio che ci portiamo dietro dalla monarchia, ma di dimissioni formali ne abbiamo avute tante, come quelle del Premier Monti nel dicembre 2020, rassegnate dopo aver svolto l’incarico assegnato in qualità di tecnico;
  • in caso di veto sulla nomina di uno o più Ministri. Il Premier Conte ha rassegnato le proprie dimissioni, prima ancora di ricevere la fiducia dal Parlamento ed a seguito del parere contrario espresso dal Presidente della Repubblica in riferimento al nome di un Ministro. Il Presidente della Repubblica ha un ruolo cruciale nella formazione del Governo, perché nomina i Ministri su proposta del Premier. Non è il popolo italiano a scegliere il Presidente del Consiglio, ma è compito del Presidente della Repubblica che, per prassi, può sconsigliare la designazione di un Ministro suggerendone la sostituzione. Pur non trattandosi di veto, le dimissioni di Conte sono state necessarie per evitare conflitti con i vari partiti e con il Presidente della Repubblica;
  • quando l’accordo di Governo viene modificato nel corso del tempo senza intaccare la maggioranza in Parlamento. Nel dicembre del 1999 si è assistito ad una crisi di Governo di 4 giorni che si è conclusa con la conferma in qualità di Premier dell’allora Massimo D’Alema.

Come può il popolo far cadere il Governo

Da ultimo ci si chiede se il popolo italiano ha il potere di far cadere il Governo quando si trova in disaccordo con le scelte politiche attuate dallo stesso. Diciamo che noi cittadini abbiamo una certa influenza per quanto riguarda la stabilità di un esecutivo, pur ammettendo che non è vero che il Governo viene eletto dal popolo. Premesso che noi, quando votiamo, scegliamo i membri del Parlamento, come cade il Governo in Italia a causa dei cittadini?
Nel corso della storia abbiamo come esempi gli esiti elettorali ottenuti a seguito di un referendum, o quelli avuti dopo le elezioni amministrative. Nel primo caso, gli elettori hanno votato contro la riforma della Costituzione, nell’altro hanno eletto come sindaci o presidenti delle regioni persone appartenenti a partiti politici diversi da quelli che formavano la maggioranza del Governo.

Le dimissioni per le votazioni amministrative sono avvenute con i Governi Berlusconi e D’alema: i partiti che vinsero in quegli anni non appartenevano alle fazioni politiche che formavano la maggioranza dell’esecutivo. In questo caso gli elettori avevano dimostrato di aver perso fiducia nei confronti di chi aveva nelle mani le sorti del Paese, votando per fazioni in opposizione a quelle che avevano vinto le elezioni politiche nazionali.

Nella storia sono solo due le volte in cui un Premier si è dimesso dopo un referendum costituzionale. Il primo è avvenuto nel 1946 con il referendum sulla Repubblica, il secondo nel 2020, con il referendum costituzionale promosso da Renzi. L’esito delle consultazioni, che avevano visto il “NO” alla riforma di alcuni articoli costituzionali, delineava un forte dissenso del popolo italiano rispetto alle linee di Governo assunte da Renzi che, dopo qualche settimana, rassegnò le proprie dimissioni lasciando il posto al presidente Gentiloni.

Un modo che ha il popolo per far cadere il Governo potrebbe essere quello delle manifestazioni, un diritto riconosciuto dalla Costituzione [2] se viene svolto pacificamente. Di manifestazioni in piazza ne abbiamo avute tante e molte hanno avuto una certa entità: ma la gravità delle stesse non è mai stata tale da obbligare il Governo alle dimissioni. Per essere grave una manifestazione dovrebbe essere organizzata contro l’indirizzo politico del Governo e coinvolgere più persone e non solamente alcune categorie di soggetti. Le varie manifestazioni che si sono susseguite negli anni hanno coinvolto gruppi di lavoratori, disoccupati, insegnanti o studenti, precari o esodati, coltivatori o agricoltori che hanno espresso il proprio dissenso nei confronti di alcune decisioni politiche.
Anche l’opinione pubblica o gli orientamenti di stampa potrebbero causare la caduta di un esecutivo con una successiva crisi di Governo. Attualmente non esistono testate giornalistiche in grado di destabilizzare un Governo al potere: in fondo il diritto all’informazione prevale sempre sulle opinioni politiche del giornalista.

Cade il governo. La Lega deposita mozione di sfiducia a Conte. Di Maio attacca Salvini

Casellati convoca Capigruppo Senato lunedГ¬ alle 16. Il leader del Carroccio: “Toni simili Renzi-Di Maio, sarebbe incredibile un governo cosГ¬”. L’ex alleato: “Inventatene un’altra, giullare”

Roma, 9 agosto 2020В – Mentre la caduta del governo spaventa i mercatiВ (con una fiammata delloВ spread Btp-Bund), il giorno dopo l’apertura della crisi Salvini tira dritto e la Lega depositaВ in Senato una mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte, a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo. “Troppi no (da ultimo il clamoroso e incredibile no alla Tav) fanno male all’Italia che invece ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta. Chi perde tempo danneggia il Paese e pensa solo alla poltrona”, afferma il partito guidato dal vicepremier.

La Lega vuole anche accelerare i tempi e richiama il regolamento del Senato per fissare il timing. Non prima di tre giorni “ma non oltre i 10” per il voto al Senato con cui si porrГ В la parola fine al governo.В Il Presidente del Senato Casellati ha convocato la Conferenza dei Capigruppo per lunedГ¬ 12 agosto alle ore 16. Quella della Camera sarГ martedГ¬, alla stessa ora.В

“Chi perde tempo vuole solo salvare la poltrona. Per qualcuno prima la poltrona, per noi prima gli italiani. No inciuci! No governi tecnici! No giochini di palazzo! L’Italia dei SГ¬ non aspetta, la parola subito al Popolo!”, ha scritto su Twitter Salvini, che ha pubblicato un video che lo ritrae commosso al comizio di ieri.

Chi perde tempo vuole solo salvare la poltrona. Per qualcuno #primalapoltrona, per noi #primagliitaliani 🇮🇹
No inciuci!
No governi tecnici!
No giochini di palazzo!
L’Italia dei SÍ non aspetta, la parola subito al Popolo! pic.twitter.com/TInsnOeTde

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) August 9, 2020

“Un governo Pd-Di Maio sarebbe orribile”

“Mi auguro che nessuno voglia prendere in giro gli italiani e inventarsi un governo che sarebbe inaccettabile per la democrazia: dopo questo governo ci sono solo le elezioni. La Lega ГЁ pronta, prima si fa e meglio ГЁ“, ha detto poi il leghistaВ a Termoli. “Sento toni simili tra Pd e M5s, tra Renzi e Di Maio. Sarebbe incredibile che ci fosse un governo cosГ¬”, ha aggiunto. “Spero che Conte non pensi a un altro governo come premier, diverso da questo. Ci siamo sempre detti che dopo questo governo ci sarebbero state solo le elezioni. Un governo Pd-Di Maio sarebbe orribile”, ha continuato.В

“Non ГЁ deciso se correremo da soli”

Dimettermi da ministro se mi candido premier? Una cosa alla volta. Intanto assicuriamoci di andare a votare, che sento un’aria strana in giro. “, puntualizza Salvini. Ma il leader del Carroccio ГЁ giГ proiettato alla prossima campagna elettorale: “Non si ГЁ deciso nulla se correremo da soli. Abbiamo un’idea di Italia per i prossimi cinque anni che sottoporremo a chi la condivide con noi”. Di sicuro c’ГЁ che Salvini correrГ da candidato premier.В Dalla piazza diВ Pescara ieri chiedeva agli Italiani “di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare”.В

La mozione di sfiducia a Conte

“Il presidente del Consiglio non era presente in Aula, nel momento delle votazioni sulle mozioni”В sulla Tav “per ribadire l’indirizzo favorevole alla realizzazione dell’opera che egli stesso aveva dichiarato pochi giorni prima nell’altro ramo del Parlamento e si ГЁ verificata la situazione paradossale che ha visto due membri del governo presenti esprimere due pareri contrastanti”. E’ quanto ha scritto la Lega nella mozione di sfiducia a Conte. “Le stesse divergenze si sono registrate su altri temi prioritari dell’agenda di governo quali la giustizia, l’autonomia e le misure della prossima manovra”.

Di Maio a Salvini: “Sei un giullare”

L’altra faccia del governo gialloverde, ovvero Di Maio, stamani si ГЁ fatto sentire su Facebook:В “Nessun problema ad andare al voto. Anzi, dopo quel che ГЁ successo ci corriamo alle urne“, scrive su Facebook il vicepremier pentastellato. Accusato di inciuci col Pd, Di Maio non ci sta: “Caro Salvini stai vaneggiando, inventatene un’altra per giustificare quello che hai fatto, giullare – si legge in una nota -В Questa storia di Di Maio-Renzi ГЁ una fake news di Salvini per nascondere il tradimento del contratto di governo e del Paese”.

Casaleggio: “Salvini non vuole tagliare le poltrone”

PiГ№ tardi interviene anche Davide Casaleggio:В “Salvini sta giocando d’azzardo con la vita degli italiani per un (presunto) tornaconto personale, ma soprattutto perchГ© non vuole tagliare le poltrone -В scrive su Facebook -. Se dobbiamo andare a elezioni andiamo il prima possibile. Prima si faccia il taglio dei parlamentari, anche ad agosto, servono due oreВ»

Ma sulВ futuro i Cinque Stelle non hanno ancora le idee chiare. La sfiducia di Salvini li ha colti impreparati. “Se sarГ Di Maio il nostro candidato premier? Il voto l’ha chiesto la Lega – precisaВ il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro a Skytg 24В -.В Noi non stavamo lavorando per andare al voto, non stavamo pianificando la campagna elettorale. Altri forse stavano progettando una campagna elettorale”.В

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