Il settore che cresce il turismo

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Cresce il contributo del turismo al Pil italiano

Il settore del turismo in Italia continua a rivestire il ruolo di grande contenitore dell’occupazione e di driver fondamentale per l’economia. Tra il 2020 e il 2020 – rileva il Censis nel 53/o Rapporto sulla situazione sociale del Paese – il contributo diretto del settore al Pil è aumentato dell’1,9%, con un valore economico di poco meno di 96 miliardi di euro.

Il contributo diretto in termini di occupazione sfiorava il milione e mezzo di addetti nel 2020 e per il 2020 si stima un incremento dell’1,3% (circa 20.000 in più).

Considerando oltre al contributo diretto anche gli impatti indiretti e indotti (investimenti del settore, spesa pubblica per promozione, marketing, servizi di sicurezza e sanitari, spesa diretta e indiretta del personale dedicato alle attività di viaggio e turismo), il valore economico del turismo in Italia raggiunge i 213 miliardi di euro nel 2020, pari al 13% del Pil. Secondo le stime, supera i 227 miliardi di euro nel 2020, con una crescita dell’1,8%.

L’incremento dell’occupazione è dell’1,4% e il perimetro allargato del turismo include oggi 3.443.000 occupati. Secondo le proiezioni a dieci anni del valore economico e dell’occupazione, nel 2028, con un tasso di crescita medio annuo dell’1,9%, il contributo diretto potrebbe raggiungere i 116 miliardi di euro, con poco meno di 1.800.000 occupati. Se si aggiungono gli impatti indiretti e indotti, si arriverà a 267 miliardi di euro e a una occupazione di quasi 4 milioni di addetti.

Cresce ancora il turismo in Fvg: bene arrivi e presenze

Il Friuli Venezia Giulia si colloca tra le prime sei regioni d’Italia con una crescita del 12,2% contro il 10% della media nazionale

“Il comparto turistico cresce. I positivi indicatori economici delle imprese del settore, in termini di valore della produzione, occupati e incremento delle strutture ricettive, lo dimostrano. Si tratta di dati significativi per la nostra economia e in controtendenza rispetto al Paese Italia dove il comparto chiude con un segno negativo. La nostra regione registra +0,8% nelle presenze estive di quest’anno rispetto al 2020 contro un -1,1% a livello nazionale; cifre che parlano da sole e dimostrano come l’impegno fino ad ora profuso dalla Regione in ambito turistico stia dando ottimi riscontri sul nostro territorio”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, oggi nella sede della Regione a Udine, durante la conferenza stampa di presentazione dei dati, nel terzo trimestre 2020, sul settore turistico in Friuli Venezia Giulia sulla base delle rilevazioni dell’Osservatorio congiunturale Confcommercio Fvg, in collaborazione con Format Ricerche. Dall’analisi sulle imprese del turismo operative in Friuli Venezia Giuli emerge che il comparto è trainante: in 10 anni, si sono registrati un’impennata del numero di strutture ricettive sul territorio e un incremento occupazionale. Si tratta di numeri in controtendenza rispetto agli altri settori di attività, così come è opposto anche l’andamento positivo della stagione estiva 2020 rispetto alla media nazionale negativa.

“La Regione investe su un settore – ha precisato Bini – che ci regala molte soddisfazioni: Trieste cresce a doppia cifra con ulteriori potenzialità di sviluppo e possiamo contare su buoni risultati anche per le altre città e per le località balneari”. Si tratta di risultati rilevanti, frutto anche di azioni mirate messe in campo dall’amministrazione regionale: “in questo anno e mezzo abbiamo incentivato l’ammodernamento delle strutture ricettive per garantire quella qualità che il turista cerca – ha aggiunto Bini -; con la norma SviluppoImpresa andiamo in questa direzione dando forte attenzione alle riqualificazioni degli appartamenti turistici e degli alberghi”.

Fra le diverse misure e le risorse messe in campo per favorire il comparto e la sua promozione, Bini ha ricordato una previsione di investimenti in montagna, nel prossimo triennio, pari ad oltre 40milioni di euro nei poli sciistici. L’esponente della Giunta Fedriga ha poi valorizzato la posizione occupata dal Friuli Venezia Giulia in termini di incidenza delle imprese del turismo sulla totalità delle imprese esistenti, rilevando che “siamo fra le prime sei regioni del Paese con un +12,2%”. Accanto all’assessore regionale, erano presenti, fra gli altri, anche il direttore scientifico di Format Pierluigi Ascani e il presidente di Confcommercio regionale Giovanni Da Pozzo secondo il quale “si tratta di numeri confortanti per un comparto che ha consolidato una mentalità rivolta all’innovazione in varie zone di una regione realmente vocata al turismo. Per assecondare una tendenza che fa segnare incrementi importanti anche delle presenze estere, è dunque sempre più opportuno investire nell’ammodernamento delle strutture ricettive. In questo ambito è fondamentale il supporto della Regione”.

Delle oltre 9mila imprese del turismo in Friuli Venezia Giulia, nove su dieci operano nell’ambito della ristorazione, una su dieci è una struttura ricettiva. Il 49% insiste sul territorio della provincia di Udine, il 20% nella provincia Pordenone, il 20% nella provincia di Trieste, l’11% nella provincia di Gorizia. Il comparto del turismo ha assunto sempre maggior rilevanza in termini di imprese attive sul territorio. Se dieci anni fa ristorazione e strutture ricettive rappresentavano il 10,6% della totalità delle imprese in Friuli Venezia Giulia (industria + terziario), a fine 2020 il peso è salito al 12,2%, ben oltre il dato medio nazionale (che si attesta attorno al 10%) e posizionando la regione tra le prime sei d’Italia in questa classifica. Il turismo (+907 imprese attive nel decennio) fa anche eccezione rispetto alla desertificazione del tessuto imprenditoriale che ha visto 4mila società andare in fumo nello stesso periodo.

L’incremento del numero di imprese del turismo si riscontra in tutte le province: +19% a Trieste, +10% a Pordenone, +9% a Udine, +3% a Gorizia. Le imprese del turismo in Friuli Venezia Giulia assicurano un posto di lavoro a quasi 33mila occupati. La quota di lavoratori nel settore è in forte aumento nell’ultimo decennio (+18%).

L’incremento dei livelli occupazionali ha riguardato trasversalmente le imprese della ristorazione (+16%) e le strutture ricettive (+36%). In generale, il turismo è il settore che ha fatto registrare l’accelerazione più consistente in termini di occupati negli ultimi 10 anni, più dei servizi e in controtendenza a industria e commercio, che presentano scostamenti negativi. La previsione al 31 dicembre 2020 conferma il trend positivo: l’indicatore dell’occupazione presso le imprese del turismo Fvg è pari a 50,3, più alto della media del terziario in regione (47,7) e più elevato anche rispetto al risultato del turismo a livello nazionale (48,4). In questo scenario, appare evidente il contributo strategico del settore nell’ambito dell’economia del territorio. Le imprese della ristorazione e le strutture ricettive valgono (da sole, senza contare il resto dell’indotto attorno al turismo) oltre 1,2 miliardo di euro in termini di valore aggiunto in Friuli Venezia Giulia. Un capitolo a parte dell’analisi ha riguardato, poi, la fiducia: le imprese del turismo del territorio regionale si mostrano più fiduciose della media del terziario del Friuli Venezia Giulia (57 contro 39,7) e rispetto alle imprese del turismo a livello nazionale (51). Il livello di fiducia “alto” delle imprese del turismo del Friuli Venezia Giulia è legato all’andamento dei ricavi, la cui previsione a fine anno è di molto superiore alla media del terziario in regione e alla media del comparto a livello nazionale.

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Le migliori performance del turismo in fatto di ricavi si verificano da due anni a questa parte (dal 2020 l’indicatore ha superato la media del terziario). In questo contesto, le imprese del turismo mostrano una capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario più alta rispetto alla media del terziario del Friuli Venezia Giulia e alla media nazionale del turismo stesso. Allo stesso modo, anche il rapporto con le banche è diventato più favorevole alle imprese del turismo: sono quelle che chiedono credito con maggiore frequenza e che, al contempo, lo ottengono con più facilità.

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Il turismo cresce, Firenze cambia

di Martina Venni – mercoledì, 13 Dicembre 2020 10:21 – Cronaca

FIRENZE – La stagione turistica a Firenze segna numeri importanti e positivi. La presenza di turisti in città è sicuramente in crescita e questo è certamente dovuto all’appeal che Firenze continua a esercitare sui mercati turistici mondiali e su quelli tradizionali, ma la vera novità è che quest’attrazione si comincia a vedere anche sui nuovi mercati, quelli di paesi come la Cina.

Per chi ha l’occasione di affacciarsi in Piazza Signoria in un qualsiasi giorno a qualsiasi ora, non sarà difficile rendersi conto dei numeri di persone che con il naso all’insù cercano di capire la storia di Firenze e le sue bellezze straordinarie.

Numeri che in qualche caso impressionano e che inducono anche a delle riflessioni sul rapporto tra turismo e città d’arte. Riflessioni e proposte sono state avanzate nell’ambito dell’iniziativa “Il turismo cresce, Firenze cambia” svoltosi martedì 12 dicembre presso l’Infopoint del Comune di Firenze alla presenza di: Claudio Bianchi Presidente Confesercenti Firenze, Alessandro Tortelli Direttore Centro Studi Turistici, Marco Carrai Presidente Toscana Aeroporti spa, Anna Paola Concia Assessore al turismo del Comune di Firenze, Francesco Tapinassi Dirigente alle politiche del turismo del MIBACT, Antonio Bugatti Fondazione Architetti Firenze, Cristina Pagani Presidente Assohotel Firenze e Andrea Vignolini in veste di moderatore.

Detto che Firenze e altri pezzi di Toscana sono ormai stabilmente nei circuiti turistici mondiali, sia quelli dei tour operator tradizionali che quelli del mondo on line e che i numeri sono destinati ad aumentare, se non frenati da eventi straordinari, dovremmo capire se i cambiamenti sociologici, economici che questa crescente domanda di Firenze implica, siano nella piena consapevolezza dei fiorentini e della pubblica amministrazione, oppure non si stia vivendo una sorta di realtà virtuale, dove la registrazione dei dati positivi sul numero dei nostri visitatori sia automaticamente traslata in un aumento del benessere generale.

Il turismo è un’industria primaria della città, se vogliamo accogliere questi numeri imponenti, magari aumentarli e tradurli in economia strutturata, bisogna organizzare la città in modo coerente.

Ecco le 12 proposte di Confesercenti Firenze per organizzare la nostra città ad alta vocazione turistica:

1) Logistica, ripartire dalla creazione di piattaforme ad hoc per superare l’attuale situazione di anarchia con molte, troppe deroghe per la consegna h24.

2) Accesso al centro, favorire l’incentivazione della mobilità alternativa che, come dimostra anche il recente successo del bike sharing è sempre più nevralgica per la città.

3) Sicurezza, presidio più forte e visibile delle forze dell’ordine e Corpo di Polizia Municipale attivo e determinato nel contrasto al degrado ed all’abusivismo.

4) Vigilanza, rilanciare i progetti di sicurezza partecipata partendo dalle categorie economiche e dal ruolo dei social media; completare il progetto di installazione telecamere e videosorveglianza in città, per creare una rete di monitoraggio estesa ed efficace.

5) Manutenzione, più raccoglitori di rifiuti, nuovo arredo urbano (magari con un maggiore numero di sedute), nuovo progetto di riorganizzazione e riqualificazione complessiva dei servizi igienici pubblici.

6) Sviluppo dei prodotti turistici: valorizzare il sistema museale minore, anche attraverso le professioni turistiche e i centri commerciali naturali; sviluppo di un circuito commerciale attorno a Firenze Card; offerta turistica di qualità “certificata” a 360 gradi, sviluppando nuove sinergie con il territorio; potenziamento del turismo congressuale partendo dall’ambizioso progetto di Camera di Commercio per la ristrutturazione della Fortezza da Basso.

7) Promozione Turistica: nuovo Infopoint presso l’ex Chiesa dei Barbariti, in Oltrarno, con una configurazione che potrebbe essere quella di un moderno Visitors center; nuova partnership tra Comune di Firenze, Toscana Promozione e Fondazione Sistema Toscana; garantire la collaborazione tra pubblico e privato attraverso “Convention Bureau” e “Destination Florence”; cabina di regia tra i vari assessorati che, con la loro attività interagiscono, direttamente e/o indirettamente, con il settore.

8)Distribuzione del turismo”: destagionalizzazione del settore con offerte e promozioni ad hoc; interventi mirati su tariffe (anche dei servizi pubblici) favorendo la programmazione di eventi e manifestazioni; valorizzazione “musei minori”.

9) Lotta abusivismo e sicurezza, sulle imprese ricettive e non; decalogo per il turista per come vivere e utilizzare la città; sanzioni per i turisti che acquistano dai venditori illegali; responsabilizzazione sul tema per tutti soggetti attivi nel settore, con l’Amministrazione che, sul tema specifico, deve e può giocare un ruolo primario.

10) Fiscalità locale, meno onerosa per le imprese, anche con una revisione delle tariffe dei servizi pubblici locali.

11) Imposta di soggiorno, gettito finalizzato alla realizzazione e interventi in materia di turismo e sostegno del sistema ricettivo, con monitoraggio attento (e rendiconto finale spese) da realizzarsi anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria; definizione di un piano di sviluppo turistico ad hoc.

12) Piano strategico accoglienza turistica: monitoraggio e selezione del patrimonio informativo; miglioramento dei servizi di accoglienza e delle porte di accesso alla città; organizzare un piano strategico dell’accoglienza turistica; “Visitors Center” in Piazza Stazione e Oltrarno; nuova segnaletica urbana centro storico.

Clicca per visualizzare “I numeri del turismo per la città di Firenze” presentati, nell’ambito dell’iniziativa, da Alessandro Tortelli Direttore Centro Studi Turistici.

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