Il governo Monti e davvero nella fase “terminale”

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Il governo Monti è davvero nella fase “terminale”?

In questi giorni gli occhi sono puntati sul G20 dove si discute della situazione economica mondiale e soprattutto delle condizioni del Vecchio Continente. L’Italia è rappresentata da Mario Monti che dalla fine dell’anno scorso si è assunto il gravoso compito di risollevare l’economia del Belpaese.

E cosa interessa la stima degli italiani o del resto del mondo per il nostro premier, a chi è impegnato nel trading online? Interessa e come, anche molto, visto che dalla stabilità politica e dalle scelte di politica economica fatte in seno all’Esecutivo, dipende il rendimento dei titoli italiani.

Andiamo quindi con ordine nella ricostruzione. A novembre dell’anno scorso Napolitano ha chiesto a Monti di costituire il Governo tecnico e le prime misure che il nuovo premier ha adottato sono state un piano di austerity con tanto di tasse per i cittadini, riduzione delle spese pubbliche e revisione del sistema pensionistico. Peccato che in pochi mesi l’Italia sia comunque entrata in una fase di recessione tecnica.

Per quanto riguarda il rendimento dei titoli Italiani, a gennaio era sopra i sette punti, ha raggiunto il massimo dell’estensione per poi procedere sul piano inclinato fino a marzo quando i BTP italiani sono arrivati sotto la soglia dei cinque punti.

Adesso il rendimento è tornato a salire e secondo le analisi, alla fine di maggio, sia l’Italia che la Spagna si stavano avvicinando velocemente alla soglia psicologica del 7%.

Monti, fiducia record alla Camera
il nuovo premier tra rigore e ironia

Il nuovo esecutivo ottiene il sì dei deputati con 556 voti a favore. Nella replica a Montecitorio ribadita l’intenzione di attuare le riforme e stoccate sugli attacchi delle ultime ore: “Staccare la spina? Non siamo un polmone artificiale”. Il professore parla di “inatteso nuovo clima” in Parlamento e dice: “Sacrifici per chi finora ha dato meno”

ROMA – Dopo quella del Senato di ieri, il governo di Mario Monti incassa anche quella della Camera: una fiducia record con 556 Sì e 61 no. A favore hanno votato quasi tutti i gruppi parlamentari. Solo dai leghisti di Montecitorio è arrivato un compatto no (59 deputati). Voto negativo anche da Domenico Scilipoti e Alessandra Mussolini.

VIDEO: “SACRIFICI PER CHI HA DATO MENO– FIDUCIA

Quelli ottenuti da Monti sono numeri di rilievo assoluto, che nella conferenza stampa successiva al voto fanno parlare il premier di un “inatteso nuovo clima di dialogo in Parlamento”, incoraggiando un armistizio tra i partiti. E ricordando di “non essersi mai candidato a nulla”, a chi gli chiede se è intenzionato a correre nelle prossime elezioni politiche. Monti dice poi di “Non escludere sacrifici” parlando dei provvedimenti che dovrà prendere il Governo per rilanciare l’economia. Sacrifici che, spiega il premier, “verranno richiesti a quelle categorie che finora hanno dato di meno”. Nella stessa occasione, Monti ha espresso parole di condanna per “la piazza

contro Berlusconi”, e ribadito che sulle prossime manovre, cercherà “il più ampio consenso possibile”.

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La replica a Montecitorio. Prima del voto, accoglienza calorosa per le parole del nuovo premier delle opposizioni, più timida da parte del Pdl, fredda e rumorosa quella della Lega. Monti ha parlato in aula alla Camera circa mezz’ora, ribadendo che il suo governo sarà di “impegno nazionale”, prima di porre la fiducia. L’emiciclo replica la scena già vista ieri al Senato, con il Carroccio forse meno scatenato rispetto a palazzo Madama: “Elezioni”, “al voto” sono le parole che si sentono dai banchi della Lega, ma sono voci isolate.

Il presidente del Consiglio ha ringraziato Gianni Letta con queste parole: “SSa ieri al Senato che oggi alla Camera una persona molto rispettata da tutti mi ha usato la grande cortesia di essere presente in tribuna per ascoltarmi: Gianni Letta”, ricevendo l’applauso della Camera. Ringraziamenti anche al presidente della Camera Gianfranco Fini, “per il ruolo sempre costruttivo e molto utile con il quale in questi giorni mi ha agevolato, così come il presidente del Senato, nel mio percorso da novizio”. E al termine del delle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo, l’ex premier Berlusconi (inizialmente assente in aula) si è diretto verso i banchi dell’esecutivo, passando in rassegna tutti i ministri, per poi raggiungere Monti, con cui si è brevemente intrattenuto a parlare dopo una stretta di mano.

“Ce la faremo”. Monti ha illustrato lo scenario in cui si muoverà il nuovo governo, definendo il compito “già quasi impossibile” aggiungendo poi “ma ci riusciremo”.

Il professore risponde poi alle polemiche sollevate dalla Lega sul ministero della Coesione territoriale. “Nessuna contraddizione tra il federalismo fiscale e il ministero della Coesione territoriale”, dice Monti: “Non vedo nessuna contraddizione tra il rispetto, per quanto è gia stato deciso in materia di federalismo che ovviamente il governo intende seguire da vicino nel processo di attuazione, e l’avere istituito una specifica attenzione alla Coesione territoriale, che è il valore che interessa tutti”. Poi, aggiunge il premier, “dipende dalle modalità con cui viene realizza, come tutti gli altri temi saremo aperti alla dialettica e al dibattito”.

C’è spazio anche per una citare Spadolini: “Vi prego, continuate pure a chiamarmi professore”, ha detto Monti, “Anche perchè l’altro titolo, Presidente, durerà poco”. E proprio citando l’ex premier repubblicano ha spiegato: “I presidenti passano, i professori restano”.

Stoccate e battute. Monti non risparmia le stoccate alla Lega – applauditissime dall’opposizione – e a quanti in questi giorni hanno parlato di un governo espressione dei poteri forti. Il Pdl applaude a tratti. Pd, Idv e Terzo polo quasi si spellano le mani invece a sottolineare la loro soddisfazione per le parole pronunciate dal professore.

Ironia inglese, aplomb continentale, così Monti risponde alle accuse e agli attacchi di queste ore. Ricordando come per gli Usa lui fosse il “Saddam del business”: “Il giorno in cui proibii una fusione tra due grandissime società americane, benchè fosse intervenuto il presidente degli Stati Uniti, l’Economist scrisse che il mondo degli affari internazionali considerava Mario Monti il Saddam Hussein degli affari”, dice il nuovo premier. E sulle minacce di “staccare la spina” (poi smentite da Berlusconi), Monti dice: “Non siamo un apparecchio elettrico. E poi bisognerebbe capire che apparecchio saremmo, se un rasoio o un polmone artificiale”.

Lega: “Nuovo presidente del Copasir”. Marco Reguzzoni e Federico Bricolo della Lega Nord hanno scritto una lettera ai presidenti delle Camere, Gianfranco Fini e Renato Schifani, per chiedere l’elezione di un nuovo presidente del Copasir a seguito della nascita del Governo Monti e di una nuova maggioranza in Parlamento. Nella lettera Reguzzoni e Bricolo chiedono che “si proceda alla ricostituzione del comitato in modo da realizzare un’effettiva rappresentanza paritaria di maggioranza ed opposizione e all’elezione di un nuovo presidente scelto tra gli appartenenti ai gruppi di opposizione”.

( 18 novembre 2020 ) © Riproduzione riservata

Governo

Governo, come funziona e qual è il suo ruolo

Il Governo è l’espressione della maggioranza parlamentare, ossia della coalizione dei partiti che hanno ottenuto il maggior numero di seggi in Parlamento sulla base della legge elettorale in vigore al momento di ciascuna tornata elettorale. È organo esecutivo di rilevanza costituzionale disciplinato dagli articoli da 92 a 96 della Costituzione. La sede fisica del Governo è, dal 1961, Palazzo Chigi, a Roma.

Si dice che è un organo costituzionale complesso, nel senso che è composto al suo interno da organi autonomi e con funzioni specifiche, che rappresentano il suo cuore e i suoi elementi essenziali: il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Consiglio dei Ministri e i Ministri.

Come si forma il Governo? Dopo i risultati elettorali, si apre la fase preparatoria nella formazione della compagine governativa. Al Presidente della Repubblica, a cui l’art. 92 della Costituzione demanda la nomina del Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, dei Ministri, spetta il compito di svolgere le consultazioni, momento non disciplinato dalla Costituzione ma invalso nella prassi della storia repubblicana, che serve a individuare il papabile Presidente del Consiglio (premier in lessico non giuridico). A questo spetta il compito di formare una maggioranza che sia in grado di ottenere la fiducia in Parlamento. Lo stesso procedimento si apre anche a seguito di una crisi di governo per il venir meno del rapporto di fiducia o per le dimissioni del Governo in carica. Essenzialmente, le consultazioni del Presidente della Repubblica coinvolgono i suoi predecessori, i Presidenti di Camera e Senato e le delegazioni politiche. A questo punto il Presidente conferisce l’incarico alla persona che, sulla base delle indicazioni ricevute durante le consultazioni, pensa che possa ricevere la fiducia dal Parlamento. L’incaricato, che normalmente accetta l’incarico con riserva, dopo un proprio giro di consultazioni, torna dal Presidente della Repubblica per sciogliere la riserva, positivamente o negativamente. Allo scioglimento della riserva seguono la firma e la controfirma dei decreti di nomina del premier e dei ministri da lui indicati, accompaganti dal decreto di accettazione delle dimissioni del Governo uscente. Prima di assumere ufficialmente le funzioni, il Presidente del Consiglio e i ministri devono prestare giuramento formale nelle mani del Presidente della Repubblica. In questo momento il Governo entra ufficialmente in carica. Entro dieci giorni dai decreti di nomina poi il nuovo Governo deve chiedere la fiducia a ciascuna Camera, che la accorda o la nega con motivazione dei gruppi parlamentari e con voto per appello nominale.

Nonostante in Italia, democrazia parlamentare, la funzione legislativa sia in prima battuta appannaggio delle Camere, una delle funzioni più importanti svolta dal Governo è proprio quella di potestà legislativa, esercitabile in due casi tassativi disciplinati dalla Costituzione. Si tratta dell’emanazine dei decreti legge e dei decreti legislativi, fonti normative con la stessa forza di quelle parlamentari. I primi vengono adottati autonomamente in presenza di casi di straordinaria necessità e urgenza che non permettono di attendere il completamento dell’iter legislativo parlamentare. Hanno valenza provvisoria e devono essere presentati il giorno stesso alle Camere che, anche se sciolte, hanno l’obbligo di riunirsi entro 5 giorni. I decreti perdono efficacia dall’inizio se non vengono convertiti dal Parlamento entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. I decreti legislativi trovano invece la loro legittimazione in una legge del Parlamento, la legge delega, che affida al Governo la stesura del provvedimento, attenendosi però ai principi e ai criteri direttivi contenuti nella delega, nonché al tempo in essa stabilito. Può invece produrre autonomamente i regolamenti governativi, fonti normative secondarie. Il Governo ha poi altre funzioni, come quella di nomina di numerosi soggetti destinati a incarichi apicali nelle alte sfere dell’amministrazione pubblica.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri è il Capo dell’Esecutivo e ha il compito di dirigere la politica generale del Governo, di cui rimane responsabile, e di mantenerne l’unità di indirizzo politico e amministrativo, anche con funzione di coordinamento tra i vari Ministri. Nel suo ruolo di direzione, presiede il Consiglio dei Ministri che è composto da tutti i Ministri del Governo in carica. Alle sedute partecipa anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il Consiglio determina la politica generale del Governo e, per attuarla, l’indirizzo generale dell’azione amministrativa. Delibera inoltre su ogni questione legata all’indirizzo politico fissato dal rapporto di fiducia con le Camere e provvede a dirimere i conflitti di attribuzione tra i Ministri. Ai singoli Ministri spetta la definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare nella propria materia di competenza durante la legislatura e una funzione di controllo sulla rispondenza dei risultati. Possono essere affiancati da uno o più Sottosegretari ai quali possono delegare alcune funzioni.

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