I dati sul PIL della zona Euro

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Pil della zona euro: tutto confermato

Dato attuale: +0,4%
Attese: +0,4%
Periodo di riferimento: primo trimestre 2020
Dato precedente: +0,6% (quarto trimestre 2020)

Nel primo trimestre dell’anno l’economia dell’eurozona è cresciuta dello 0,4% su base trimestrale e del 2,5% su base annuale. Entrambi i dati sono in linea con le attese e con i dati preliminari.

PIL EUROZONA PRIMO TRIMESTRE
Trimestrale Annuale
Eurozona 0.4 2.5
Belgio 0.3 1.5
Germania 0.3 2.3
Estonia -0.1 3.8
Irlanda : :
Grecia 0.8 2.3
Spagna 0.7 3.0
Francia 0.2 2.2
Italia 0.3 1.4
Cipro 0.8 3.8
Lettonia 1.6 5.1
Lituania 0.9 3.6
Lussemburgo : :
Malta 0.6 4.2
Olanda 0.5 3.0
Austria 0.8 3.4
Portogallo 0.4 2.1
Slovenia 0.6 5.0
Slovacchia 0.9 3.6
Finlandia 1.2 3.0
Dati in %


PIL: PER SAPERNE DI PIÙ

Descrizione . È l’indice della ricchezza prodotta da una nazione e rappresenta la misura fondamentale dell’andamento dell’attività economica: una crescita del Pil equivale infatti a una espansione economica, una sua riduzione, a una sua contrazione. Misura il potere di acquisto disponibile di un’economia, la sua competitività a livello internazionale. Una crescita del Pil maggiore del previsto può stimolare le borse, viceversa una crescita inferiore al previsto le può deprimere.
Punti di forza . È una sintesi della situazione dell’economia nazionale ed è strettamente connesso ad altri indicatori macroeconomici come l’occupazione, la produttività, la produzione industriale.
Punti di debolezza . I dati sono solo su base trimestrale, e una prima stima del Pil è disponibile solo un mese dopo il trimestre di riferimento. Il Pil non misura la qualità di vita degli abitanti di un paese.
È in grado di influenzare i mercati? Sì, è uno dei principali indicatori in grado di influenzare le borse e anche i mercati obbligazionari (le politiche monetarie delle banche centrali sono legate alla crescita economica).

Economia, Italia fanalino di coda del G7

Ocse, i dati del primo trimestre del 2020 in Europa. Italia a crescita zero, il PIL frena in tutto il vecchio continente (e negli Stati Uniti).

I dati dell’Ocse sul Pil relativi al primo trimestre del 2020 presentano un panorama poco incoraggiante per tutta la zona euro. L’ultimo posto della speciale classifica lo occupa purtroppo l’Italia, che deve fare i conti anche con una crisi di governo che potrebbe aggravare la situazione.

Ocse, i dati sul Pil per il primo trimestre 2020

Le buone notizie riguardano il reddito delle famiglie europee. L‘Ocse evidenzia un andamento positivo e la promozione la ottiene anche l’Italia che fa registrare comunque un andamento inferiore alla media degli altri paesi europei. La crescita italiana è pari a zero (0,5% per l’esattezza). In questo caso c’è chi sta peggio di noi e si tratta del Regno Unito, su cui pesa lo spettro di una Brexit disordinata.

Per quanto riguarda il Pil l’Ocse evidenzia un rallentamento in tutta la zona euro (ma anche negli Usa e in Giappone). In Italia si passa dallo +0.2% allo zero.

Economia e politica, Mattarella vuole evitare il ritorno alle urne

Anche alla luce di questi dati, certamente preoccupanti, il Presidente della Repubblica confida in una rapida conclusione della crisi di governo. Inevitabilmente i fattori economici incontrano la politica nuda e cruda, quella di palazzo, che agisce in base all’andamento della moneta.

Le elezioni a ottobre o novembre potrebbero creare un clima di incertezza (già esistente) e potrebbero portare a un aumento dell’Iva che andrebbe a mettere in ginocchio gli imprenditori e le famiglie.

L’unica soluzione credibile per evitare le elezioni è la coalizione tra il Movimento Cinque Stelle e il Pd, anche se la Lega spera di convincere Di Maio a tornare agli antichi fasti mettendo sul piatto la carica di presidente del consiglio.

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Il Pil della zona euro decelera in linea con le aspettative

La crescita della zona euro soffre una prima fase di decelerazione ancora prima che l’impatto della Brexit possa influenzare i dati sul PIL.

L a fragile economia della zona euro rallenta nel secondo trimestre dell’anno, in linea con le aspettative degli analisti. La scorsa settimana la BCE ha deciso di non modificare l’attuale programma di stimoli monetari vista la poca visibilità sul fronte Brexit, ma se la congiuntura dovesse peggiorare l’istituto centrale sarebbe pronto ad agire.

Per il momento lo scenario economico sembra in linea con quanto stimato dagli esperti interpellati dalla BCE, tuttavia la debolezza del PIL francese ed il recente calo del PMI inglese (ai minimi storici nel mese di luglio) potrebbero spingere Francoforte ad agire. La prossima riunione della BCE è prevista per l’8 settembre.

Cosa dicono i dati sul PIL

Secondo la stima preliminare del PIL pubblicata dall’Eurostat, nel secondo trimestre dell’anno la crescita dell’eurozona si è fermata a +0,3% in linea con le stime degli analisti (fonte Bloomberg) ed in rallentamento rispetto al +0,6% del primo trimestre. Rispetto allo stesso periodo del 2020, il PIL è cresciuto del +1,6%.

Allo stesso tempo il PIL francese ha deluso le aspettative rimanendo stabile dopo la crescita del +0,7% del primo trimestre, per via di una forte decelerazione dei consumi delle famiglie (da +1,2% a +0,0% nel secondo trimestre).

Come si calcola?

Il rallentamento dell’economia si è fatto sentire anche a livello europeo, con il tasso di disoccupazione che nel mese di giugno è rimasto stabile al 10,1%, interrompendo il trend positivo mostrato nei mesi scorsi (fonte eurostat). Qualche segnale incoraggiante arriva dall’inflazione che, nel mese di luglio, è aumentata per il secondo mese consecutivo toccando i massimi da gennaio.

Per il momento i più importanti indici di fiducia e di aspettative (come gli indici PMI) della zona euro hanno reagito piuttosto bene allo shock Brexit, così come i mercati. Per rispettare le previsioni degli esperti interpellati dalla Bce, nei prossimi due trimestri la zona euro dovrebbe mantenere gli stessi livelli di crescita del Pil. Ma se i dati dovessero peggiorare ci potrebbe essere un intervento della BCE già nel mese di settembre.

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