Forex in Francia si pensa al bonus

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Reddito di emergenza da 800 euro (per due mesi). Per i lavoratori in nero si pensa a un mini bonus

La crepa dell’emergenza, quella di chi non ha più soldi in tasca, si sta allargando di giorno in giorno. Drammaticamente. I primi segnali della rabbia sociale al Sud sono stati tamponati con i buoni spesa, ma la scia dei nuovi poveri è destinata ad allungarsi perché ad allungarsi è la serrata del Paese. E così l’urgenza diventa di nuovo il tratto che anima il cantiere del governo, al lavoro sul decreto economico che arriverà a Pasqua.

Urgenza, emergenza, come il nome del reddito a cui si sta iniziando a lavorare. L’idea è dare 800 euro al mese a tre milioni di cittadini invisibili, quelli che non hanno un bonus o un ammortizzatore sociale, tantomeno lo stipendio. Ma bisogna trovare una quadra nella maggioranza: il Pd e il Tesoro vogliono paletti precisi, i renziani sono addirittura contrari, una fetta dei 5 stelle preme per allargare le maglie. Tutto questo nel giorno in cui Beppe Grillo invoca il “reddito universale per tutti”.

© Fornito da HuffPost Italian Prime Minister Giuseppe Conte and Italian minister for Economy Roberto Gualtieri hold a press conference to present the guidelines for the 2020 Italian budget. (Photo by Jacopo Landi/NurPhoto via Getty Images)

Il punto certo del cantiere che sta muovendo i suoi primi passi è che il reddito di emergenza ci sarà. Andrà a precari, colf, badanti, babysitter, lavoratori stagionali, a chi rischia di non avere rinnovato il contratto. Anche ai lavoratori in nero, ma con una cifra ridotta. Chi ha il reddito di cittadinanza, invece, rientra tra i tutelati e sarà quindi escluso dal reddito di emergenza. Il nuovo sostegno non passerà – almeno così la pensano a via XX settembre – da un allentamento dei paletti di quel reddito di cittadinanza che i 5 stelle vogliono elevare a protocollo della cura economica del Paese devastato dal coronavirus. “Il tagliando per estendere o anche per restringere il reddito di cittadinanza si farà più in là”, spiega una fonte di governo di primissimo livello a Huffpost. La ministra del Lavoro in quota 5s Nunzia Catalfo spinge per “un alleggerimento” dei requisiti di accesso al reddito di cittadinanza, ma una volta finita l’emergenza. Una fetta dei grillini, però, tiene il punto e continua a chiedere di allargare l’accesso da subito. Grillo si lancia in qualcosa di ancora più esteso: un reddito “per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi”. Un ritorno alle origini per il fondatore del M5s, che sul suo blog indica nel reddito universale “la via d’uscita da questa crisi”.

  • Reddito di emergenza da 800 euro. Per lavoratori in nero si pensa a un mini bonus (HuffPost)
  • Coronavirus: uno studio di Harvard boccia l’approccio lombardo (Business Insider Italia)
  • L’annuncio di Speranza: “Misure estese fino a Pasqua” (AGI)
  • Montecitorio antivirus: non più di 5 per gruppo e si entra in fila indiana (Il Giornale)

La strada intrapresa dai tecnici del Tesoro, però, segue una linea diversa e ben precisa: bisogna pensare a chi non ha una tutela. E il reddito di cittadinanza, che viaggia intorno a una media di 500 euro, è una tutela. Certo, ci si sta ponendo anche il tema di chi prende meno del reddito pieno, pari a 780 euro, o anche meno della media, ma è una sacca residuale. L’emergenza è focalizzata su chi non ha nulla in tasca o rischia di ritrovarsi presto in queste condizioni.

Bisogna quindi inquadrare in questa ottica lo stanziamento di 800 euro al mese che si sta pensando di mettere in campo per aprile e maggio. Non senza distinzioni. I lavoratori in nero – circa 3,5 milioni – non saranno lasciati senza bonus, ma nell’esecutivo sta prevalendo al momento l’idea di chi ritiene che non possono essere equiparati a chi si è ritrovato costretto a chiudere un’attività piuttosto che ai precari. La traduzione economica di questo ragionamento è di sostenerli con un mini bonus di 400 euro. Per tutti, comunque, il reddito di emergenza sarà temporaneo, cioè legato alla stessa emergenza dettata dal virus. Per questo il bonus sarà valido solo fino a maggio. La logica è quella che ha ispirato le misure di marzo. L’estensione di una tutela a chi era rimasto escluso dal primo decreto economico è la chiusa del ragionamento. Non è da escludere una proroga, ma al momento è prematuro perché la questione viaggia appesa a quella più generale della durata del lockdown del Paese.

Si diceva dell’emergenza che si allarga. Non riguarda solo chi è più indietro rispetto agli altri, ma anche chi è leggermente più avanti. Sono i tutelati dal decreto di marzo. Continueranno ad esserlo anche ad aprile. E in misura maggiore. Il bonus per gli autonomi, le partite Iva e i professionisti, salirà da 600 a 800 euro. Sarà però più selettivo nel senso che saranno fatta delle verifiche per darlo a chi effettivamente ha subito danni dal coronavirus. A marzo, causa emergenza scoppiata tra i piedi, non era stato possibile farlo. Ci sarà anche il rinnovo della cassa integrazione nelle tre forme (ordinaria, in deroga e Fondo di integrazione salariale) già previste a marzo. La durata è ancora da stabilire. Tutti, nel governo, concordano che le nove settimane già previste sono troppo poche. Più di qualcuno vorrebbe allungarla fino al 31 luglio. Si lavora anche al rinnovo dei voucher per le baby sitter, mentre si stanno facendo delle valutazioni sull’assegno da 100 euro per ogni figlio proposto dai renziani. Tutto nel decreto che è lievitato ad almeno 30 miliardi. Da scrivere subito, in dieci giorni. Mettendo tutti d’accordo dentro al governo.

Per il bonus lavoratori autonomi l’Inps pensa al click day con l’uso del Pin dell’Istituto

Il bonus da 600 euro per Partite Iva ed autonomi potrebbe dover essere richiesto in un unico giorno prestabilito dall’Inps.

Il decreto Cura Italia, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è pienamente operativo. Parlando del frangente relativo ad autonomi e partite IVA, c’è grande attesa per comprendere le modalità attraverso le quali sarà possibile richiedere il bonus una tantum di 600 euro valido per il mese di marzo: sarà l’Inps a dettagliare il tutto tramite una circolare in preparazione in queste ore. Proprio l’Istituto, come accennato dal suo presidente, starebbe pensando in questo senso ad un autentico colpo di scena mediante la messa a punto di un cosiddetto click day.

Bonus con il click day

I lavoratori autonomi che hanno dovuto interrompere o ridurre la propria attività per via dell’emergenza pandemica da Coronavirus potranno dunque avere a che fare con un “click day”. È stato Pasquale Tridico, presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale italiano, ad anticipare quella che potrebbe essere una soluzione studiata per concentrare le richieste nell’arco di sole 24 ore.. Tridico ha ricordato che sarà comunque necessaria una circolare con cui verranno presentate le modalità operative da parte dell’Inps.

Circolare che dovrebbe essere emanata entro questa settimana.

Domande per il bonus tutte in un giorno?

E se la circolare potrebbe uscire già entro questa settimana, la prossima sarebbe quella giusta per fare partire il click day, come lo stesso Tridico ha ipotizzato. In pratica, un programma già approntato, con circolare presto emanata e con il conseguente via alle domande.

Tra l’altro sempre Tridico ha sottolineato come per la fine di aprile i soldi potrebbero già essere erogati ai richiedenti.

Fai il quiz e scoprilo

In base alle parole del Presidente dell’Istituto, la scelta di adottare la formula del click day scaturisce dal fatto che il bonus per gli autonomi è calmierato ad una determinata dotazione finanziaria che il decreto ha stabilito. Per questo benefit sono stati stanziati 2,16 miliardi e pertanto, se arrivassero più domande rispetto a quelle che sarà possibile finanziare, non tutte potranno essere liquidate.

Ecco perché si pensa ad un giorno unico di domanda in modo tale da concentrare tutte le richieste in 24 ore. Per fare ciò, in attesa che la circolare dell’Inps faccia chiarezza, dovrebbe essere utile il codice Pin per l’accesso ai servizi telematici dell’Inps. In altri termini, bisognerà fare tutto da soli tramite l’area riservata accessibile solo per coloro che hanno le credenziali di accesso ai servizi on line dell’Istituto Previdenziale.

Come si tassano i guadagni derivanti dal Forex?

Tasse sul Forex. Tassazione in Italia dei proventi finanziari ricavati dalla compravendita di valute sul mercato finanziario. Al superamento di una particolare soglia i guadagni derivanti dall’attività di compravendita di valute sono soggetti a tassazione. Applicazione di una imposta sostitutiva del 26%. Report per capire le tasse sul Forex Trading Online.

Uno dei metodi di guadagno che si sta maggiormente diffondendo negli ultimi anni è sicuramente quello derivante dalla speculazione legata allo scambio di valute.

Si tratta di il c.d. “mercato del Forex” o Forex Trading.

Questo mercato si basa su piattaforme Forex Factory che permettono a vari Forex Trader di effettuare operazioni di compravendita simultanea di valute.

In pratica, il Forex Trader compra una valuta e contemporaneamente (nello stesso giorno) ne vende un’altra.

Il guadagno (o la perdita) per il Forex Trader avviene attraverso le variazioni del tasso di cambio tra le due valute.

Naturalmente, un po’ come il mercato azionario, anche il Forex Trading presenta un certo grado di rischio. Infatti, il prezzo di ogni valuta tende a riflettere le opinioni e gli andamenti dell’economia di quel dato Paese.

In ogni caso, qualora si riesca ad ottenere un guadagno è bene conoscere le modalità attraverso le quali lo si deve dichiarare all’Amministrazione finanziaria. Ed in questo caso si deve anche identificare il regime di tassazione, ai fini delle imposte dirette, da applicarvi.

In questo report ho deciso di fornirti una breve e pratica guida per individuare come funziona il pagamento delle tasse sul Forex Tranding online. Scoprirai le esenzioni e le modalità di dichiarazione delle plusvalenze derivanti da conti correnti in valuta nel Forex Trading.

Indice degli Argomenti

IL FUNZIONAMENTO DEL FOREX TRADING

Le operazioni di compravendita di valuta vengono effettuate direttamente online attraverso una piattaforma dedicata.

Generalmente per l’effettuazione di queste operazioni gli intermediari finanziari (solitamente portali online non residenti), richiedono l’apertura di un conto corrente dedicato.

Si tratta di un conto corrente sul quale viene depositata una somma di denaro vincolata a favore dell’intermediario che sarà sfruttata per il trading giornaliero.

Le somme in giacenza sono a cauzione delle operazioni che l’intermediario svolge per conto del cliente, o che il Forex Trader stesso effettua autonomamente.

Le operazioni sono effettuate nel termine giornaliero (c.d. “contratti spot“).

Ne consegue che al termine della giornata lavorativa il trader non potrà mai avere sul conto una giacenza di valuta estera. Tutti gli importi investiti in valuta al termine della giornata sono tornati nella valuta di partenza.

TASSE SUL FOREX TRADING

L’Amministrazione Finanziaria è intervenuta per la prima volta a disciplinare i guadagni derivanti dal mercato del Forex Trading nel 2020, con la pubblicazione della Risoluzione n. 67/E.

In questo documento di prassi è stato chiarito che i guadagni derivanti dalla compravendita di valute nel Forex Trading, qualora superino determinate soglie, debbano essere riportati in dichiarazione dei redditi.

Questo in quanto il guadagno generato ha natura di reddito, e per questo deve trovare collocazione in dichiarazione dei redditi.

Più precisamente, i guadagni devono essere riportati nel modello Redditi Persone Fisiche.

Più precisamente, la sezione dedicata è quella del quadro RT, sezione II-B. Ovvero, il quadro dedicato alla tassazione separata delle plusvalenze.

TASSE SUL FOREX: SOGLIA DI ESENZIONE DA VERIFICARE

La normativa fiscale che riguarda le plusvalenze da compravendita di valute è contenuta nell’articolo 67 del DPR n 917/86.

Questa è la norma di riferimento per la determinazione delle tasse sul Forex.

In particolare, questa norma, al fine di attrarre a tassazione fattispecie di guadano non significative, al comma 1, prevede che:

la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di valute provenienti da depositi e conti correnti si ha solo nel caso in cui la giacenza in valuta nei depositi e conti correnti complessivamente sia superiore a €. 51.645,69 per almeno 7 giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta in cui la plusvalenza è stata realizzata

Articolo 67, comma 1, DPR n 917/86.

In pratica, ogni Forex Trader deve tenere bene a mente questa soglia. Questo in quanto restando al di sotto nel corso dell’anno, non è necessario dichiarare alcunché in dichiarazione dei redditi.

Per il calcolo della giacenza complessiva devono essere sommati tutti i controvalori dei depositi e conti intrattenuti anche di valute diverse e su diversi intermediari.

Questo aspetto è di fondamentale importanza. Ogni anno mi contattano moltissimi trader che magari convinti di non dover dichiarare niente, si sono visti recapitare una lettera da parte delle Entrate.

Quello che devi monitorare, quindi, sono tutti i conti correnti intrattenuti nel corso dell’anno con tutti gli intermediari.

Tasse sul Forex. Cosa fare se invece superi la soglia di esenzione?

Qualora, invece, il trader superi la soglia della giacenza superiore a €. 51.645,69 per almeno 7 giorni lavorativi nel periodo d’imposta, è soggetto alla tassazione dei guadagni.

Come detto, solo in questo caso, la plusvalenza generata nel corso del periodo di imposta deve essere assoggettata a tassazione.

Vediamo di seguito come si applicano le tasse sul Forex trading.

TASSE SUL FOREX: PLUSVALENZA CON RITENUTA AL 26%

Le plusvalenze realizzate dal mercato del Forex, non confluiscono nel reddito imponibile ai fini IRPEF. Tali plusvalenze sono soggette ad imposta sostitutiva del 26%. Questo è quanto prevede il DL n 44/14.

La non assogettabilità ad IRPEF delle plusvalenze è confermata dalla Circolare n. 102/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate.

La ritenuta del 26% a titolo di imposta si applica genericamente ai redditi di natura finanziaria. Dunque anche alle plusvalenze derivanti dal Forex Trading, riguardanti compravendite di valuta estera.

Vediamo adesso come avviene l’applicazione della ritenuta e quindi, come si effettua il prelevamento delle tasse sul Forex.

In particolare, occorre distinguere se l’attività di compravendita di valute è effettuata attraverso un intermediario finanziario italiano o estero.

TASSE SUL FOREX CON INTERMEDIARIO FINNANZIARIO ITALIANO

Qualora il trader operi con l’utilizzo di un intermediario finanziario italiano l’imposta sostitutiva è direttamente applicata da questi.

L’intermediario trattiene il 26% delle plusvalenze incassate nell’anno dal trader.

Avviene, quindi, una tassazione alla fonte delle plusvalenze. Questo determina l’esonero dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. L’esonero, naturalmente, riguarda questo specifico reddito finanziario.

TASSE SUL FOREX CON INTERMEDIARIO FINANZIARIO ESTERO

La presenza di un intermediario finanziario estero è sicuramente quella più diffusa sul mercato.

In questo caso non vi può essere l’applicazione di alcuna imposta alla fonte sulle plusvalenze da Forex. L’intermediario finanziario estero non è sostituto di imposta in Italia.

Questo significa che se il trader supera la soglia di esenzione di cui all’articolo 67 del TUIR, ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Nella dichiarazione il trader deve individuare il risultato annuo della gestione ed inserirlo nel quadro RT per la determinazione della tassazione.

CALCOLO DELLA BASE IMPONIBILE

L’aspetto su cui prestare la maggiore attenzione è sicuramente quello legato alla determinazione della base imponibile su cui applicare la tassazione.

L’imposta sostitutiva del 26%, infatti, deve colpire le plusvalenze maturate nell’anno oggetto di dichiarazione.

La determinazione della base imponibile è data dall’applicazione dell’articolo 68, comma 8, del DPR n 917/86. Questo è stato chiarito anche dalla Risoluzione n 71/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Articolo secondo il quale:

i redditi di cui alla lettera c-quater) del comma 1 dell’articolo 67 (sui quali applicare l’imposta sostitutiva sopra citata), sono costituiti dalla somma algebrica dei differenziali positivi o negativi, nonché degli altri proventi od oneri, percepiti o sostenuti, in relazione a ciascuno dei rapporti ivi indicati

Articolo 68, comma 8, DPR n 917/86

Da un punto di vista pratico, per prima cosa, al termine di ogni periodo d’imposta il trader è chiamato sommare algebricamente tutte le vendite e tutti gli acquisti effettuati.

La somma algebrica di vendite e acquisti è fatta al cambio di ogni valuta nel giorno nel quale ogni singola operazione è stata effettuata.

In presenza di più movimenti di acquisto e di vendita, si deve applicare il criterio del “LIFO” (Last In First Out). Con questo metodo si considerano cedute per prime le valute acquisite in data più recente.

E’ su questo valore che si applicano le tasse sul Forex. Ovvero, l’imposta sostitutiva del 26%.

Questo calcolo deve poi essere riportato correttamente nella sezione II-B del quadro RT del modello Redditi Persone Fisiche.

Questa modalità dichiarativa è quella prevista dall’articolo 5, del DLgs n 461/97 (Regime dichiarativo). Si tratta di un regime fiscale che prevede l’autoliquidazione dell’imposta eventualmente dovuta.

Sarà il trader, quindi, a dover calcolare e versare l’imposta sostitutiva dovuta sulle plusvalenze generate.

TASSE SUL FOREX: LA GESTIONE DELLE MINUSVALENZE

Che cosa accade, invece, se il trader percepisce delle minusvalenze da Forex?

Come detto, il trader, in regime dichiarativo è chiamato a determinare il valore (positivo o negativo) della gestione. Il valore positivo è chiamato Plusvalenza, mentre quello negativo Minusvalenza.

La Plusvalenza rappresenta un reddito tassabile per il trader, mentre la Minusvalenza è un costo deducibile dal reddito.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Cosa vuol dire minusvalenza deducibile?

Minusvalenza deducibile vuole dire che tale valore potrà essere portato in deduzione delle plusvalenze realizzate nei quattro periodi d’imposta successivi.

Quindi, se stai pensando di non dichiarare le minusvalenze stai commettendo un errore. Rischi di perderti un beneficio futuro.

Ho approfondito la gestione delle Minusvalenze da Forex in questo articolo:

TASSE SUL FOREX: IL RUOLO DELLE CERTIFICAZIONI DERI BROKER

Ai fini del calcolo delle Plusvalenze / Minusvalenze, il trader si deve avvalere delle certificazioni rilasciate dai broker esteri.

Senza certificazione da parte degli intermediari è molto difficile effettuare i calcoli per determinare i valori di plusvalenze/minusvalenze generate.

Per questo motivo, anche se i broker sono restii nell’offrire questi report cerca di ottenerli. Ricorda poi che questi documenti devono essere conservate dal contribuente ai fini di un eventuale riscontro richiesto dagli organi dell’Amministrazione Finanziaria.

In ogni caso ricorda che tutti i conteggi effettuati devono trovare un riscontro documentale, ed il responsabile di tutto è proprio il trader.

TASSE SUL FOREX: VALORE DI COSTO E DI CAMBIO

Altro aspetto importante che spesso è fonte di dubbi riguarda i tassi di cambio da applicare nei conteggi.

In prima battuta si deve sempre fare riferimento al tasso di cambio giornaliero.

Tuttavia, quando questo non sia rintracciabile per il calcolo si deve far riferimento al minore dei cambi mensili determinati con decreto del Ministero delle Finanze.

Decreto pubblicato mensilmente e relativo al periodo d’imposta in cui la plusvalenza è stata conseguita.

TASSE SUL FOREX: REGIME DEL RISPARMIO AMMINISTRATO

Quando si effettuano operazioni sul mercato del Forex, l’opzione per il regime del risparmio amministrato di cui all’articolo 6 del D.Lgs. n. 461/97 può essere vantaggiosa.

Si tratta di una opzione che può essere esercitata soltanto in presenza di uno stabile rapporto di mandato, di deposito, custodia o amministrazione presso banche, società di intermediazione mobiliare, società fiduciarie e società di gestione del risparmio residenti in Italia.

Nonché presso stabili organizzazioni in Italia dei medesimi soggetti non residenti, Poste Italiane S.p.A. e agenti di cambio.

Tale opzione può essere esercitata anche in relazione ai redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-quater), del DPR n 917/86. Questo con l’ulteriore condizione che i predetti soggetti intervengano in tali rapporti come intermediari professionali o come controparti.

Questo regime comporta l’applicazione e il versamento dell’imposta sostitutiva del 26% sui predetti redditi da parte dei suddetti intermediari abilitati.

Conseguentemente, solleva i contribuenti dall’obbligo di includere i redditi diversi di natura finanziaria nella propria dichiarazione dei redditi (Circolare n. 165/E/1998).

Nel caso di specie, tenuto conto che i broker esteri non sono uno dei soggetti previsti dalla norma che possono agire come sostituti d’imposta in Italia, il contribuente è chiamato indicare i redditi diversi derivanti dai rapporti in oggetto nel quadro RT.

Quadro denominato “Plusvalenze di natura finanziaria“, sezione II, del modello Redditi Persone Fisiche per la cui compilazione si rinvia alle relative istruzioni (Regime dichiarativo).

VERSAMENTO DELL’IMPOSTA SOSTITUTIVA

Una volta determinata l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate dal mercato del Forex è necessario provvedere al versamento della stessa.

Per farlo è necessario compilare il modello F24 dell’Agenzia delle Entrate, inserendo i propri dati personali e indicando il codice tributo relativo al trading on-line:

“codice tributo 1100” – IMPOSTA SOSTITUTIVA SU PLUSVALENZA PER CESSIONE A TITOLO ONEROSO DI PARTECIPAZIONI NON QUALIFICATE

Deve essere indicto come anno di imposta quello di riferimento delle operazioni.

Il versamento deve essere effettuato con la stessa scadenza del versamento del saldo delle imposte sui redditi. Ovvero entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui le plusvalenze si sono realizzate.

Il versamento può essere comunque posticipato di 30 giorni, aggiungendo all’importo dovuto la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

TASSE SUL FOREX E MONITORAGGIO FISCALE

I rapporti finanziari che il Trader italiano detiene con i broker esteri rientrano tra i contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato.

Pertanto tali rapporti devono essere:

  • Indicati, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del Decreto Legge, n. 167/90, convertito con modificazioni dalla Legge, n. 227/90, nel quadro RW della propria dichiarazione annuale dei redditi. Questo in quanto tali rapporti sono suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia (Circolare n. 38/E/2020);
  • Assoggettati all’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero Ivafe (Circolare n. 28/E/2020).

TASSE SUL FOREX: CONSULENZA

In questo articolo ho cercato di riassumere tutte le informazioni utili riguardanti la tassazione delle plusvalenze da mercato del Forex.

Stai investendo nel mercato del Forex e vuoi sapere come devi procedere per sapere se devi o meno pagare le imposte in Italia?

Operi con un broker estero e vuoi conoscere se sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia?

Se hai dei dubbi riguardanti la tua situazione personale o vuoi sapere come devi compilare la tua dichiarazione dei redditi, contattami!

Segui il link seguente per metterti direttamente in contatto con me e programmare una consulenza.

Potrai contare sulla consulenza di un professionista preparato, che ti aiuterà a sciogliere tutti i tuoi dubbi.

Se tutto questo non ti è sufficiente, ti lascio un approfondimento che può essere utile.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Opzioni binarie dalla A alla Z.
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: