Europa piu dazi contro i pannelli solari

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Economia Ue-Cina, via libera alle importazioni di pannelli solari da Pechino

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stop alle misure antidumping

Ue-Cina, via libera alle importazioni di pannelli solari da Pechino

  • –di Carlo Andrea Finotto
  • 02 settembre 2020

Porte aperte ai pannelli solari di produzione cinese. Il 31 agosto, infatti, la Commissione europea ha annunciato che non estenderа piщ le misure di anti-dumping e anti-sussidi contro i pannelli solari cinesi dopo la scadenza del 3 settembre. Dalla mezzanotte di lunedм, insomma, via libera all’ingresso nei confini dell’Unione a questo tipo di prodotto realizzato in Cina.

La Commissione ha affermato che tale decisione и stata presa dopo aver considerato gli interessi di produttori, utenti e importatori di pannelli solari della Ue; la decisione и, inoltre, anche favorevole a raggiungere i nuovi obiettivi della Ue in materia di energie rinnovabili. A ulteriore sostegno della decisione di porre fine alle misure antidumping, la Ue ha sottolineato come progressivamente i prezzi dei prodotti cinesi si siano allineati a quelli di mercato.

Le misure erano in vigore dal 2020
Bruxelles ha prima imposto misure antidumping e antisovvenzioni per pannelli solari, wafer e celle cinesi nel 2020 e li ha prorogati di 18 mesi a marzo dello scorso anno. L’introduzione era stata sollecitata alla Commissione sin dal 2020, nel pieno degli effetti della grande crisi, dal gruppo di produttori europei Eu ProSun. Le motivazioni, legate sostanzialmente agli effetti deleteri sul settore e sull’economia continentale dalle importazioni a basso costo e a un problema di concorrenza sleale, erano state accolte.

GUERRE COMMERCIALI

Unione Europea e Cina contro i dazi Usa sui pannelli solari

Pro e contro all’interno della filiera produttiva europea
All’interno del settore europeo le posizioni non sono omogenee. Da un lato installatori e fornitori di servizi non vedono male il ripristino delle normali condizioni di mercato. Dall’altro i produttori di pannelli, invece, temono un’invasione che possa far scomparire del tutto il comparto. In particolare, le critiche piщ decise arrivano da Eu ProSun, il ragruppamento di categoria a livello europeo che paventa un’inondazione di importazioni a basso prezzo.

Eu ProSun sostiene che ci sarebbero le condizioni per una un’ulteriore estensione temporale delle misure antidumping da parte della Ue nei confronti della Cina e ha sottolineato che i produttori europei rischiano di essere devastati dalla fine delle misure. Contro questa decisione i produttori di pannelli – secondo quanto riporta la Reuters – non escludono una possibile sfida legale alla Corte di giustizia europea. Eu ProSun, in una nota, ha sottolineato che anni di calo dei prezzi non hanno portato alla crescita del mercato europeo.

D’altro canto, non da tutti la decisione Ue и vista come negativa. SolarPower Europe, il soggetto che rappresenta importatori e installatori, ha descritto la mossa come uno “spartiacque” per l’industria solare europea, in grado di rimuovere il piщ grande ostacolo alla crescita del settore.

ANTIDUMPING

Pannelli solari, Bruxelles prolunga i dazi per 18 mesi

Il delicato equilibrio dell’Unione
Presa tra due fuochi da parte del mondo economico e con una “crisi” politico commerciale con Pechino comunque da gestire, muoversi per Bruxelles non и semplice. L’Unione europea ha dovuto affrontare un delicato equilibrio tra gli interessi dei produttori continentali e quelli rappresentati da importatori e installatori che, in particolare, premono per una riduzione del costo della generazione di energia solare. Sul fronte internazionale, inoltre, l’introduzione delle misure antidumping nel 2020 aveva alzato la tensione con la Cina, arrivando a sfiorare una guerra commerciale.

L’apprezzamento di Pechino
Il ministero del commercio cinese ha accolto con favore la fine delle restrizioni, descrivendo la mossa come un «modello per risolvere con successo le frizioni commerciali attraverso dialogo e consultazioni». La mossa, secondo Pechino, «riporterа il commercio Ue-Cina del fotovoltaico a una normale condizione di mercato, fornirа un ambiente imprenditoriale piщ stabile e prevedibile per la cooperazione tra le industrie delle due parti e realizzerа veramente un vantaggio reciproco per entrambe le parti».

In our central #WEO17 scenario, natural gas overtakes coal in global capacity by 2030, while solar PV overtakes win… https://twitter.com/i/web/status/964507967533043713

La decisione e la guerra commerciale globale
I rapporti commerciali tra Unione europea e Cina non possono, ovviamente, prescindere dalle dinamiche globali e in questo senso risentono inevitabilmente dalla guerra commerciale in atto tra gli Usa di Donald Trump e il colosso asiatico, a colpi di dazi per un controvalore di centinaia di miliardi di dollari. Tra i prodotti presi di mira dalla Casa Bianca rientrano, guarda caso, proprio i pannelli solari cinesi. E la Cina si trova a dover fare i conti anche con misure restrittive da parte dell’India. Usa e India rappresentano per il comparto dei pannelli solari cinesi il secondo e terzo mercato di sbocco dopo quello domestico: chiaro, quindi, che una normalizzazione dei rapporti con l’Europa e una riapertura dei flussi non possa che essere vista con piacere nel Paese asiatico. Tanto piщ in considerazione dell’eccesso di capacitа produttiva interna.

Summit Ue-Cina a Pechino, Tusk: calmare tensioni sul commercio

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Cosa prevede la fine delle misure
I produttori cinesi sono stati autorizzati a vendere prodotti solari in Europa senza dazi, purchй rispettino un prezzo minimo. Se i pannelli di produzione cinese saranno venduti a prezzi inferiori rispetto a quanto stabilito saranno soggetti a dazi fino al 64,9 percento. La Commissione Ue, nel motivare la decisione di porre fine alle misure antidumping, ha dichiarato che и nell’interesse generale della Ue nel suo insieme che le misure scadano, visto anche l’obiettivo strategico di aumentare la sua offerta di energia rinnovabile. Le misure sono inoltre diminuite nel tempo, consentendo ai prezzi delle importazioni di allinearsi con quelli del mercato mondiale.

battaglia sul commercio

Nel giorno di Davos Trump annuncia dazi su lavatrici e pannelli solari. Cina e Corea protestano

La produzione mondiale
A livello di capacitа degli impianti di energia solare, la Cina и ampiamente il primo Paese al mondo con oltre 131 Gw nel 2020, secondo i dati dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), seguita dagli Stati Uniti (51 Gw), che negli ultimi anni hanno conosciuto una forte crescita e superato il Giappone (49) e la Germania (42). L’Italia con 19,7 Gw и ancora in quinta posizione ma и incalzata dall’India, che sta conoscendo un’esplosione del settore. Se si guardano i dati relativi alla produzione di moduli fotovoltaici per Paese, la graduatoria и ancora piщ esplicita. la Cina ha una quota pari al 69% (dati 2020), Corea del Sud e Malesia hanno il 7% ciascuna di quota, Europa e Giappone il 4. Gli Stati Uniti sono fermi al 2 per cento.

Mondo Unione Europea e Cina contro i dazi Usa sui pannelli solari

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GUERRE COMMERCIALI

Unione Europea e Cina contro i dazi Usa sui pannelli solari

  • –di Gianluca Di Donfrancesco
  • 07 febbraio 2020

Corea del Sud, Cina, Taiwan e ora Unione Europea: come da copione, i dazi imposti dagli Usa a gennaio su pannelli solari (30%) e lavatrici (dal 20 al 50%) non hanno tardato a innescare le ritorsioni dei partner, in quella che se ancora non и una «guerra commerciale» aperta, ha tutto l’aspetto di una guerriglia.

battaglia sul commercio

Nel giorno di Davos Trump annuncia dazi su lavatrici e pannelli solari. Cina e Corea protestano

Secondo un dossier aperto dalla Wto, ieri, la Commissione europea, su impulso della Germania (che и un grande esportatore di pannelli solari), ha inviato agli Usa la richiesta di avviare un confronto sulle compensazioni alle quali ritiene di aver diritto, in base alle regole della World Trade Organization, a causa delle misure restrittive decise da Washington.

La mossa di Bruxelles segue le iniziative giа prese da Cina, Taiwan e Corea del Sud, le quali si sono spinte ad accusare in modo esplicito gli Usa di aver violato le regole della Wto.

Pechino si и mossa martedм, presentando un ricorso all’organizzazione con base a Ginevra, nel quale giudica i dazi «non coerenti» con le norme internazionali e chiede a sua volta compensazioni. Pechino, che potrebbe presto essere l’obiettivo di una serie di restrizioni commerciali a tutela della proprietа intellettuale delle aziende Usa, ha anche avviato un’indagine antidumping sulle importazioni di sorgo e di fagioli di soia dagli Stati Uniti, sostenendo che siano incentivate da sussidi pubblici illegittimi. I prodotti agricoli rappresentano il 13% dei quasi 170 miliardi di dollari di export Usa in Cina. I fagioli di soia, da soli, valgono oltre 12 miliardi.

L’Analisi

L’America First puт diventare un’America Alone: isolata e arroccata

I dazi sui pannelli solari e le lavatrici sono stati varati sulla base di una legge del 1974 che consente ad aziende statunitensi di chiedere «rimedi» di salvaguardia se hanno sofferto «danni significativi» da improvvisi aumenti delle importazioni. L’ultimo a invocare questa norma era stato George W. Bush nel 2002, per proteggere la siderurgia.

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Dazi sui pannelli solari cinesi: domani la decisione della Commissione Ue

L’Ue sarà a favore o contro i dazi anti-dumping sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina? La risposta definitiva è attesa per domani, quando il Commissario Ue per il Commercio, Karel De Gucht, discuterà della proposta di imporre le tariffe. Secondo varie indiscrezioni, De Gucht sarebbe favorevole all’adozione di questa soluzione.

L’Europa avrà tempo fino al 5 giugno prossimo, meno di un mese dunque, dopo nove mesi di indagini atte a stabilire se l’introduzione dei pannelli fotovoltaici cinesi nel mercato europeo sarà sottoposta ai dazi doganali.

Ma cos’è esattamente il dumping? Come ha spiegato EU ProSun, questa pratica si verifica quando un’azienda straniera vende all’interno del territorio dell’Unione uno o più prodotti ad un prezzo inferiore rispetto a quello normalmente adottato, ossia ai prezzi interni del prodotto o al costo di produzione nel proprio mercato interno. Come fare dunque per contrastare queste pratiche commerciali illecite? Le autorità europee possono decidere di imporre dei dazi, pagati all’Ue dall’importatore, raccolti dalle autorità doganali nazionali dei paesi interessati. Ed è quello che potrebbe accadere dal 6 giugno in poi.

Quella che vede contrapposte l’Europa e la Cina – ma anche gli Usa e la Cina – è una battaglia che va avanti da un anno e che ha portato ad adottare misure decise oltreoceano, a seguito di una denuncia contro la Cina avanzata da varie società e da altri operatori statunitensi per concorrenza sleale.

Anche il Vecchio Continente, da settembre 2020 è stato chiamato a rispondere duramente contro la Cina dai produttori di pannelli europei. Secondo un rapporto reso noto da Reuters, i dazi potrebbero aggirarsi attorno al 30% e sarebbero imposti per un massimo di cinque anni. Ma sul Wall Street Journal si parla addirittura del 46%.

I produttori dell’UE lamentano il fatto che le aziende cinesi abbiano attirato oltre l’80 per cento del mercato europeo partendo da zero: “ Le i mportazioni fotovoltaiche cinesi si sono quadruplicate tra il 2009 e il 2020 oltre a tutta la domanda globale “, riferisce Reuters. E la Cina solo nel 2020 ha esportato più di 21 miliardi di euro di pannelli nell’Unione europea. SolarWorld, uno dei più grandi gruppi ad operare in Germania, ha accusato in parte la Cina dei suoi problemi, di cui fanno parte 900 milioni di euro di debiti.

Non è detto però che quella dei dazi sia l ‘unica soluzione praticabile . La Commissione europea infatti potrebbe lasciare la porta aperta per un negoziato col governo di Pechino prima di dicembre.

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