Economia si cresce a velocita diverse

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Rapporto AfDB: Economia cresce in Africa Occidentale, ma a velocità diverse

AFRICA OCCIDENTALE – La crescita economica complessiva nell’Africa occidentale dovrebbe attestarsi al 3,6% nel 2020 e nel 2020.

(296 parole) – 3,90 Euro

Leggi tutto l’articolo

Acquista questo articolo
Singolo articolo

Acquista un singolo articolo per visualizzarne il contenuto

Abbonamento Canale

L’abbonamento a un Canale dà diritto a ricevere informazioni quotidiane su un’area geografica o un paese.

Abbonamento Area Tematica

L’abbonamento per canale tematico è pensato per chi ha interessi specifici determinati dalla propria attività e non strettamente legati a una precisa area geografica

Articoli correlati

In preparazione legge per promuovere interoperabilità finanziaria
Confermate date della fiera di Luanda
Focus: una globalizzazione da rivedere (3)
Focus: una globalizzazione da rivedere (2)

Ultimi articoli della sezione Africa Occidentale

Avanti con la ristrutturazione delle strutture.

Annunciata nuova centrale per la miniera d’oro di.

GUINEA – La compagnia estrattiva Nordgold ha assegnato alla cinese SUMEC l’incarico di progettare e costruire una centrale elettrica per le necessità operative della sua miniera d’oro di Lefa, nella regione centrale di Faranah, considerate una delle più grandi al mondo.

A renderlo noto è stata la stessa compagnia aurifera, precisando che l’impianto avrà una capacità di generazione di 33 megawatt e la sua realizzazione consentirà di ridurre le emissioni inquinanti presso il sito estrattivo.

Il nuovo impianto, che sarà alimentato a olio combustibile pesante, sostituirà la centrale esistente riducendo il consumo di carburante per la produzione di elettricità di almeno il 15%.

Secondo le informazioni rese note, l’incarico assegnato alla SUMEC riguarda servizi di ingegneria, approvvigionamento e costruzione per un valore economico pari a circa 23 milioni di dollari. I lavori dovrebbero terminare entro la fine del 2021. [MV]

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Finanziamento in arrivo dal Fondo Verde per il Clima

Elezioni parlamentari, duro colpo per il partito di.

Covid-19, in Ghana partita la fase 2

GHANA – Il presidente del Ghana Nana Akufo-Addo ha revocato ieri le restrizioni al movimento nelle aree del Paese che erano sotto blocco parziale per limitare la diffusione del coronavirus.

A segnalarlo è la rivista Africa, ricordando che le limitazioni erano imposte nella regione della Grande Accra, nel distretto di Kumasi.

I cittadini sono stati esortati a indossare la mascherina, mentre restano in vigore altre restrizioni come il divieto di raduni sociali e la chiusura delle scuole, così come quella per almeno altre due settimane dei valichi di frontiera.

Il governo, inoltre, ha introdotto l’uso dei droni per accelerare la consegna dei campioni e aumentato la produzione locale di dispositivi di protezione personale.

Akufo-Addo ha dichiarato che, alla base della decisione di revocare le restrizioni, ci sono la migliore comprensione della natura del Covid-19, il successo nel contenere la sua diffusione, un programma di test potenziato e l’espansione dei centri di isolamento e cura.

Le autorità hanno affermato che continueranno a monitorare la diffusione della malattia e, se necessario, imporranno un blocco negli hotspot. [Africa Rivista]

Smart working: cresce nelle imprese ma a velocità diverse

Lo scorso giugno è entrata in vigore la nuova legge sul lavoro agile, che dovrebbe favorirne la diffusione non solo nelle grandi aziende, ma anche nelle PMI e nella PA. Il nuovo report dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano analizza dinamiche e criticità. Aumentano nelle grandi imprese progetti strutturati, mentre ancora scetticismo e investimenti limitati permangono nelle dimensioni aziendali più contenute.

di Giuseppe Aliverti

Riuscirà la nuova legge 81/2020 sul lavoro agile (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 giugno scorso) ad accelerare la diffusione degli accordi di flessibilità spazio-temporale nelle aziende private, e a favorirne una stabile e proficua introduzione anche nella PA?

Probabilmente sì, se si pensa che, pur in assenza di un quadro normativo di riferimento, l’evoluzione e l’estensione del fenomeno hanno aumentato il ritmo anche nel 2020, come ha messo in evidenza l’ultimo report dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, presentato al convegno Smart working: sotto la punta dell’iceberg.

“La nuova legge – ha sottolineato Fiorella Crespi, Direttore dell’Osservatorio Smart Working –, che va peraltro considerata come la più avanzata oggi esistente a livello europeo, intanto ha già il merito intrinseco di sgomberare il campo da uno degli alibi più ricorrenti accampati dalle aziende in materia di lavoro agile: quello di non avere un quadro normativo di riferimento”.

Head of Smart Working and HR Innovation Practice Observatories at Osservatori Digital Innovation

Per quanto lento, discontinuo e disseminato di ostacoli e resistenze, il processo evolutivo verso un nuovo scenario del mondo del lavoro appare difatti inarrestabile. La panoramica del 2020 scattata dall’indagine dell’Osservatorio Smart Working conferma le tendenze in atto negli ultimi anni e sottolinea anche i passi in avanti rispetto al 2020.

A muoversi con maggior dinamismo e chiarezza di obiettivi sono soprattutto le grandi aziende (con oltre 250 addetti): nel 2020, delle 206 imprese che hanno partecipato alla ricerca, il 36% ha avviato progetti strutturati di lavoro agile, contro il 30% dello scorso anno.

Figura 1 – Gli ostacoli all’introduzione nella PMI fonte: Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano

Anche tra le PMI (567 le aziende considerate) aumenta l’interesse per il lavoro agile, benché l’approccio operativo sia per lo più informale: il 22% ha in corso progetti di Smart Working, ma solo il 7% con iniziative strutturate. Allo stesso tempo, però, le piccole-medie aziende mantengono alta la sfiducia nei confronti dei possibili miglioramenti apportati dall’introduzione del lavoro agile. Il 40% si dichiara “non interessata”: il 53% di queste PMI (figura 1) ritiene il lavoro agile poco applicabile alla propria realtà aziendale, soprattutto nei casi d’imprese attive nei settori manifatturiero, costruzioni/riparazioni/installazioni, commercio e hospitality & travel.

Non solo remote working o desk sharing

A monte di questo disinteresse marcato ed esplicito delle PMI (così come delle resistenze che sussistono in molti grandi gruppi) permane una conoscenza piuttosto limitata delle applicazioni concrete e realizzabili dello Smart Working all’interno dei modelli organizzativi aziendali.

Figura 2 – I modelli di Smart Working nelle grandi aziende fonte: Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano

“Nella visione attualmente ‘di moda’ dello Smart Working – ha sottolineato Mariano Corso, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working – vengono spesso enfatizzati solo gli aspetti più esterni e superficiali. Si dà per lo più risalto a un’unica leva, quella del remote working: da casa, da altre sedi aziendali o da spazi di coworking o business center, come succede nel 47% delle grandi imprese (figura 2). O, altrimenti, si punta solo sulla riprogettazione degli spazi, utilizzando modelli come quello dell’Activity Based Working e del desk sharing [scrivanie non assegnate, ndr]. Lo Smart Working, invece, va affrontato come un ripensamento complessivo dell’organizzazione del lavoro, perché riguarda anche lo sviluppo parallelo di nuovi strumenti e competenze digitali nonché la diffusione di modelli manageriali ispirati ai principi della Result Based Organization, basati sull’autonomia e sulla responsabilizzazione sui risultati. È una filosofia di approccio sistemico e integrato che tocca attualmente appena il 9% delle grandi aziende presenti in Italia” (figura 3).

Comitato Scientifico degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano e Direttore Scientifico di Partners4Innovation

Per il successo e lo sviluppo efficace dei progetti di Smart Working, l’interconnessione e la coevoluzione tra le tecnologie digitali disponibili e i soft skill maturati dai lavoratori sono più che mai imprescindibili. Un postulato ampiamente riconosciuto e condiviso sia nelle aziende sia nella PA, ma che incontra ancora serie difficoltà di applicazione nelle realtà operative di tutti i giorni. Nelle grandi aziende, le tecnologie di supporto del lavoro da remoto sono ormai piuttosto diffuse: a cominciare dalle soluzioni per la sicurezza e l’accessibilità dei dati da remoto e da diversi device (95%) e dalle iniziative di mobility, come la presenza di device mobili e mobile business app (82%). Relativamente meno presenti sono i servizi di social collaboration integrati (61%), e ancor meno le workspace technology, per un utilizzo più flessibile degli ambienti all’interno delle mura aziendali (36%).

Ma la presenza in azienda di questi strumenti coincide ancora di rado con un’effettiva e diffusa capacità di utilizzo da parte dei lavoratori, e questo impedisce in molti casi di lavorare da remoto o in mobilità interna con sufficiente efficacia e sicurezza. Perciò l’86% delle grandi imprese che hanno lanciato progetti strutturati di Smart Working ha dovuto affrontare investimenti particolarmente consistenti non solo in device e applicazioni, ma anche nella formazione dei collaboratori coinvolti per diffondere in modo omogeneo e, allo stesso tempo, mirato una serie di Digital Soft Skill trasversali rispetto al profilo professionale di ciascuno e il meno legate possibile ai singoli strumenti. Un impegno che ancora poche aziende affrontano con i mezzi e un’energia all’altezza della sfida. I casi di eccellenza sono particolarmente eloquenti anche in tal senso. “Nel giro di 18 mesi – ha spiegato Maurizio Di Fonzo, Chief HR, Organization and Change Management di Gruppo Axa Italia, al cui progetto “Smart working, smart life” è andato il premio della giuria dello Smart Working Award 2020 – per i nostri 1.400 collaboratori che hanno aderito all’iniziativa, abbiamo provveduto alla sostituzione di tutti i PC fissi a favore di PC portatili, all’installazione di softphone e della VPN e all’adeguamento dei sistemi IT per permettere l’accesso a tutti gli applicativi al di fuori della sede aziendale. E ognuno di loro ha dovuto frequentare un corso di formazione e di aggiornamento, in particolare sulla gestione della sicurezza dei dati”.

Giornalista professionista dal 1991, è entrato nel mondo dei computer nel 1983 per colpa di un Commodore 64. Da allora non ha smesso di smanettare su tastiere e mouse per occuparsi degli universi paralleli del marketing, delle indagini e rilevazioni dei consumi nel mass market e delle nuove frontiere dell’economia, della produzione industriale e della comunicazione digitale.

Peli e capelli crescono alla stessa velocità?

E la barba?

by Leone Foresta 21 Gennaio 2020, 17:13 664 Visualizzazioni 2 Commenti

Peli e capelli ricoprono sin dalla nascita il nostro corpo. Sebbene la loro natura sia molto simile, presentano tra di loro diverse differenze, tra cui ad esempio la diversa lunghezza: mentre i capelli sembrano crescere all’infinito, i peli rimangono corti (Perché?). Ma invece la velocità di crescita? Capelli e peli crescono allo stesso ritmo?

In genere no, capelli e peli hanno una velocità di crescita leggermente diversa. È importante però specificare che le cifre che qui sotto elenchiamo sono puramente indicative. Queste infatti variano da persona a persona. Ad esempio le persone di origine africana hanno in genere una crescita più lenta degli individui di origine europea, ma ci sono comunque difformità tra individui appartenenti alla stessa etnia.

Mentre i capelli hanno una crescita di circa 1 centimetro al mese (quindi 0,3 mm al giorno e 12 cm all’anno), i peli hanno una velocità di crescita leggermente più lenta: 0,8 centimetri al mese (0,27 mm al giorno). E la barba, invece, a che velocità cresce?

I peli della barba crescono in genere alla stessa velocità dei capelli.

2 Commenti

Buongiorno buon inizio settimana

Ho appena mandato un link di questa pagina ai miei amici, penso che piacerà anche a loro

Lascia un commento Annulla risposta

Potrebbe anche piacerti

Perché i peli del corpo non crescono all’infinito come i capelli?

È quello che sembra succedere. I capelli crescono senza fermarsi, i peli invece non superano una certa lunghezza, come mai?

Perché i peli pubici sono ricci?

Perché anche chi ha capelli lisci come spaghetti giù è dotato di ricciolini?

Perché i capelli si arricciano con l’umidità?

E cosa si può fare per evitarlo?

Capelli ricci o lisci: da cosa dipende?

È tutto scritto nel DNA… ma quali fattori lo determinano?

Il gel fa cadere i capelli?

In giro si sentono diverse opinioni: noi facciamo chiarezza!

Quanti capelli abbiamo?

Ci abbiamo messo un po’ di tempo, ma li abbiamo contati!

Altre domande di: Scienza

Qual è il colore dell’auto più sicuro?

Ebbene si, il colore della carrozzeria di un’automobile può aumentare il rischio di avere un incidente.

Perché il colore del Sole è il giallo?

Beh, in realtà non è così.

Di che colore è uno specchio?

La risposta è sorprendente… ma potrete verificarla con i vostri occhi!

Perché ci sono le stagioni?

E, be’, perché 4 e non 5?

L’acqua del rubinetto fa venire i calcoli renali?

Il calcare causa i calcoli? È meglio comprare l’acqua in bottiglia?

Perché la cacca puzza?

Cosa è che rende le feci puzzolenti?

Perché i peli del corpo non crescono all’infinito come i capelli?

Perché i peli pubici sono ricci?

Cerca sul sito

SEGUICI SUI SOCIAL

SEGUICI SUI SOCIAL

Commenti recenti

Archivio domande

© 2020 Domande Impossibili

Questo sito utilizza cookie funzionali e script esterni necessari al suo funzionamento e utili a migliorare la tua esperienza. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente ad uno o più cookie, fai riferimento alla Cookie Policy.

Impostazioni privacy

Questo sito utilizza cookie funzionali e script esterni per migliorare la tua esperienza. A sinistra vengono specificati quali cookie e script sono utilizzati, come influiscono sulla tua visita, e come eventualmente disattivarli. È possibile modificare il tuo consenso in qualsiasi momento. Le tue scelte non influiranno sulla navigazione del sito. Per maggiori informazioni visita le pagine Privacy Policy e Cookie Policy.

NOTA: Queste impostazioni si applicano solo al browser e al dispositivo attualmente in uso.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Opzioni binarie dalla A alla Z.
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: