Come impostare Take Profit e Stop Loss significato

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Stop loss: come impostarlo [guida pratica]

Gli stop loss rappresentano uno strumento indispensabile per tutti coloro che vogliono fare trading mantenendo sempre e comunque sotto controllo il rischio. Grazie agli stop loss è possibile impostare il livello massimo di perdita che si è disposti a subire per ogni singola operazione.

E’ chiaro che si tratta di uno strumento prezioso che consente di limitare fortemente le perdite di trading. Peccato però che molti principianti del trading online non sappiano nemmeno che esista!

Se vuoi sapere come funzionano gli stop loss e come usarli in maniera ottimale ti consigliamo di scaricare gratuitamente questa guida al trading online.

E’ la migliore guida in lingua italiana e ha avuto centinaia di migliaia di download perché è molto semplice da studiare (anche per un principiante), perché è molto orientata alla pratica e quindi non fa perdere tempo con la teoria e soprattutto perché è gratis. Tieni conto che molte guide al trading (anche molto meno buone di queste) sono a pagamento e costano tanto. Scarica l’ebook gratuito cliccando qui.

Stop Loss Significato

Per Stop Loss (in italiano stop alla perdite) si intende una strategia per proteggere il proprio capitale durante un investimento nei mercati finanziari, nel caso in cui il mercato dovesse andare nella direzione contraria rispetto alla propria previsione. Lo Stop Loss dunque serve per chiudere automaticamente, ad un certo livello, una posizione “perdente”.

Attraverso lo Stop Loss è possibile quindi minimizzare le perdite assumendo un rischio preciso.

Esempio: Decido di acquistare il titolo Apple con un capitale di 100 dollari. Imposto uno stop loss al -50%. Questo significa che nel caso in cui il mercato dovesse andare nella direzione opposta alla mia, la posizione si chiuderà in perdita a 50 dollari, il -50%. È possibile utilizzare anche il Take Profit (l’omologo dello Stop Loss, ma utilizzato per chiudere automaticamente ad un livello prestabilito la trade in guadagno). È quindi possibile impostare un livello di chiusura della trade in guadagno.

Che senso ha tenere delle posizioni perdenti ad oltranza sul proprio account di trading? Fa male al portafoglio, perché potrebbero diventare ancora più in rosso, e fa male alla propria psicologia, in quanto ci faranno perdere la concentrazione. Vediamo quindi come impostare lo stop loss nel migliore dei modi. Ci sono 3 modi molto efficaci per impostarlo al meglio.

Stop Loss a Percentuale

Mettere lo stop loss a percentuale, significa decidere a priori quanto rischiare del proprio account con una posizione. Se lo mettiamo allo 0.5% significa che quando lo SL sarà toccato, avremo perso 0.5% dell’account.

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Buono, ma non tra i migliori metodi per settare lo stop, in quanto concentrarsi più sulla percentuale che non sui livelli tecnici è un comportamento non intelligente. Lo stop loss, secondo me, andrebbe sempre settato sulla base dei supporti e delle resistenze, e non deve mai essere troppo stretto. Se è troppo stretto, rischierete di infilare una serie negativa di trades che vi manderanno in confusione. Attenzione, quindi.

Stop Loss sui supporti e resistenze

Questo metodo è già più intelligente. Che siano dinamiche che statiche, i supporti e le resistenze sono sempre dei grandi luoghi dove impostare i propri stop loss. Mettete lo stop sotto un supporto se comprate, o sopra una resistenza se vendete. Inizierete già a vedere i primi progressi dopo qualche sessione di trading.

Stop Loss in base alla volatilità

La volatilità non va mai presa sottogamba. E’ il valore che ci dice quanto una coppia tende a muoversi. Mettiamo caso che la volatilità di USD/JPY sia di 50 pips. Questo significa quindi che la coppia si può muovere di 50 pips. Questo significa che mettere 20 pips di stop loss potrebbe non essere una mossa esatta.Con le bande di bollinger si riesce a capire bene la volatilità su un dato timeframe. Se fate una trading a medio termine, utilizzate le bande di bollinger con i settaggi standard su chart daily, e impostate lo stop loss al di fuori delle bande, noterete già i primi effetti fin da subito.

Il Trailing Stop Loss

Sulle piattaforme di trading più titolate (come Metatrader 4) esistono anche versioni “raffinate” dello Stop Loss. Il Trailing Stop (o Trailing Stop Loss) è una di queste. Con il Trailing Stop Loss impostato per esempio al 2%, si tiene aperta una posizione quando questa non perde più del 2% rispetto all’ultimo massimo che è stato raggiunto.

Esempio: Acquistiamo una posizione in un mercato che si trova sul prezzo ipotetico di 100 e decidiamo di venderla quando il prezzo scende al di sotto del livello di 95 perdendo quindi il 5% del suo valore. Se il prezzo del titolo sale però fino a 120 e poi scende, il valore di Stop Loss sarà salito con il prezzo e quindi sarà situato su 114, l’ultimo massimo diventa quindi il punto di riferimento per lo stop, che viene “innalzato di conseguenza”. Ecco il motivo del nome “Trailing”.

Applicare lo stop loss

Purtroppo non tutte le piattaforme di trading online consentono di applicare gli stop loss alle operazioni. Ancora peggio, ci sono piattaforme dove lo stop loss, anche se in teoria si può impostare, non sempre scatta.

Ancora una volta, è importante ricordare quanto sia veramente indispensabile scegliere sempre una piattaforma di trading sicura e affidabile. Per affidabile non intendiamo solo il fatto che non rubi ai suoi clienti ma anche il fatto che rispetta le promesse che fa: quindi se dice che ci sono gli stop loss allora questi ci sono e scattano al momento giusto.

Tra le migliori piattaforme di trading possiamo ricordare eToro e Investous.

eToro

eToro non è solo una delle migliori piattaforme di trading in assoluto, è molto di più. eToro è infatti la prima piattaforma che consente di copiare, in modo completamente automatico, quello che fanno gli altri trader.

Si possono scegliere i migliori trader da copiare: di solito conviene selezionare quelli che hanno guadagnato il massimo in passato con il minimo del rischio. Esiste un motore di ricerca veramente semplice da utilizzare per trovare i trader che davvero vale la pena provare.

Il vantaggio di usare eToro per i trader principianti è duplice: da una parte possono ottenere da subito gli stessi risultati dei migliori trader del mondo, dall’altra possono imparare a fare trading proprio osservando quello che fanno i migliori.

Chi sceglie di operare copiando ha la possibilità comunque di impostare stop loss sulle perdite che, nel caso peggiore, dovessero generarsi.

Investous

Investous è l’altra grande opzione a disposizione dei principianti che vogliono cominciare a fare trading online. E’ una piattaforma estremamente semplice ed intuitiva. Tutti gli iscritti ricevono l’assistenza telefonica gratuita di un vero esperto di trading che offre consigli e indicazioni precise. Chi ha l’intelligenza di seguire queste indicazioni non può sbagliare.

Investous offre anche un’ottima guida al trading online, probabilmente la più scaricata in Italia degli ultimi anni (ne abbiamo anche accennato nell’introduzione di questo articolo).

E’ una guida gratuita al 100%, semplice da studiare e molto orientata alla pratica. Puoi scaricare la guida di Investous cliccando qui.

Tra l’altro con Investous si ha anche la possibilità di operare in modalità demo, in modo da testare perfettamente tutti gli strumenti senza nessun tipo di rischio e andare così a colpo sicuro quando si comincia a operare con denaro reale.

Iq Option

Iq Option è uno dei forex broker più affidabili e offre uno dei conti di trading più accessibili, visto che consente di cominciare con un capitale di appena 10 euro. Non è un caso che sia veramente molto apprezzata dai principianti.

Ovviamente la piattaforma è estremamente semplice ed intuitiva e il sito ufficiale contiene anche un’area didattica veramente preziosa per chi vuole cominciare a fare trading online senza commettere errori (ricordiamoci sempre di quelli che cominciano a fare trading senza sapere nemmeno cosa siano gli stop loss).

Iq Option mette anche a disposizione un’eccellente demo che consente di sperimentare il trading senza rischi.

Impostare lo stop loss a zero?

Visto che lo stop loss rappresenta la perdita massima che un trader è disposto ad accettare su una singola operazione, qualcuno potrebbe essere tentato di impostarlo direttamente a 0. Dopo le perdite non piacciono, quindi perché non chiedere alla piattaforma di trading di chiudere immediatamente le operazioni che hanno una perdita anche minima?

Apparentemente potrebbe sembrare un’ottima idea, nella pratica non lo è per nulla. Il fatto è che gli asset quotati sui mercati finanziari cambiano di prezzo in modo continuo, anche di poco e questo può generare delle (temporanee) perdite. Questo effetto è amplificato, ovviamente, se si usa l’effetto leva.

Chiudere un’operazione alla minima perdita significherebbe rinunciare a potenziali profitti (anche elevati). In pratica, con questo sistema il trading online si trasformerebbe in una perdita di tempo che non causerebbe perdite, è vero, ma nemmeno profitti.

E’ importante, quindi, imparare a impostare gli stop loss in modo corretto: non troppo piccoli per evitare di chiudere operazioni potenzialmente in profitto troppo presto e nemmeno troppo grandi per evitare di subire troppe perdite sulla singola operazione.

Lo stesso ragionamento deve essere fatto per impostare correttamente anche i take profit.

Money management

Impostare correttamente stop loss e take profit significa seguire un trading system. Molti trader principianti non lo fanno per mancanza di disciplina, altri per ignoranza: ecco perché suggeriamo sempre di studiare prima di cominciare a fare trading online (e questo ebook gratuito è la forma migliore di studiare il trading).

Un altro elemento fondamentale per massimizzare i risultati del trading online e limitare le perdite è il money management.

Il money management si basa sul principio della diversificazione: invece di utilizzare tutto il capitale su una singola operazione, conviene suddividerlo e utilizzare solo una piccola quota su ciascuna operazione. In questo modo anche se si dovessero verificare delle perdite, l’impatto complessivo sarebbe minimo.

Lo stesso principio deve essere utilizzato su eToro se si decide di operare copiando i migliori: è meglio copiare un buon numero di trader, in modo che anche se uno sbaglia, le sue perdite sono più che compensate dai profitti degli altri.

Tutti sbagliano, anche i trader migliori: strumenti come il money management e gli stop loss servono proprio a limitare le conseguenze degli errori.

In conclusione

Lo Stop Loss è quindi il livello massimo della perdita che un trader vuole subire quando la direzione del mercato va nella direzione opposta. Si tratta di uno strumento fondamentale per il trading online di qualsiasi operatore finanziario.

Settare lo Stop Loss al livello più adatto è molto importante in quanto aiuta a rispettare la propria strategia di trading, evitando inesattezze dovute all’emozione o comunque alla psicologia del trading.

L’ampiezza dello stop loss è inoltre uno di quei fattori estremamente importanti per capire il rischio complessivo della trade, mettendo in rapporto la massima perdita al possibile profitto della posizione che stiamo andando ad aprire. Consigliamo sempre un’ampiezza dello stop loss compresa tra 1-2% del proprio account totale. La guida di Investous offre indicazioni precise (tra le tante altre cose) anche su come impostare in maniera più che ottimale gli stop loss.

Indicazioni alla piattaforma di trading per chiudere un’operazione quando raggiunge un certo livello di perdite.

No, però si può decidere esattamente quanto rischiare su ogni operazione. E’ il modo migliore per controllare e gestire il rischio.

Succede che la maggior parte delle operazioni verranno chiuse subito. Non perdo nulla ma non faccio nemmeno trading.

Purtroppo no, anzi: solo poche piattaforme (citate e recensite nell’articolo) garantiscono un funzionamento impeccabile degli stop loss.

Come definire ordini stop loss e take profit

Lo stop loss e il take profit sono due ordini che ti consentono di pianificare una strategia di trading permettendori di definire la chiusura automatica di una posizione al raggiungimento dell’obbiettivo prefissato.

Ogni volta che dai inizio a una contrattazione è difficile, se non impossibile, sapere se la tua previsione sarà corretta al 100%. Molto spesso i prezzi fluttuano velocemente e i trend cambiano con altrettanta rapidità.

Per fortuna tutte le piattaforme di trading online consentono di tenere sotto controllo le posizioni aperte con l’ausilio di due ordini importanti: si tratta dello stop loss (SL) e del take profit (TP), che ti permettono di definire i prezzi limite con cui chiudere un profitto o uscire da un trade in perdita.

A che cosa servono?

Impostando questi due ordini il tuo trade viene chiuso automaticamente al raggiungimento di uno dei due livelli e non è quindi necessario rimanere connesso a internet aspettando che si verifichino le condizioni che hai previsto.

Il take profit serve per chiudere automaticamente una posizione che ha raggiunto il guadagno prestabilito. Lo stop loss invece viene utilizzato per chiudere un trade che non sta andando nella direzione desiderata e per limitare le perdite.

Per farti un’idea più chiara su questi due ordini ti riporto un esempio pratico. Ti ho preparato inoltre un video riassuntivo, disponibile alla fine dell’articolo. Il software utilizzato è MetaTrader, disponibile gratuitamente nell’area download del sito.

Esempio pratico

Apro la mia piattaforma di trading e valuto in che modo entrare nel mercato. Decido di aprire una nuova posizione, cliccando sull’icona “Nuovo Ordine“. Il grafico di rifimento per questo esempio è EUR/USD a quattro ore:

La maschera di apertura di un ordine – Fare click per ingrandire

Prima di proseguire con l’esempio, ti faccio notare che il prezzo ha cinque numeri decimali anzichè i soliti quattro. Non lasciarti trarre in confusione: il quinto numero decimale è riportato con un carattere più piccolo e corrisponde a un decimo di pip.

Puoi tranquillamente ignorare questo quinto numero decimale, perchè esso viene utilizzato meramente per assicurare una maggiore precisione di calcolo dei prezzi ed una maggiore competitività nell’offerta dello spread, concetto che hai avuto modo di conoscere in un precedente articolo. I numeri ufficiali che trovi sui giornali o nei vari articoli di analisi riportano quasi sempre quattro cifre decimali.

La finestra di dettaglio

Torniamo a noi. Nella finestra di acquisto, puoi notare che sono presenti due bottoni. Cliccando il bottone “Vendi” apri una posizione di vendita (short), al prezzo riportato sopra (1,3083). Il tasto “Compra” ti permette invece di aprire posizioni long.

Il prezzo (1,3085) è diverso da quello di vendita e la differenza tra i due è il famigerato spread. Di conseguenza EUR/USD lo comprerai a 1,3085 o lo venderai a 1,3083, con uno spread di 2 pips.

Come impostare stop loss e take profit?

Dopo una serie di analisi stabilisco che l’Euro potrebbe perdere valore nei confronti del Dollaro e decido di entrare short.

E’ a questo punto che entrano in gioco i due preziosi limiti: siccome sto entrando in una posizione di vendita, definisco il mio take profit con un prezzo più basso del prezzo attuale (che è 1,3083 in caso di sell) e lo stop loss entrerà in gioco nel caso in cui l’Euro dovesse guadagnare terreno nei confronti del Dollaro.

Definisco quindi un take profit a 1,2970, uno stop loss a 1,3245 ed infine clicco sul tasto “Vendi” per aprire ufficialmente la posizione, che comparirà sul grafico come promemoria.

Lo stesso procedimento, ma all’inverso, puoi applicarlo sulle posizioni long. Se penso che l’Euro possa recuperare terreno nei confronti del Dollaro, posso impostare un take profit a 1,3245, uno stop loss a 1,2970 e infine cliccare sul tastino “Compra”.

Puoi fare pratica sugli ordini stop loss e take profit scaricando MetaTrader dall’area download oppure aprendo un conto demo su XM. Potrai decidere di investire con denaro virtuale per poi passare successivamente a fare trading con investimenti reali.

Video Tutorial

Il video è disponibile in formato HD.

Continua a leggere gli altri articoli della Guida Livello Base.

Cos’è lo stop loss e come si posiziona: la guida completa

15 Aprile 2020 – 10:00

16 Aprile 2020 – 10:04

Cos’è e come funziona lo stop loss? Per quali ragioni è così importante nel trading? Una guida completa per capire come si posiziona e a cosa serve questo importante strumento di risk management

Cos’è uno stop loss? – Lo stop loss, letteralmente “stop alla perdita”, è uno strumento di gestione del rischio che serve al trader per limitare le perdite in ogni singola operazione di trading che effettua sul mercato.

Dal punto di vista tecnico, con lo stop loss il trader comunica al proprio broker, o altro intermediario finanziario attraverso il quale accede al mercato, il livello al quale deve chiudere la posizione in perdita. In questo modo l’operatore stabilisce prima di operare la quantità massima di capitale che è disposto ad intaccare con una specifica operazione.

Lo stop loss, in sintesi, è quello strumento che consente di applicare in modo coerente i criteri del proprio piano di money management.

Stop loss: sommario

Stop loss: cos’è?

Dal punto di vista tecnico, lo stop loss è un ordine limite, di acquisto o di vendita, inoltrato al proprio intermediario contestualmente al livello di ingresso del trade (“entry level” o “entry point”).

Nella pratica, quando un operatore assume una posizione direzionale su uno strumento finanziario, decide di andare long o short, fissa contestualmente un livello di prezzo limite dalla parte opposta della direzione su cui sta scommettendo, raggiunto il quale la posizione viene chiusa automaticamente dal broker.

Se l’operatore è posizionato in acquisto (long) su un determinato strumento finanziario, lo stop loss riguarderà un ordine in vendita (short) fissato su un livello di prezzo inferiore rispetto al punto d’ingresso della propria posizione. Viceversa, quando il trade su uno strumento finanziario è ribassista (short), lo stop loss riguarderà il riacquisto (long) dello strumento e sarà fissato su un livello di prezzo superiore rispetto all’entry level.

Lo stop loss è uno strumento che tutti gli operatori dovrebbero utilizzare costantemente nella propria attività di trading. Questo acquisisce ancora più importanza soprattutto quando si è inesperti e ci si avvicina al trading online per le prime volte. Il trader, ancora prima di pensare ai potenziali guadagni che può ottenere tramite la sua operatività, dovrebbe focalizzarsi su quello che può perdere in ogni singola operazione di trading che fa nei mercati.

Lo scopo dello stop loss

A priori il trader non sa se l’intuizione sul mercato si rivelerà corretta, pertanto fissa un livello di prezzo limite che lo tuteli nel caso il mercato si dovesse muovere nella direzione opposta a quella del suo trade. L’obiettivo primario dello stop loss è quello di chiudere la posizione con una perdita stabilita ex ante, in linea con il proprio piano di trading e la propria strategia.

Chiaramente, dietro l’assunzione di una posizione in una direzione o nell’altra (long o short), vi è un’analisi (tecnica o fondamentale) eseguita dal trader. Qualsiasi strategia implementabile sui mercati finanziari, statistica o non, avrà, su una serie abbastanza ampia di operazioni, risultati che a volte si riveleranno positivi ed altre negativi.

I mercati finanziari sono impossibili da prevedere di conseguenza qualsiasi trader, indipendentemente dalla sua esperienza, potrebbe finire per posizionarsi sul lato sbagliato di un movimento. È quindi uno strumento indispensabile nella cassetta degli attrezzi di tutti gli operatori dei mercati finanziari.

L’azione migliore è quindi quella di garantirsi un meccanismo di sicurezza, da applicare nel caso in cui la direzione auspicata dalla propria operazione, dovesse invece rivelarsi errata. In questo modo il trader può vincolare la perdita massima potenziale.

Stop loss: dove e come posizionarlo

Per comprendere dove posizionare lo stop loss è necessario sapere prima in che direzione si auspica che i prezzi vadano in futuro. Il livello di invalidazione della strategia andrà quindi posizionato dal lato opposto. Un esempio chiarirà quanto detto finora.

Esempio pratico

Ipotizziamo di aver condotto un’analisi sul cambio EUR/USD. Secondo i propri studi, i corsi dovrebbero apprezzarsi nelle prossime sedute. Al momento il cambio EUR/USD quota 1,1400. Decidiamo quindi di implementare una strategia long dai prezzi attuali (ordine di entrata «a mercato»). A questo punto, sarà necessario posizionare anche i livello di stop loss che tuteli il nostro capitale qualora i prezzi dovessero andare dalla parte opposta alla nostra.

Sempre secondo la nostra analisi decidiamo che il livello a 1,1390 dollari è il livello al quale, sorpassato al ribasso, invaliderebbe la nostra visione rialzista sul cambio. Lo stop loss dovrà quindi essere posizionato su questo livello. Ora si ha quindi il livello di ingresso a 1,1400 e il livello di stop loss a 1,1390, ossia 10 pips sotto il prezzo di carico dell’operazione.

In questo modo se le cose andranno bene il cambio si apprezzerà fornendo un guadagno, se i prezzi dovessero invece fino a toccare il livello di stop loss la posizione verrebbe chiusa in perdita e si potrà quindi evitare il rischio di subire una perdita maggiore di quella che si era predeterminata prima di implementare l’operazione.

L’esempio qui sopra riguarda il mercato del Forex, ma il concetto rimane lo stesso anche se si vogliono negoziare azioni, materie prime o indici azionari.

Tipologie di stop loss

Esistono vari criteri per posizionare lo stop loss, ma non vi è un modo universale o migliore di un altro per farlo. La cosa importante è comprendere il rischio che ci si assume una volta che si sceglie in base a dove si colloca lo stop loss.

Esistono varie tipologie di stop loss, le principali sono:

  • stop loss in percentuale;
  • stop loss in valore monetario;
  • stop loss basato sui pattern candlestick e le figure grafiche;
  • stop loss basato sui livelli tecnici (supporti e resistenze statiche e dinamiche);
  • stop loss basato sulla volatilità (con l’uso dell’indicatore ATR).

Lo stop loss percentuale implica l’uscita dalla posizione dopo che il sottostante si è mosso contro la nostra direzione di una percentuale predeterminata dall’operatore.

Lo stop loss monetario è un tipo di ordine che si basa sulla perdita monetaria subita in una determinata operazione. Per esempio l’operatore potrebbe decidere di chiudere la posizione dopo aver subito una predeterminata perdita monetaria.

Lo stop loss basato sui pattern candlestick e le figure grafiche sono quei livelli di invalidazione dell’operazione che si basano sulle conformazioni di particolari pattern candlestick (ad esempio il pattern Hammer, Shooting star, Engulfing, ecc.) o su figure grafiche di inversione o continuazione (doppio minimo, doppio massimo, testa e spalle, triangolo, ecc.)

Lo stop loss basato sui livelli tecnici si serve dei supporti e resistenze statiche o dinamiche identificare il livello più idoneo che invaliderebbe l’operazione in essere. Questi possono essere, per strategie rialziste i supporti orizzontali o dinamici, per strategie ribassiste il livelli di resistenza statici o dinamici.

Lo stop loss basato sulla volatilità è quello considerabile più “sicuro” rispetto i precedenti. Posizionando l’ordine in base alla volatilità si permette ai prezzi di avere “spazio per respirare”, evitando di essere stoppati prematuramente a causa di movimenti temporanei avversi dei corsi. Questo stop loss viene tradizionalmente settato tramite l’indicatore ATR settato a 14 periodi.

Le 3 regole fondamentali dello stop loss

Non basta sapere quanto sia importante: è essenziale conoscere le regole fondamentali per impostare lo stop loss in modo intelligente e profittevole.
Ecco le 3 regole per impostare lo stop loss nel migliore dei modi.

Regola N°1: Selezionare un prezzo di ingresso preciso
Non bisognerebbe mai entrare in un trade su un prezzo a caso ma studiare un prezzo di ingresso ed entrare sul mercato solo in quel punto.
In questo modo lo stop loss può essere piazzato a breve distanza dal punto di ingresso, dove i prezzi possono arrivare solo se l’analisi che si era fatta del mercato era errata: l’ordine, così, consente di uscire con pochi danni, rianalizzare la situazione, ed eventualmente rientrare ad un prezzo più favorevole.

Regola N°2: Determinare lo stop loss
Devi decidere a priori quale è il capitale che vuoi rischiare (in termini di pips o denaro). È molto importante che lo stop loss preveda una perdita inferiore al guadagno atteso dal trade: in altri termini, il prezzo di uscita in perdita deve essere più vicino al prezzo di ingresso sul mercato rispetto al prezzo di uscita in profitto.

Regola N°3: Costruire il piano di trading prima di operare
Analizza e seleziona in anticipo i prezzi di ingresso e di uscita sia in perdita che in profitto: ogni trade deve richiedere del tempo per studiare ed analizzare lo stato del mercato, ingressi sul mercato impulsivi o basati su scarse informazioni sono da evitare.

La fase di studio deve precedere la fase di trading: quando piazzi un ordine devi poi essere mentalmente libero di spegnere il pc e non seguire più la questione per ore: stop loss e take profit devono darti la sicurezza di aver operato per il meglio, e tuoi interventi a seguire possono provocare più danni di quanti benefici possono apportare.

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