Azioni il debutto di Lapo a Piazza Affari

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Tutte le società tech che vogliono quotarsi nel 2020

Da Uber ad Airbnb, da Lyft a Palantir, fino ad Ant Financial in Cina e a Nexi in Italia. Dai pagamenti digitali ai software, c’è movimento nel mercato

Il 2020 sarà un anno di debutti eccellenti in Borsa, soprattutto per quel che riguarda il comparto della tecnologia. Da Wall Street a Piazza Affari a Shanghai sono molte le ormai ex startup, i cosiddetti unicorni e le storiche società in ambito finanziario e tecnologico che hanno scelto quest’anno per quotarsi, in molti casi con valutazioni da record e dopo round di finanziamenti stellari.

Tra i listini più ricchi c’è sicuramente quello di Wall Street, dove si appresta a fare il suo ingresso in pompa magna la piattaforma di trasporto privato Uber, che sta preparando quella che da molti è considerata l’offerta pubblica iniziale (Ipo) destinata a battere ogni record fino a questo momento. Con una raccolta di oltre 20 miliardi di dollari e una valutazione per la sua offerta pubblica di 120 miliardi, Uber si quoterà nei prossimi mesi, facendo valere la sua quota di mercato ormai attestata il 60 e il 70%.

A strappare il primato – soltanto temporale – di Uber, sarà in tempi più brevi la concorrente nel servizio di trasporto privato Lyft, dal valore più modesto che oscilla tra i 15 e i 20 miliardi di dollari, ma comunque in grado di raggiungere una quota di mercato del 30%.

Tra le altre big, è certamente molto attesa la quotazione della piattaforma di prenotazioni di case private e non solo Airbnb, che potrebbe quotarsi entro la fine dell’anno con una valutazione di 31 miliardi di dollari. In questo caso, però, la compagnia non ha ancora definito delle date.

Nella classifica delle prossime quotazioni americane è da segnalare anche la società specializzata in raccolta e analisi di dati e antiterrorismo, Palantir, la cui Ipo è valutata attorno ai 41 miliardi di dollari.

Molta attesa anche Slack, piattaforma social dedicata in particolare alle chat aziendali, che nel primo giorno di operatività nel 2020 è stata in grado di ricevere 120mila registrazioni. In questo caso si parla di una valutazione di circa 10 miliardi di dollari.

Sempre in tema di piattaforme, a chiudere il gruppo delle ipo più attese c’è sicuramente quella di Pinterest, social basato sulla condivisione di foto e video, che vanta 250 milioni di utenti attivi mensilmente. Per questo unicorno si parla di una valutazione di circa 12 miliardi di dollari e una probabile ipo entro la fine di giugno.

In Cina
Ma non c’è solo Wall Street. Anche Shanghai farà la sua parte in questo 2020. Tra i nomi più importanti va segnalato quello di Ant Financial, il braccio finanziario del colosso cinese dell’ecommerce Alibaba, che è stata in grado di raccogliere 14 miliardi di dollari di finanziamento e ha una valutazione che si aggira attorno ai 151 miliardi di dollari. Al momento ancora non c’è una data fissata per il debutto borsistico di questo gigante ma dopo un recente rinvio sembra che la quotazione sia fissata per quest’anno.

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In Italia
Per quanto piazza Affari, la quotazione più attesa nell’immediato è quella di Nexi, società specializzata in servizi di pagamento che ha sostituito la vecchia CartaSì. La controllata al 93% dal fondo Mercury Uk Holdco vale tra i 7 e i 9 miliardi di euro, e potrebbe fare il suo debutto a Piazza Affari già nel prossimo mese di aprile.

Repubblica.it

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Lapo debutta a Piazza Affari
con gli occhiali di Italia Independent

La valutazione del titolo è da start up della new economy: 19,2 volte quello che guadagna tolti i costi La società punta a raccogliere 13,6 milioni di euro per finanziare la crescita e ridurre il rischio liquidità

MILANO – “Mio fratello Lapo è l’esempio di chi sa rischiare”. L’ultima benedizione al più giovane dei rampolli della famiglia Agnelli, prima del debutto in Borsa di Italia Independent, arriva dal fratello John Elkann, numero uno di Fiat: “E’ un esempio molto forte di chi ha avuto un’idea, ha avuto coraggio e ha creato una realtà”. Come ha fatto Lapo Elkann con la fondazione della sua società nel 2007 scommettendo sul richiamo dell’occhiale made in Italy. Con l’obiettivo, quasi, di creare uno stile di vita. Una passione che si è trasformata in una realtà da 15 milioni di euro di fatturato l’anno e adesso arriva sull’Aim di Borsa Italiana, il listino per le piccole e medie imprese – aperto solo agli investitori istituzionali – che cercano nuovi capitale per sostenere la crescita. Una via non facile, proprio quando l’accesso al credito tradizionale è sempre più complicato. Ma d’altra parte nel bilancio chiuso al 31 dicembre la società cita tra i possibili rischi quello della liquidità che potrebbe essere risolto proprio con la quotazione.

Con l’operazione la società, che fattura 15 milioni l’anno, conta di raccogliere 13,6 milioni di euro, 11 dei quali in aumento di capitale, il resto derivante dalla vendita delle azioni da parte dei soci. Di certo la valutazione della società, 57,4 milioni di euro, è di quelle da start up della new economy: 19,2 volte l’ebitda (margine lordo) del 2020 (2,97 milioni di euro). Stesso discorso per il price earning

(il p/e, il rapporto tra prezzo e utile per azione), che con un valore di collocamento a 26 euro per azione e un utile a dicembre 2020 di 907mila euro risulta essere pari a 65 volte. Di fatto a utili costanti servirebbero quasi 65 anni per recuperare il capitale investito, ma nel caso di un’azienda nuova l’investitore scommette su una crescita più rapida dovuta proprio all’apporto di capitali freschi. Negli ultimi due anni, i ricavi di Italian Independent sono aumentati del 67% l’anno, confermati nel primo trimestre 2020. La differenza si percepisce con aziende che hanno alle spalle una storia robusta. Il p/e di Luxottica è pari a 19 volte, mentre il rapporto con l’ebitda è di 13,4 volte; Safilo è valutata 33 volte il p/e e 7 volte l’ebitda. In termini di margini, invece, Italian Independent con un ebitda pari al 14% dei ricavi si piazza a metà strada tra Luxottica (19,2%) e Safilo (9,8%).

Sul fronte dei rischi, il più marcato è quello legato alle condizioni economiche in particolare nei paesi più industrializzati, dove la domanda è più forte: “La congiuntura – si legge nel bilancio – potrebbe incidere sulla crescita della domanda e sui risultati di gruppo”. Meno problematica, invece, la situazione debitoria: la società è esposta verso le banche per 2,2 milioni di euro.

Il debutto a Piazza Affari porterà anche a un rimescolamento delle quote nella società: Elkann ridurrà la propria partecipazione dal 64% al 48,8% del capitale, Mario Ginatta dall’11,7% all’8,92%, Andrea Tessitore dall’11,13% all’8,48%, Giovanni Accongiagioco dal 4,49% al 3,43%, Alberto Fusignani dal 4,49% al 3,43% e Pietro Peligra dal 4,19% al 3,19%. Nel caso dell’integrale esercizio dell’opzione di over allotment le quote saranno ulteriomente limate. La domanda per il titolo è stata 3 volte l’offerta e per il 60% coperta da investitori italiani.

( 27 giugno 2020 ) © Riproduzione riservata

L’exploit di Lapo a Piazza Affari

Lapo Elkann ha deciso di lanciarsi in borsa con la sua azienda che si occupa della produzione di occhiali made in Italy ed ha deciso di farlo proprio alla fine del secondo trimestre del 2020. Non è certo il tempo ad aver modificato la sensazione degli investitori, fatto sta che il debutto dell’imprenditore della famiglia Agnelli, è stato un successo.

Italia Independent, nel primo giorno di contrattazioni ha fatto registrare un incremento del 10 per cento del valore delle sue azioni. Poi, durante la giornata ha registrato anche picchi al 15 per cento. Alla fine del primo giorno di scambi, le azioni Italia Independent erano date a 30,20 euro l’una, che è esattamente il 16,15% in più del valore iniziale.

La FIAT fa bene ad RCS

Lapo Elkann, come tutte le piccole e medie imprese, ha dovuto gestire il debutto nella quota di mercato riservata alle imprese delle stesse dimensioni, quindi ha debuttato nell’Aim Italia. Durante la prima fase di collocamento delle azioni ha intascato ben 13,6 milioni di euro ma la capitalizzazione, complessivamente è stata di 57,46 milioni.

Lapo Elkann non ha certo perso l’occasione per spiegare le ragioni del suo spirito imprenditoriale, dicendo che presto partirà anche alla conquista di nuovi mercati. Gli Stati Uniti dove già la FIAT ha messo radici, secondo Lapo sono un’opportunità, ma si può lavorare molto bene anche in Spagna e in Francia.

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